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giovedì, maggio 31, 2007

Rec. / Esteri ; L'indie-rock francese della 5jve Roses : ABSINTHE (PROVISOIRE) -SINCABEZA (Distile Rec.); PEST SOUND (Stunt Kite Rec.) by P.Boffoli


E’ tempo di Francia per la prolifica agenzia di promozione pescarese 5jve Roses, distributrice di numerose realtà e labels indie
(in senso lato) europee ed internazionali. Quelle che seguono sono le recensioni dei nuovi dischi di tre tra le più notevoli formazioni transalpine promosse dalla 5jve Roses.



ABSINTHE PROVISOIRE : Alejandra
(Distile Records/2006)


A mio parere la 5jve Roses il colpo grosso l’ha fatto con Alejandra della Distile Rec., uscito nell’ottobre 2006, seconda opera di Absinthe (Provisoire), una formazione di Montpellier che dopo i magnifici precedenti di Ulan Bator ed Enfance Rouge dimostra come in Francia ci sia una scena sotterranea inquietante ed ancor più radicale rivolta alle espressioni e sonorità contemporanee più estreme.
Tutti aggettivi e concetti che calzano alla perfezione alle scelte operate da Absinthe (Provisoire), lontani dal benché minimo compromesso commerciale o mainstream.
I loro brani fiume sono straordinari streams of consciousness, sinfonie moderne che superano tipologie come post-rock, indie, noise, ethereal, dark, poiché sono tutto questo e lo sublimano in lunghissime epifanie chitarristiche, sorta di sublimi ascensioni melodiche di sapore wagneriano che si spengono molto gradualmente in lunghi liquidi segmenti sospesi in inquietanti mistiche attese (…ricordate i Pink Floyd di Ummagumma, in particolare Careful with that axe Eugene ?).
Tre chitarre (Christophe Devaux, Sylvain Etchegaray, Alexandre Morand) che interagiscono con lucida e creativa follia: melodie, rumore, percorsi eterogenei, sino a saldarsi a tratti in un magma letale e terrorizzante.
Questa esplorazione estrema spazio-temporale pare un metodo (se ci è concesso usare tale termine!) in continua evoluzione: i 29 minuti iniziale di Kocka ne rappresentano un eloquente dilaniante sunto e prendono davvero alla gola!
Le poche parole sparse in questi tortuosi itinerari appaiono concetti minimali ma lapidari : “…il n’y a pas d’unité / la pluie tombe e casse les visages / nous tous, femmes, enfants, viellards, tassés sous dix mille tonnes de merde / est-ce que nous respirons ? «.
L’abrasiva Amour-Infidelite-Introspection vive di straordinari echi/riverberi chitarristici e di una minimalità armonica struggente.
L’amara elegia di Someone Sais Your Heart Belongs To The Dead ricorda il David Thomas dei primi Pere Ubu, quelli più disperati ed introduce l’ancor più straziata Love Song for A Dutch Bitch, serenata dark dallo sviluppo dapprima disarticolato/destrutturato, poi sublimato in scenari neo-ambient, in una psichedelica intrisa di umori free-jazz ed infine in un rumorismo seriale ancora una volta terrorifico ed immobilizzante.
17 minuti di imprevedibile, allucinante situazionismo sonico.
C’è da chiedersi seriamente in futuro Absinthe (Provisoire) di quali stupefacenti accadimenti sonici possano ancora macchiarsi!

www.myspace.com/absintheprovisoire
www.distilerecords.com
www.myspace.com/distile
www.five-roses.net
www.myspace.com/5jveroses


SINCABEZA : Edit sur passage avant fin ou montée d’instrument.
(Distile Records/2007)


Il trio di Bordeaux Sincabeza guidati da Philippe Rey (chitarra) debutta con un album interamente strumentale sempre per la Distile Records.
Difficile da etichettare perché sfuggente e mutevole, basato com’è su strutture e segmenti strumentali di un sapore math-rock
(più che post-rock) europeo poco debitore a formazioni americane come Shellac e Dom Caballero. Ed incastonati l’uno nell’altro come un puzzle inestricabile.
Le armonie sono molto ondivaghe e la titano parecchio in brani come Suce ma bete. Dimanche Martin, O 4, …Ni les équations,
polverizzandosi in alchimie ritmiche a volte un po’ cervellotiche. Tuttavia una poesia tenue e struggente priva di parole traspare dalle trame delicate di 0 4. Altrove, in …Ni les équations è una martellante ripetitività minimale gravida di continui stacchi ritmici a comunicare alienazione e masochismo di una ricerca sonica che si autofrattura con metodo seriale rigenerandosi in anfratti ritmici angusti e pericolosi. L’intesa tra i tre è notevole, anche nei momenti più disarticolati e densi.
Bandit Manchot allarga a dismisura le maglie aconfinando all’inizio in una sorta di free-form jazz per poi rientrare nel solito tormento/estasi di fraseggi seriali ipnotici colmi di micro-variazioni sul tema.

La breve Non, Rien allenta notevolmente le tensioni accumulate con schizzi di note di un nostalgico bandoneon.
Waar het on gaat a sorpresa cerca la melodia mutante come in certe opere canterburiane di Hatfield And The North e National Health; e chiude splendidamente su un lungo anello melodico in progressione (xilofono, chitarre, basso…) di rara e potente bellezza che non avrebbe sfigurato nell’incomparabile Tubular Bells di Mike Oldfield.
Una deliziosa ghost-track di due minuti con arpa, campanellini e wood.block di sapore decisamente nipponico conferma il misterioso eclettismo di Sincabeza.
Distruzione metodica della melodia e sua seducente ricostruzione: forse è in tale affascinante contraddizione l’appeal maggiore del sound di Sincabeza.

www.sincab.com
www.distilerecords.com
www.five-roses.net



PEST SOUND : 76 kilos laughing.
(Stunt Kite Recordings /2007)


Pest Sound, guidati dal gallese Neil Ovey sono un quartetto di stanza a Strasburgo ed ha realizzato all’inizio del 2007 76 kilos laughing, un pregevolissimo chiaroscurale disco che si nutre innanzitutto dell’asimmetrica notevole vena cantautorale di Ovey, dotato di una profonda eclettica timbrica vocale, un ibrido tra Lou Reed, Kurt Wagner e vagamente Nick Cave.
A vere sghembe mazzate soniche come Prizefighter, The Alsace Samurai, Sneaky Sips, o la schizzata A Gang with no Legs or Wires sguazzanti in un seriale brodo post/math rock, si alternano ballate malate, vagamente velvetiane, come Tailspin, Afternoon Film, Russian Roulette nelle quali Neil Ovey ha modo di blandirci col suo strascicato malato mood vocale (…anche un funzionale falsetto!) decisamente accattivante.
La struggente Spooned è una melodia dai mille tentacoli, straziata dalla lancinante chitarra di Ovey.
Il piano puntillista di Sylvain Dorange impreziosisce il delicato vocalismo dell’ambigua Misanthropic Wife.
Ma si conclude davvero degnamente con la crudele lenta I am the Golden Gun, ebbra di un riff chitarristico glaciale e tagliente e di abbandoni tastieristici arcani. L’agrodolce progressione drammatica del brano è mozzafiato e conclude un disco che (concedetemi una citazione!) “ …brilla come un diamante puro e glaciale, incisivo, delicato, vizioso, melodioso. Imperdibile” (Marie Daubert; Magic: Revue Pop Moderne).
Il disco esce per l'etichetta francese Stunt Kite ed é stato registrato con la solità lucidità e potente nitidezza di particolari da Steve Albini all’Electrical Audio di Chicago; quali altre deviate alchimie ci riserva Neil Ovey per il futuro?

http://www.pestsound.com
http://www.five-roses.net

PASQUALE BOFFOLI

lunedì, maggio 28, 2007

Recensioni/Italiani: Les:Petits:Enfants/Terriblez (Mizar Records/Audioglobe/Fleisch Agency - 2007) by Pasquale Boffoli



Non devono trarre in inganno i primi due tre minuti di Superdance, primo brano dell’album di debutto dei mantovani Les:Petits:Enfants/Terriblez, dal titolo omonimo: avvio prettamente electro-sintetico, con la voce di Andj filtrata al vocoder (chiara la matrice Kraftwerk) cosa che torna con eleganza intrigante in Land Of Peaches ed altri episodi dell’opera.
Questo disco è quanto di più eclettico si possa immaginare, votato ad un crossover moderno ed insinuante in misura crescente ad ogni nuovo ascolto.
La successiva ballata umanoide ad esempio, la chiaroscurale The Day Before The Crash si tinge di bagliori new-wave ‘80 ancora intrisi di sussulti punk.
Invitation au voyage : brano seducente a chiare tinte dark recitato più che cantato in francese; sembra un brano degli Ulan Bator più melodici, con le chitarre di Andj ed Andrea soverchiate nel finale da un’epifania di synth che penetrano i neuroni suadentemente.
Pnx vol.2 (strumentale), Jeunesse, No, Martina, Concept svelano una colta componente noise, fredda ed avvolgente sfociante in melodie ammalianti che qualifica L.P.E.T. tra i più diligenti e rigorosi allievi dei Sonic Youth.
Rimane il loro sound un albero che allunga i suoi rami in tutte le direzioni in virtù anche dell’ennesimo splendido lavoro di produzione e tecnico di Fabio Magistrali; si prendano Vampyrotheuthis Infernalis e You know nothing you know: tessiture chitarristiche preziose e sommessi vocalismi di sapore post-rock sbocciano in irresistibili walls of guitars.
La serpentina The Cake, quasi gotica ed alimentata da voce sintetica e synth sfocia più volte in ennesime catarsi chitarristiche e vive splendidamente di pieni e di vuoti .
Un cupa chitarra trattata con un e-bow risplende nella malinconica Teatro dell’aqua, attorcigliata ad altre delicate corde: un epilogo strumentale intimamente discreto per un album che sintetizza con arte sopraffina più di trent’anni di mutazioni e sussulti del rock venuto dopo il punk, ma che pesca anche negli anfratti intellettuali tra i ’60 e ’70 europei, teutonici in particolare.

http://www.lpetz.net/
http://www.mizar-records.com
http://www.fleisch-agency.com
http://www.audioglobe.it

Collaborazioni: NINE INCH NAILS e Controinformazione by Antonio Petrucci



Un breve ma intrigante articolo di Antonio Petrucci sui retroscena del nuovo lavoro dei Nine Inch Nails, "Year Zero" (un pò inquietante l'omonimia con il titolo della trasmissione di Santoro...non trovate?).(P.B.)


Oramai è trascorso più di un mese dall'uscita di "Year Zero" che musicalmente mantiene la struttura degli album precedenti con qualche novità interessante.
In definitiva si tratta di un buon album, ma la vera novità di YEAR ZERO riguarda l'attenzione data dal gruppo di Trent Reznor ai testi, ma ancora di più all'aspetto multimediale sviluppato intorno al disco che coinvolge vari artisti.

Su internet i giorni seguenti l'uscita si sono susseguite notizie di messaggi, decifrabili sia dalla copertina del CD sia dai brani stessi, che evidenziano alcuni indirizzi di siti internet dai contenuti inquietanti, in cui si immagina un futuro poco rassicurante; ritengo sia questa la vera interessante novità dei NIN che potrebbe avere interessanti sviluppi in futuro.

In un momento storico come questo di appiattimento culturale in cui prevale una comunicazione falsata trovo che queste iniziative facciano ben sperare per il futuro.
Per chi fosse interessato ad approfondire tale progetto riporto di seguito gli indirizzi di alcuni di questi siti internet e "buona navigazione".

http://www.nin.com/ (sito ufficiale del gruppo)
http://www.opensourceresistance.net/
http://www.exterminal.net/
http://www.churchofplano.com/
http://www.artisresistance.com/
http://www.redhorsevector.net/

Antonio Petrucci

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci, n°.4



Titolo: BLADE RUNNER, USA 1982
Regia: Ridley Scott
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Warner Bros 2006


A 25 anni dalla sua uscita ancora oggi si parla di questo fondamentale film.
In questa sede non voglio aggiungere altre considerazioni sulla forma e sui contenuti, mi interessa solo sottolineare un elemento importante che emerge dalla sua visione.
Oltre a racchiudere in sé il meglio del cinema, belle scenografie, un'emozionante colonna sonora e ottima recitazione la pellicola si spinge oltre offrendo allo spettatore una visione di un futuro in cui l'umanità è vittima di una scienza al servizio del potere e ci mostra tutte le conseguenze che lo potrebbero caratterizzare.
L'indimenticabile finale ci induce a provare un senso di pietà verso i replicanti che scelgono l'autodistruzione per salvare gli uomini dalla follia di una scienza malata.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=vD2wRsVdVaQ

(Antonio Petrucci)







Titolo: FATA MORGANA , Germania 1970
Regia: Werner Herzog
Genere: Documentario
DVD edizione: RHV Home Video


Herzog rappresenta per me il cinema della conquista e della lotta; tutto il suo cinema ne è impregnato, i suoi film come i suoi documentari.
In questo senso l'obiettivo può essere raggiunto solo attraverso un reale sacrificio, egli mette in campo delle forze che si trasformano in pensieri, sensazioni o immagini: da questa alchimia nascono i film di Herzog.
Anche Fata Morgana non sfugge a questa regola, girato in condizioni avverse in giro per l'Africa nel 1970. Il regista insieme all'operatore ci svela immagini di grande durezza ma anche di struggente poesia; questo documentario alla fine si rivela un duro atto di accusa verso l'occidente colonizzatore che ancora oggi riesce a comunicare con i propri simili meno fortunati solo con la sopraffazione e la violenza.
Questa ottima edizione della RHV contiene tra gli extra anche due inediti documentari del regista girati sempre in Africa.

(Antonio Petrucci)







Titolo: Nightmare Detective - Il cacciatore di sogni, Giappone 2006
Regia: Shinya Tsukamoto
Genere: Horror
DVD edizione: Raro Video 2007


Ultimo film distribuito in Italia del poliedrico regista Shinya Tsukamoto che in un'intervista dichiara di avere voluto creare un'opera di transizione ed allo stesso tempo raccolto tutti gli elementi delle sue opere precedenti.
Il film unisce il genere horror con il thriller psicologico in modo originale anche se per essere apprezzato richiede più di una visione; la trama è abbastanza canonica ma la cosa straordinaria é la forma in cui il regista integra e sviluppa gli eventi sino ad arrivare al finale che definirei metafisico.
Ottima l'edizione della Raro Video che comprende come extra anche un'intervista a Enrico Ghezzi e al regista. Consigliato ovviamente agli estimatori del regista ma anche a coloro che sono alla ricerca di un cinema in cammino verso nuovi orizzonti.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=9npZM41PJ9Q

(Antonio Petrucci)

venerdì, maggio 25, 2007

Attualità: Sex Crimes and Vatican / Il documentario della BBC


Ho ricevuto per e-mail il documento che qui pubblico e di cui si fa già un gran parlare in rete ma non solo: Sex Crimes and Vatican, un documentario decisamente scottante della BBC riguardante la pratica della pedofilia nella chiesa anglosassone.

" Il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali dei Preti & Pedofilia si richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento di Ratzinger che rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi.
In Italia non é mai andato in onda, né i giornali né gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno". Ora grazie al sito di bispensiero.it é disponibile la versione tradotta in italiano "


lo trovate nella versione integrale qua:

http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato

E' QUASI sicuro che sarà l'argomento principale di cui si occuperà Michele Santoro nella prossima puntata di ANNO ZERO di giovedì 31/05/07, così come lo stesso giornalista ha annunciato all'inizio della puntata del 24/05/07, 'denunciando' pressioni e pareri di vario tipo ricevuti circa l'opportunità della messa in onda del documento della BBC.
Ma si sa, Santoro é 'capatosta' e comunque la pensiate, il pezzo sarà trasmesso: credo sia da non perdere assolutamente per la nostra salute mentale, alla stessa stregua di Milan-Liverpool!

www.bispensiero.it
http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm

PASQUALE BOFFOLI
Una precisazione : visto che qualcuno me l'ha chiesto !
Se cercate nel blog un articolo su un artista o band in particolare basta che digitiate l'argomento desiderato nel riquadro in bianco in alto a sinistra accanto alla lettera B e poi cliccate accanto su CERCA NEL BLOG : appariranno tutti gli articoli dei mesi ed anni precedenti su ciò che cercate o nei quali vi si fa riferimento. ok ?
Buona lettura (P.B.)

giovedì, maggio 24, 2007

Recensioni/Italiani: FUCKVEGAS : fuckfuckVegas (Go Down Records - 2007) by Pasquale Boffoli


Davvero un disco che lascia il segno questo fuckfuckVegas dei fuckVegas, registrato e missato da Giulio Favero (One Dimensional Man, Teatro Degli Orrori) l’anno scorso ai BloccoA studio (PD).
Dagli storici O.D.M., tra i primi protagonisti della scena noise-blues italiana, i fuckVegas hanno mutuato un noise grezzo e stordente con qualche sfumatura blues, ma che precipuamente vira in Fu, You Fall Alone, Drop A Line (con Favero alla chitarra), verso una pesantezza sonica di matrice stoner.
L’approccio e la sporcizia di Andrea (chitarra e voce) e Francesca (basso e vocals) in questi brani attraversati perfidamente dalle onde sinusoidali del synth di Woldo rimane comunque di matrice prettamente punk.
In The Real Show la furia esecutiva (alla batteria il roccioso Davide) è davvero isterica ed ‘out of control’, soprattutto nella parte centrale dove interferenze vocali umanoidi emergono inquietanti!
3 Years Hold, oltre dieci minuti di stoner-blues trasfigurato e sfregiato dalla paranoia stigmatizza il lato più malsano e torbido del sound dei fuckVegas, esaltandone l’eclettismo stilistico.
Infine I Didn’t Mean It…It’s A Crime, ancora rabbia repressa e caos disturbante, conclude questo esaltante debutto dei fuckVegas per l’ottima etichetta Go Down Records, nella cui scuderia militano molte altre killer-bands italiane ed estere.
Si auspica per i fuckVegas un futuro lavoro di lunga durata che si snodi con uguale perfida bellezza psicotica lungo gli stessi binari di questo debutto, magari sviscerandone gli spunti meno ortodossi!
Un plauso infine all’immaginifico artwork fumettistico .


www.fuckvegas.net/
http://myspace.com/fuckvegas
www.godownrecords.com
http://www.fleisch-agency.com

PASQUALE BOFFOLI

mercoledì, maggio 23, 2007

News: THE RAMONES: il sito ed il libro di Marco Zuanelli.


Ancora novità sui Ramones e su quanto gira intorno al loro ormai consolidato mito. E' uscito GABBA GABBA BOOK di Marco Zuanelli, esaurientissimo documento sul pianeta Ramones.
Ma Zuanelli ha anche varato il sito www.gabbagabbabook.it dove l'autore disquisisce sul suo libro e sui Ramones.


Ma lasciamo che sia Marco stesso (a destra nella foto) a parlarci del sito. (P.B.)


' All'interno potrete trovare 3 sezioni:

1) notizie varie sul libro,

2) la discografia dei Ramones che è così suddivisa:
Discografia: lp, cd ufficiali con nome produttore/i, anno, formazione e scaletta dei brani
7 pollici, cds e promozionali: 45 giri, cds e promozionali divisi x stati
12 pollici: 12 pollici ufficiali e promozionali inglesi e americani e di altri paesi
Bootleg: divisi in tre sezioni LP, cd e 7"
Solisti: incisioni in cd, lp, 7" dei vari componenti dei Ramones (Joey, Marky, Johnny, Dee Dee e Cj)
Compilation: compilation divise in ordine alfabetico dove "appaiono" brani dei Ramones
Colonne sonore: film che hanno al loro interno un brano dei Ramones
Cover: cd, lp, 7" di gruppi ke coverizzano brani dei Ramones divisi in ordine alfabetico
Tributi: cd, lp, 7" tributo ai Ramones divisi in ordine alfabetico
Più di 200 pagine, più di 800 tra vinili e cd riguardanti i Ramones.


3)
le news che vengono aggiornate abbastanza spesso!'

www.gabbagabbabook.it

martedì, maggio 22, 2007

News : THE RAMONES ; la biografia ufficiale


THE RAMONES sono una mia vecchia (mai deceduta!) passione.
I fratellini inventori del punk (questa l'opinione di tantissimi!) continuano a far parlare di sé anche se la band originaria per tre quarti (Joey, Johnny e Dee Dee) é ormai estinta. Mai lo sarà nei nostri cuori e nelle nostre orecchie !
Pubblico su gentile concessione di Mirkoguevara, titolare di
http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones, il maggiore fans-site italiano della band le news circa la pubblicazione della loro biografia ufficiale. (P.B.)


La biografia ufficiale della storica band.
Trent'anni di musica punk, ventidue anni di carriera per un gruppo tra
i più rappresentativi di questo genere, nelle sue caratterizzazioni
punk rock e punk '77 (il punk degli esordi, risalente appunto alla
seconda metà degli anni settanta).
Protagonisti sono i Ramones, famoso gruppo musicale statunitense,
una delle band di maggiore influenza degli ultimi decenni, considerata fra le capostipiti del movimento punk newyorkese.
Un gruppo che ha annoverato, fra i suoi ammiratori, anche il re dell'horror Stephen King, o il leader dei Pearl Jam, Eddie Vedder, che ne presiede il fan club americano.
In occasione del trentennale della nascita del movimento punk ecco
così comparire la versione italiana della loro biografia ufficiale,
uscita in America nel 1993, dagli esordi nella scena newyorkese del
CBGB's, alla collaborazione con il leggendario produttore PhilSpector, dalla nascita del loro sound minimale al loro look (giubbotto di pelle nera, t-shirt e scarpe da ginnastica) per concludersi tristemente con i ben noti problemi con alcol e droghe che ne hanno
segnato il percorso e lo scioglimento definitivo.

Jim Bessman, giornalista free-lance e amico personale dei Ramones, è
l'autore di tale biografia ufficiale, scritta in collaborazione con i
membri della band, arricchita da una dettagliatissima discografia e
"gigografia" completa; il tutto è condito da storiche e curiose
illustrazioni (volantini, manifesti, recensioni originali degli anni
Settanta) che contribuiscono a ricreare nell'immaginario del lettore
il percorso musicale e personale di una band storica.

La versione italiana del volume è stata inoltre arricchita di un esclusivo aggiornamento: il nuovo millennio può infatti essere considerato la fine di un'epoca per la band newyorkese, che ha perso tre dei quattro membri fondatori, Joey, Dee Dee e Johnny, scomparsi prematuramente nel giro di pochi anni, proiettando i Ramones nell'olimpo del rock. Ingresso nell'olimpo ulteriormente amplificato dall'entrata nella Grammy Hall of Fame, del loro omonimo album di esordio. E' inoltre in preparazione un film,girato da Pablo Echaurren, dal titolo "The Holy Family", sui rapporti tra i Ramones e Roma.
Un volume immancabile per chi con i Ramones è cresciuto, per chi ama la storia della musica.

Bessman Jim, Ramones la biografia ufficiale, Arcana, Collana Musica,
pp. 380, euro 18,00
,
www.arcanalibri.it

http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones/

endofthecenturyramones@yahoogroups.com

lunedì, maggio 21, 2007

News



presenta:

VENERDì 25 MAggio

THE DRONES


in concerto

@ ZERO MUSIC CLUB

Via Solferino, 9
Azzano S.Paolo –BG-
APERTURA LOCALE: 22.00
INIZIO CONCERTO: 23:00
PREZZO BIGLIETTO: 10 euro con prima consumazione omaggio



Si chiude alla grande la stagione dello Zero Music Club, dall’Australia la band rivelazione della scorsa annata i DRONES. Presentano Gala Mill il loro ultimo album, un lavoro ricco di estremi.
Intense ballate country noir si contrappongono a momenti di esaltante noise rock, il tutto concepito nella migliore tradizione rock australiana, quella per intenderci di Birthday Party e Triffids.

http://www.thedrones.com.au/
www.myspace.com/thedronesthedrones

DOPO L’UNA: DJ SET E INGRESSO GRATUITO
PER INFO: 035-533.933
contact@zeromusiclub.com
www.zeromusiclub.com

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci (n°.3)

Ora trovate anche i trailer ! Grazie Antonio !




Titolo: KYASHAN - la rinascita , Giappone 2004
Regia: Kazuaki Kiriya
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Dolmen 2006


Primo film del regista giapponese Kazuaki Kiriya che rielabora l'omonimo Anime apparso anche in Italia.
Devo ammettere che alla sua prima visione ero molto scettico: dimostra come con un budget insignificante paragonato alle produzioni americane, ma con tanta voglia di scrivere, dirigere e montare un film si riesca a creare un'opera cinematografica originale di grande impatto visivo, con una splendida fotografia, scenografie sontuose, ed effetti speciali spettacolari; anche se il tutto si poggia su una canonica trama tra guerre futuristiche e scienziati che fanno esperimenti di clonazione, si rimane impressionati dal risultato finale.
Film di puro intrattenimento "ma non solo" ci dimostra che alcune volte i sogni diventano realtà.
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=kk9fGI90qdM
(Antonio Petrucci)




Titolo: Combatti ZATOICHI, Combatti , Giappone 1964
Regia: Kenji Misumi
Genere: Drammatico
DVD edizione: Dolmen 2007


Ottavo di una lunga serie dedicata a questo famosissimo personaggio Zatoichi, un massaggiatore cieco, ma anche abile spadaccino e amante del gioco d'azzardo, che in questo film del 1964 per una sfortunata coincidenza causa la morte di una donna, in viaggio con suo figlio per tornare a casa dal marito; preso dal rimorso decide di riportare il piccolo orfano dal padre che vive in un'altra città, ma le cose non andranno per il verso giusto.
Il film che alterna dramma e comicità, con una bella fotografia e con alcuni poetici momenti tipici dell'arte e della cultura giapponese, dimostra come all'epoca le produzioni di film di genere fossero qualitativamente molto elevate, e rivedendolo oggi si possono ancora apprezzarne le qualità.
(Antonio Petrucci)




Titolo: FIGHT CLUB - America 1999
Regia: David Fincher
Genere: Drammatico
DVD edizione: Medusa Home Video


Per molti versi innovativo, dirompente nei contenuti e nella forma ben recitato da Brad Pitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter, il film racconta l'incontro tra due persone che diventa quasi un percorso "iniziatico" che richiede il superamento della paura e del dolore per raggiungere la libertà ma in questo caso con un esito drammatico.
L'insofferenza ad un vivere come "pecore" porta i protagonisti verso una regressione ad uno stato primordiale sino all'autodistruzione, nel disperato tentativo di liberarsi di ciò che non gli appartiene, e nello straordinario finale ci viene rivelato che la ricerca solo della sofferenza per sentirsi vivi conduce verso strade senza uscita, lasciandoci impotenti dinanzi alla desolazione causata dalle nostre azioni.
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=HstQaobp4Jw
(Antonio Petrucci)

domenica, maggio 20, 2007

News


Anche se non ho mai conosciuto MIMMO BUCCI, cantante barese della nota COMBRICCOLA DI BLASCO, cover-band locale di Vasco Rossi, mi unisco (io e MusicBox) al lutto ed al dolore per la sua improvvisa scomparsa dei suoi familiari e di tutti i suoi amici musicisti.
Bello il ricordo dell'uomo e del musicista fatto dall'amico Mirko dei Mojorisin' nel sito

www.mojorisin.ilcannochiale.it.

(P.B.)

venerdì, maggio 18, 2007

Underground alla mostra 'Collezione Privata'

Anche Underground The Music Store Bari partecipa a 'COLLEZIONE PRIVATA', questa originale e certamente inedita iniziativa dell'Associazione Culturale MenteLocaleBari, la cui novità sono proprio i commenti che accompagnano le copertine dei vinili esposte, a cura degli espositori-collezionisti : aneddoti personali o note didascaliche che siano.
Ecco le copertine esposte da Ninni Portoghese, titolare di Underground con a fianco i suoi commenti. (P.B.)





GENTLE GIANT : OCTOPUS (1972/Columbia)
GENTLE GIANT...Gli esponenti piu' interessanti di certo PROGRESSIVE colto ed elaborato, abili a combinare originalita' compositiva e tecnica strumentale.
Molto vicini a certe peculiarita' tipiche di KING CRIMSON e dei primi YES.
Il loro capolavoro e' certamente OCTOPUS, dove la genialita' di PHIL SHULMAN arriva all'apice.
La loro carriera si snoda tra il 1970 e il 1975. Dopo e' poca cosa!
(Ninni Portoghese)




BJORK: ARMY OF ME (2005/One Little Indian Us e.p.)
Che dire di BJORK? Dopo sei album di esplorazione tra jazz, folk, elettronica e contemporanea la nostra continua a stupire. E a lasciare un ombra indelebile nelle nostre anime.
Il suo e' il suono del pianeta, vera WORLD music per il nostro futuro.
(N.P.)




SUPERGRASS: LIFE ON OTHER PLANETS (2002/Parlophone)
Uno dei gruppi simbolo della BRIT-POP era.
Alfieri di una terza via tra l'intelligenza dei BLUR e la schiettezza degli OASIS. Un ibrido interessante di ROCK, SOUL & BLUES. Un grande gruppo Pop.
(N.P.)

Inserzione / Annuncio


COLLEZIONE PRIVATA

12 maggio - 16 giugno 2007 museo civico, strada sagges 13, Bari

Oltre 150 copertine dagli anni '60 ad oggi, selezionate tra le più belle e suggestive: la "banana" di Andy Warhol per i Velvet Underground, i disegni di Mati Klarwein per Santana e Miles Davis, i fumetti di Andrea Pazienza per i cantautori italiani.

Un evento da non perdere organizzato dall'Associazione Culturale MENTELOCALE


info@mentelocalebari.it
www.mentelocalebari.it

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Vendesi vinili C.C.C.P. (tutti in vinile rosso) in buone condizioni:

- ORTODOSSIA (E.P.)
- ORTODOSSIA II (LP)
- AFFINITA'/ DIVERGENZE (LP)


per contatti : UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese,
Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI (Tf. 080 5721239 -
e.mail: underground.bari@fastwebnet.it


Si effettuano anche spedizioni su richiesta.

mercoledì, maggio 16, 2007

From The Past /Recensioni / THE FUZZTONES :Salt For Zombies(Sin Records 2004 - Misty Lane/Teen Sound 2005) by Pasquale Boffoli




Certo le news che Giandu ci ha dato nel suo live-report circa lo scioglimento dei Fuzztones da parte di Rudi Protrudi (speriamo infondate!) non sono delle più esaltanti.
Spero di ridurvi la sofferenza (i know...magra consolazione!) proponendovi la recensione che scrissi all'uscita del loro ultimo album in studio, Salt For Zombies, risalente al 2004.
Di rilevante dopo Rudi Protrudi & The Fuzztones hanno fatto uscire l'ottimo cofanetto-antologia LSD 25/25 years of fuzz and fury (cd+dvd/Get Back, 2005) e The Fuzztones Boom (Beyond your mind rec./2006, ep & cd), tributo ai Sonics contenente oltre 6 classiche covers della mitica '60-band riprese da incisioni del passato 'Caught You Red Handed', brano inedito con Mark Lindsay, vecchio fondatore e leader di Paul Revere & The Raiders al tenor sax.
Ma eccovi la mia recensione (pubblicata nel 2004 anche da Massimo DalPozzo nel suo sito Now sound) di quello che potrebbe essere l'ultimo lavoro in studio sulla lunga distanza di Rudi Protrudi and THE FUZZTONES! (P.B.)


.
' Rudi Protrudi, l’ultimo ‘zombie’ contemporaneo del sixties-garage ci riprova: dopo l’ottimo e.p. ‘Help, Murder, Police’ uscito per la romana Misty Lane dell’indispensabile Massimo Dal Pozzo, quando disperavamo ormai un lavoro più sostanzioso eccoci capitare tra capo e collo quasi un’ora di nuovo materiale inedito. Salt For Zombies esce per la nuova etichetta di Rudi Protrudi, la Sin Records, di stanza a Tujunga, California e l’eloquente ambiguo riferimento alla storica etichetta di Memphis che segnò la nascita del rock&roll è sin troppo esplicito.
Chi porrà prevenuto Salt for Zombies nel lettore cd per avere la riprova dell’inutilità e della scontatezza del garage-revival dovrà ricredersi: quando dietro il rock c’è passione e convinzione cade la ricerca delle novità a tutti i costi e nella maggior parte dei tredici brani di Salt For Zombies è proprio questo che succede
In episodi come My Brother The Man, Johnson In A Headlock, Black Lightning Light, Face Of Time si respira a pieni polmoni irruenza esecutiva e ‘sinistra’ psichedelia che testimoniano dell’ottimo stato ispirativo di Rudi Protrudi e dei suoi Fuzztones: certo, seriali rimandi alle atmosfere paludose ed opprimenti di Lysergic Emanations non mancano, soprattutto in Face Of Time e nella lunga, sospesa, ipnotica Black Lightning Light ma nella disperata Be Forewarened , This Sinister Urge e What Ever Happened To Baby Jesus? Rudi dimostra di essere maturato ulteriormente dal punto di vista espressivo e riesce ad essere incisivo come poche volte in passato.
Musicalmente si nota in alcuni episodi un avvicinamento notevole a certe tipiche atmosfere doorsiane, soprattutto per merito delle tastiere ‘vintage’ di Deb O’Nair: come negare che l’inizio di This Sinister Urge è pari pari quello di Light My Fire o che il mood decadente di Hallucination Generation, A Wristwatch Band e Get Naked ci riportano al Jim Morrison & The Doors delle ballate melliflue e perversamente psichedeliche?.
Anche il chitarrista Batlord pare a volte voler rievocare (A Wristwatch Band) il fraseggio serpentino ed insinuante di Robbie Krieger ; in altri frangenti appare aggressivo come Dio comanda ed in generale ben bilanciato con i cromatismi di Deb O’Nair.
Ad onor del vero un paio di cosucce così così ci sono, Idol Chatter e Group Grope, ma sono offuscate dalla stupenda resa rallentata del classico Don’t Blow Your Mind e dalla lunga, sofferta, torturata What Ever Happened To Baby Jesus?, alla fine della quale ti vien voglia di ricominciare, sin dall’inizio sfacciatamente I Had Too Much To Dream / Electric Prunes della memorabile My Brother The Man ( eh sì Rudi….la tradizione prima di tutto ! ' .

TRACKLIST : My Brother The Man – Get Naked – Face of Time – Be Forewarned – Johnson in a Headlock – This Sinister Urge – Black Lightning Light – Idol Chatter – Hallucination Generation – A Wristwatch Band – Group Grope – Don’t Blow Your Mind – What Ever Happened to Baby Jesus


PASQUALE BOFFOLI

http:/www.myspace.com/thefuzztones

martedì, maggio 15, 2007

Collaborations / Live Report / Esteri / THE FUZZTONES at Festintenda, Mortegliano, Udine, 4 Maggio 2007 by Giandomenico Mattiussi

Un lettore di questo magazine, dietro mio invito, mi ha inviato il suo resoconto di un recente live dei FUZZTONES, ormai da tempo di casa in Italia.(P.B.)







THE FUZZTONES li ho visti a Festintenda a Mortegliano (UD) il 4 maggio 2007 e sono stati grandi.
Hanno suonato con una sezione fiati (!), sassofono e tromba, e al posto del loro batterista ha suonato il batterista dei Sextress, ottimo gruppo spalla.
Chiaramente il mattatore della serata é stato Rudi Protrudi, come sempre fra un pezzo e l'altro molto prodigo di consigli nei confronti del pubblico, un vero zio! Il repertorio proposto ha alternato classici garage (She's wicked, Girl you captivate me) e pezzi più dilatati, ad esempio Ward 81 (favolosa).
Con tali ingredienti la torta era proprio deliziosa. La ciliegina poi è stato il medley dei Sonics proposto come bis.
A me é piaciuta la complicità fra i musicisti, mi hanno dato l'impressione (certezza) di divertirsi come lo scarso pubblico presente.
E ho apprezzato ancora di più il fatto che i Fuzztones non si curino del numero esiguo di persone presenti e, proprio per quei pochi che sono lì, suonino con impegno e passione (cosa che ho verificato anche a Pordenone lo scorso novembre).
Insomma una sana boccata d'aria e una grande serata, il cui effetto benefico é svanito quando sul sito Fuzztones.net leggo che questo sarebbe stato il farewell-tour con la seguente dichiarazione di Rudi:
"As much as I love this band, I have other projects that I've been putting off for years. My life has always been 100% devoted to The Fuzztones. It's time that I widen my horizons.".
Ormai mi ero abituato troppo bene, 3 concerti in un anno e mezzo. Se poi penso che dalle mie parti il Velvet di Giais di Aviano, dove hanno suonato i Chesterfield Kings quest'anno (grandiosi) e i Love di "Forever Arthur Lee" un paio d'anni fa, ha chiuso i battenti, la serata del 4 maggio acquista un valore ancora più importante.

http://www.fuzztones.net/

GIANDOMENICO MATTIUSSI

lunedì, maggio 14, 2007

Recensioni / Esteri / LOW : DRUMS AND GUNS (Sub Pop Rec.-2007) by Pasquale Boffoli

Ieratici ed enigmatici, almeno in apparenza! Più dei dischi precedenti.
Lo slowcore del trio di Duluth (MN) é imprigionato in Drums And Guns, il nuovo disco ispirato dalla guerra in Iraq, nelle ragnatele di un'elettronica minimale che inietta in parte del disco una maggiore dinamicità.
Alan Sparhawk canta in Pretty People, Breaker, Murderer con toccante umanità le miserie della guerra, concetto deleterio cui gli umani di tutto il pianeta terra continuano a non saper rinunciare.
Drangofly e Sandinista vivono degli accorati duetti vocali di Alan Sparhawk e Mimi Farmer.
Tredici glabre e spoglie concept-songs perse in seduzioni trip-hop (Always Fade), desolate atmosfere desertiche (Dust In The Window), solenni inni laici (Take Your Time).
Oppure preghiere discrete ed intense (In Silence) ed impassibili crudi racconti (Violent Past).
Ad ogni nuovo ascolto Drums And Guns acquista in spessore e bellezza ispirativi.
Un piccolo capolavoro di minimalità espressiva.

http://www.chairkickers.com/

Pasquale Boffoli

Lyrics: Pretty People :

All the soldiers / They're all gonna die / All the little babies / They're all gonna die /All the poets / And all
the liars /And all you pretty people / You're all gonna die




Murderer :

One more thing before I go / One more thing I'll ask you, lord / You may need a murderer / Someone to do your dirty work / Don't act so innocent / I've seen you pound your fists into the earth /
And I've read your books / Seems that you could use another fool / Well, I'm cruel / And I look right through / You must have more important things to do / So if you need a murderer / Someone to do your dirty work

sabato, maggio 12, 2007

Inserzione /Annuncio

All'ALTERNO CLUB di Corso Vittorio Emanuele-Bari ogni sabato notte selezioni musicali indie-rock / electro / wave a cura di NINNI PORTOGHESE

Inserzione/Annuncio Mostra organizzata da SATURN -Cd e vinili nuovi ed usati vendesi e scambiasi - Bari


Clicca sul testo per ingrandirlo

giovedì, maggio 10, 2007

La TOP 3 della settimana, in collaborazione con UNDERGROUND BARI

In collaborazione con UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese,
Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI(Tf. 080 5721239 -
(a cura di Pasquale Boffoli e Ninni Portoghese)
Tutti i dischi segnalati sono disponibili o richiedibili presso UNDERGROUND BARI

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La TOP 3 della settimana (n°.4)


1) NINE INCH NAILS : YEAR ZERO

Più di un'ora di musica claustrofobica e sintetica: Year Zero celebra le miserie dell'impero bellico americano, presagendone l'infausto futuro. Trent Reznor riesce a conservare intatto il fascino 'negativo' delle sue composizioni mentre si fa più urgente l'incedere ossessivo delle sue macchine! La magia chiaroscurale del precedente The Fragile rimane senza pari ma l'angoscia futuristica e la malinconia da XXI secolo di episodi come The Beginning Of The End, The Good Soldier, Zero Sum, In The Twilight, My Violent Heart confermano la grandezza inquietante di un artista unico. (Pasquale Boffoli)



2) ARCTIC MONKEYS : FAVOURITE WORST NIGHTMARE

Diciamolo subito : il secondo album degli Arctic Monkeys non é proprio all'altezza di quello d'esordio che ha spopolato tra la critica e nelle vendite.
Comunque una predisposizione al pop in un paio di brani e certe chitarre noise in altri fanno di questo disco per la band un ottimo trampolino verso il futuro . (Ninni Portoghese)






3) LCD SOUNDSYSTEM : SOUND OF SILVER

Una delle attuali bands più interessanti nel panorama del cosiddetto Punk-Funk, anche in questo secondo lavoro con reminiscenze colte e decisi richiami ai Talking Heads. (Ninni Portoghese)






Cinema UNDERGROUND (Il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci (n°2)

Presso UNDERGROUND THE MUSIC STORE, Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 Bari, potrete trovare tutti i films e dvd recensiti da Antonio Petrucci in questa rubrica.

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Titolo: LA NONA CONFIGURAZIONE, AMERICA 1980
Regia: William Peter Blatty
Genere: Drammatico
DVD edizione: Alan Young Pictures 2003

Del regista William Peter Blatty creatore del famosissimo Esorcista, il film racconta la storia del dottor Kane, inviato in un castello che ospita alcuni malati reduci dalla guerra del Vietnam con disturbi mentali, che si accorgerà subito della difficoltà del lavoro che lo attende, non essendo ben accetto dai pazienti, ma nello stesso tempo interagire con loro farà affiorare un terribile segreto, e nel finale Kane si rivelerà essere più degli altri la vittima di una sporca guerra.
Opera enigmatica ed originale in cui si affrontano tematiche quali la fede il significato di bene e del male, dove si alternano dramma ed ironia, di sicuro un film non facile che denuncia l'assurdità della guerra e mette in luce la fragilità degli uomini senza distinzione tra vittima e carnefice.
(Antonio Petrucci)










Titolo: PULSE, Giappone 2001
Regia: Kiyoshi Kurosawa
Genere: Horror
DVD edizione: Medusa Video 2006


Film horror del regista giapponese che anticipa nella forma e nei contenuti film ormai famosi come The Ring e The Grudge, ci racconta di misteriose sparizioni di persone e di suicidi causati da una forza o entità che si propaga attraverso la rete informatica, portando l'umanità alla distruzione.
Con un ritmo lento ed ipnotico il regista ci rende partecipi di questi sconcertanti avvenimenti e nello stesso tempo affronta in modo indiretto ma efficace temi quali la solitudine e l'incomunicabilità, in poche parole un grande film difficile da dimenticare.
(Antonio Petrucci)
Titolo: EXISTENZ, Canada 1999
Regia: David Cronenberg
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Cecchi Gori
Durante la presentazione di un nuovo ed innovativo videogioco la sua creatrice sfugge ad un attentato e fugge insieme ad una guardia della sicurezza; durante la fuga decide di entrare nel gioco da lei creato collegando al suo sistema nervoso un POD organico che permette di entrare in un mondo virtuale, ma anche all'interno del gioco sarà costretta a fuggire da altre minacce, senza riuscire a capire il perché tutto ciò stia accadendo.
L'autore di Videodrom, Il pasto nudo, Crash, Spider, in questo film del 1999 con il suo stile profetico ci introduce nel mondo dei videogiochi e della realtà virtuale, ma non vuole solo descriverci l'esperienza di nuove forme di realtà: ci rende partecipi con grande abilità del vissuto e dei pensieri di chi forse in un futuro non troppo lontano non riuscirà più a distinguere il reale dal virtuale, con tutti i pro e i contro che ne conseguono. (Antonio Petrucci)

domenica, maggio 06, 2007

Collaborazioni; Dossier : Sardinian Flashbacks...Garage-Punk sounds again! by Gianni Sanna e Slania De Pau

Non é un mistero per chi segue le 'cose' del rock, di quello nostrano nella fattispecie, che in Sardegna esista da tempo una scena garage-punk tra le più vivaci ed interessanti italiane.
Essa gravita soprattutto intorno a Cagliari, dove ha sede anche un'attiva etichetta specializzata proprio in garage-punk, la For Monsters Records di Roberto Vallebona; ma si snoda anche attraverso altri centri dell'isola, come il Sassarese.
Era da tempo che volevo occuparmene: capita quindi come il cacio sui maccheroni questo primo dossier giuntomi da Sassari dai miei due amici, nonché ormai collaboratori di questo magazine Gianni Sanna e Slania De Pau. Esso consiste nella recensione dell' album d'esordio del 2005 degli HANGEE V uscito per la For Monsters Records e del secondo album dei RIPPERS targato 2006 (dopo il primo THE RIPPERS per la Screaming Apple), due tra le bands storiche e più rappresentative della scena sarda.
Gli Hangee V stanno già completando a quanto mi consta il loro secondo lavoro ed entrambi sono stati più volte già recensiti dalla stampa specializzata cartacea nazionale ed hanno partecipato ad importanti manifestazioni garage italiane ed estere.
Un caldo ringraziamento a Gianni Sanna per i due appassionati pezzi qui sotto riportati nonché per la sua notevole competenza in materia garage ed a Slania De Pau per le foto inviatemi, corredo essenziale del dossier-recensioni.
Sardinia rules o.k. !!! (P.B.)
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SARDINIAN FLASHBACKS...Garage-Punk sounds again !

HANGEE V : 'HANGEE V THEMSELVES'

( 2005 / For Monsters Records, P.O.Box 201.091oo Cagliari - formonstersrecords@yahoo.com )


La macchina del tempo occultata sotto un nuraghe ha partorito 5 orrende creature..The Hangee V.
Nessuna moda o tendenza ha intaccato la loro “way of life”. I nostri garage punk killers provengono da Cagliari, antica e nobile città dov’e’ presente una fervida scena garage rock in espansione. Dopo mareee di concerti in piccoli clubs di tutta la penisola ed oltre (Germania, Austria e italia) approdano nel 2005 al loro primo album “ Hangee V Themselves”: 10 tracks, ben sette originali, un gruppo che nel loro live-set può permettersi di suonare per ore !!!
Capitanati dal virtuoso chitarrista nonche’ lead-vocal Piergiorgio Rizzu, proveniente dall’esperienza Uninvited, storico combo-surf sardo ma con sfaccettature groovy e trash, gli Hangees seguono questa seconda linea . Puro Back from the Grave style, garage punk al suo apice, snarling lyrics. Sixties culture a 360°, il loro immaginario si nutre di monsters & B-movies e fumetti horror.
Con una fantastica rullata la vixeniana Alessandra Mariotti apre La side A con “ Cherry Lee”, brano che si stenta a credere sia prodotto nel 2005, è già un classico, con tastiere umorali e snotty-vocals. Nel brano “Mirror Lies” incedere alla Count V ed echi di Gravedigger V; dopotutto molti loro live-acts si aprivano con una deragliante versione di “Searching degli Omen. Puro Teen-Sound.
Shelly Ganz e’ il primo nome che mi si stampa nella mente ascoltando “ It’s’ not time”, puro Garage Punk californiano. Il suono inconfondibile di una Fender Jaguar originale seguita da un basso surf (grande Marcello Salis, accompagnato dal mitico Andrea Deidda alla chitarra ritmica) di Crampsiana memoria introducono ”Space Rats”, strumentale con stupende tastiere e continui cambiamenti di ritmo. La sconvolgente ”Go Away” ci da un idea di come potevano essere i Plague dal vivo nel ’66. Uno stralunato Vincent Price (perché quella e’ la forma mentis che avevo preso dopo aver ascoltato la side A) cambia lato del vinile verde acido da 180 grammi, quindi inizia l’isterismo frantico di “Black Cat”, Hangee V style, ogni riferimento a gruppi passati e’ vano. La puntina continua a scorrere sulla celebrale “Batman”, stupendo instrumental surf dei Four of Us.
Con “Stolen Mind” ritorna il selvaggio garage sound criptico, voce graffiante e una tastiera horror e sotterranea (Sergio Solinas).
L’esaltazione sale, “Praise Yourself” ci catapulta al Cellar , estate 1966… splendida! Una deragliante versione di “Show you love” chiude l’album, omogeneo, molto groovy con due soli pezzi strumentali alla Link Wray: e’ un ottima testimonianza di nuova linfa vitale in campo psych-punk-trash-punkedelia solo For Monster’s Heads .
Un gruppo che per la sua onestà e fedeltà al suono più innocente e primitivo mi ricorda gli Wylde Mammouths . Long Live Fuzz !


(Testo: Gianni Sanna / Photos : Slania De Pau)


THE RIPPERS : Tales Full Of Black Soot ( 2006 / Screaming Apple)


Dalle lande piene di mistero della Sardegna, ibernati dal’64, si ridestano i 4 squartatori: The Rippers. Il loro sound e’ pieno di riferimenti al Rythm’n’blues inglese periodo ’61 – ’64, senza influenze sdolcinate di merseybeat ( genere contemporaneo), nato in Inghilterra in quegli anni ma diffusosi poi in America e resto Europa.
Profondamente americani nelle radici, puntano al sodo i Rippers senza perdersi in orpelli; il loro e' un R&B con sensibilità moderna: Pretties, Sorrows e Shadows of Night stuprati con irruenza punk al fulmicotone.
embrano una versione accelerata dei migliori Crawadaddies. Garage punk at his best dunque capaci di far ballare sedie e tavoli dei locali che incendiano con la loro miscela blues-hardcore-punk. Il perfetto incedere catartico di “A strange story” puro divertimento R&B apre l’album Tales full of Black Soot”. Una cover misteriosa di “ No” con armonica indemoniata e voce al vetriolo continua il martellamento sonoro. I ritmi spezzettati e taglienti con vertiginose accelerazioni creano il mosaico di “I would mistreat you” sempre in territori Beat-olandese in primis, filtrati attraverso il garage sound anni ’80 di gruppi seminali come Primates, Gravedigger V, Crawaddadies e primi Tell Tale Hearts.
The Rippers hanno piena padronanza del ritmo, spiazzando e scioccando l’ascoltatore “Who’s knocking?” soliti ritmi serrati, divertimento rock’n’roll e fantastici assoli, “ She drives me mad” sembra uscire da Infernal World”, sixties-comp. sul selvaggio garage europeo.
E’ incredibile come riescano a calarsi nei panni e nello spirito autentico di quegli anni d’oro. Scintille e armonie sonore chiudono la A side. Il lato B si apre con “Demon’s and Witches", devastante ritmo criptico alla Outsiders olandesi.
Rendono piena giustizia ai Troggs con una fantastica versione di “From Home”, dove la fuzz-guitar incesella la nostra mente di sonorità crude e reali. Continuano a scuoterci le membra con “ She doesn’t believe me”, Pretty Things e primi Rolling Stones catapultati nell’epoca attuale.
Un r&b punk di fine millennio con finale esplosivo vertiginoso al limite della cacofonia è alla base di “Darkside of your mind” e “My black light”, ottima l’anfetaminica cover di “ But i’m so blue” titolo originale di “My canary is yellow” dei mitici newyorchesi Chesterfield Kings . I have got to find my way conferma lo stile Rippers , unico ed inimitabile, come un marchio di fabbrica.


(Testo:Gianni Sanna / Photos: Slania De Pau)

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... more HANGEE V and THE RIPPERS photos by Slania De Pau !!!





Alessandra (Hangee V)
Piergiorgio (Hangee V)




Andrea (Hangee V)
Marcello (Hangee V)
























Paolo Bonino, leader di THE RIPPERS















THE RIPPERS live at BYBLOS 2007











































































giovedì, maggio 03, 2007

La TOP 3 della settimana, in collaborazione con UNDERGROUND BARI

In collaborazione con UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese, Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI
(Tf. 080 5721239 - e.mail: underground.bari@fastwebnet.it) .
(a cura di Pasquale Boffoli e Ninni Portoghese)
Tutti i dischi segnalati sono disponibili o richiedibili presso UNDERGROUND BARI

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La TOP 3 della settimana (n°.3)






1) BRIGHT EYES : CASSADAGA


Ballate folk d'autore ad alto tasso emozionale.
Sembrerebbero suonate da una band inglese; ma
Conor Oberst é nato ad Omaha, Nebraska ed ha
classe da vendere!
Tra Waterboys e Dylan. (P.B.)








2) LOW : DRUMS AND GUNS


Ieratici ed enigmatici.
Più dei dischi precedenti.
Lo slowcore del trio di Duluth (MN)
é imprigionato nel nuovo disco,
ispirato dalla guerra in Iraq,
nelle ragnatele
di un'elettronica minimale.
Da ascoltare più volte! (P.B.)









3) COCOROSIE : THE ADVENTURES OF GHOSTHORSE AND STILLBORN


Giunte al loro terzo lavoro le sorelle Sierra e Bianca
Casady continuano decisamente ad intrigare con il
loro eclettico mix di trip-hop, seduzioni 'liriche' e pop
evanescente.
Tra antico e moderno: affascinanti ed avvolgenti!
Antony ancora una volta ospite delizioso in un brano.
(P.B.)


mercoledì, maggio 02, 2007

Interviste / Esteri / THE CHESTERFIELD KINGS by Pasquale Boffoli

Dopo il bel live-report di Slania De Pau e Gianni Sanna ed il mio corposo articolo monografico sui Chesterfield Kings pubblicati in questo magazine nel marzo scorso un'intervista alla band di Rochester era la classica ciliegina sulla torta.
Al ritorno dal loro mini-tour italiano ho contattato per e-mail i Chesterfield Kings, autori di quel recente vangelo sixties-garage che è THE MINDBENDING SOUNDS OF… coprodotto da loro insieme a Little Steven, il loro padrino artistico ormai da qualche tempo.
Ci ha risposto il biondo buon Andy Babiuk, un po’ il Brian Jones di una band fanatica da sempre dei Rolling Stones. Le sue risposte non ci hanno certo deluso! (P.B.)
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INTERVISTA RILASCIATA DA ANDY BABIUK il 15/04/07.


Ciao Andy..che mi racconti dell’Italian Tour concluso da poco?

L’Italian Tour è stato molto divertente.. Vorremmo tornarci non appena esce il nuovo disco.

Ed il vostro American Tour del 2006 con Little Steven, l’Underground Garage Rolling Rock&Roll show tour? Avete suonato insieme a New York Dolls e Supersuckers, vero?

Fu un tour di 20 date negli States con N.Y.Dolls e Supersuckers.
Fu grandioso! Quasi tutti gli shows furono sold-out.
Fu veramente una cosa selvaggia!
Ci dettero tre autobus e rimanemmo in giro per un mese.
Fu un party di rock&roll lungo un mese.
Per saperne di più clicca
http://www.thechesterfieldkings.com/tour2006na.htm?

Puoi dirmi qualcosa a proposito della vostra collaborazione con Little Steven?

Little Steven ha una nuova etichetta, la Wicked Cool Records. La prima band che ha messo sotto contratto sono i Chesterfield Kings. Noi abbiamo appena finito il nuovo album prodotto da me e da Greg. Little Steven è il produttore esecutivo.

La Wicked Cool Records ha recentemente ripubblicato il vostro ultimo lavoro The Mindbending Sounds Of ... ? Pubblicherà anche il vostro nuovo album?
Sì ..
Puoi parlarmi del vostro nuovo materiale? Il nome dell’album?

Non abbiamo ancora deciso il nome dell’album, ma sarà simile a quello dell’ultimo disco.

Dopo lavori come Drunk On Muddy Water (pieno di blues), Surfin’ Rampage e Berlin Wall Of Sound (pieno di seventies punk) i Chesterfield Kings sono ritornati al garage-punk con l’ottimo Where The Action Is ed il fantastico The Mindbending Sounds Of … Cosa pensa oggi Andy di Drunk, Surfin’ e Berlin ?

Personalmente? Mi piace la prima parte di Drunk e tutto Surfin’ Rampage.
The Berlin Wall Of Sound non è un disco che mi piace. Noi non produciamo quel tipo di sound per cui non rientra nei miei gusti. Ci sono poche buone canzoni su quel disco: una è Come Back Angeline, che fu scritta per noi da Dee Dee Ramone.

Amo molto il vintage-sound di Mindbending… ! Puoi parlarmi Andy del suo concepimento, della registrazione e missaggio ai Living Eye Studio?

E’ difficile lavorare con gli ingegneri del suono degli studios che non capiscono perché noi vogliamo un vintage-sound. Noi decidiamo in studio il nostro sound.
Un sound molto efficace viene da anni di ascolto e di registrazioni. Il primo album che abbiamo registrato fu Surfin’ Rampage, ma non al Living Eye Studio che ancora non esisteva. Quindi registrammo e missammo Where The Action Is che concepimmo al Living Eye Studio come tutti i dischi che seguirono. Alcune foto dello studio sono nel nostro website.


Nei brani di Mindbending ci sono profumi di Seeds, Electric Prunes ma ancora una volta molti sentori dei Rolling Stones degli anni ’60: Flashback inizia praticamente come Jumpin’ Jack Flash e Mystery Trip termina con la parole di Jagger in Goin’ Home (Atfermath)…
O sbaglio?

Non sbagli…queste sono tutte bands che noi amiamo ed è normale che suoniamo come loro!

I Don’t Understand è un brano davvero radio-friendly!
I miei complimenti per il vostro songwriting….sei d’accordo con me?


Mi piace quella canzone….noi l’abbiamo scritta come tema per il nostro film ‘Where Is The Chesterfield King’s. Piaceva anche a Little Steven ma lui pensò di riscriverla per renderla migliore. Aveva ragione !

Mi è parso che i testi di Mindbending (di Greg Prevost?) siano davvero psichedelici.
Che mi dici a riguardo Andy?

Greg ed io scriviamo liriche profonde e molto immaginarie. Ci piacciono molto poeti come Allen Ginsberg, Jack Kerouac e William Burroughs. Se questa per te non è psichedelia ... !
Quale dei vostri albums ami di più?
Come sempre ti direi l’ultimo su cui sto lavorando.
Spero che queste risposte ti aiutino.
Per informazioni sul nuovo disco, contatta la Wicked Cool Records per info sul nuovo disco. Grazie per il tuo supporto. Sinceramente .
Andy Babiuk

The Chesterfield Kings
Living Eye Ltd.
PO Box 12956
Rochester, New York 14612 USA
Ph# 585.425.3640
email:
c.kings@att.net
web site:
http://www.thechesterfieldkings.com/
http://www.chesterfieldkings.com/
PASQUALE BOFFOLI

Recensioni / Italiani : PLASTER CASTERS : Is It Hard Enough Honey?! by Pasquale Boffoli

Non é un mistero che Bari da sempre può contare su un più che congruo numero di aficionados del metal in tutte le sue sfaccettature; da alcuni anni a questa parte i metal-kids locali possono anche contare su un piccolo tempio del metal, il Nord Wind che ha ospitato ed ospita performances di numerose bands locali ma non di rado anche di esimi rappresentanti del metal internazionale.
I PLASTER CASTERS sono una giovanissima band barese con cui ho avuto modo di scambiare alcune opinioni su un genere che non mi ha mai entusiasmato in modo particolare, naturalmente con tutti i distinguo del caso.
Questi ragazzi hanno di recente inciso un cd con 6 brani che gentilmente mi hanno dato in ascolto, Is It Hard Enough Honey?! che li vede perorare la causa di uno street-metal con inflessioni glam con piglio davvero impetuoso e privo di incertezze!
I brani sono tutti originali ed il chitarrista Daniele Stella il compositore principale insieme al cantante Simone Simplicio ed al bassista Steve Tesser.
Con somma sorpresa alla batteria appare Nunzio 'Cucciol0' Favia, un veterano decisamente della primigenia scena rock barese tra i '60 ed i '70, un batterista sin d'allora dotatissimo che suonerà tra l'altro con Osage Tribe, Dik D
ik, Trip
etc...non so come i Plaster Casters l'abbiano agganciato e fatto partecipare alle sessions ma la sua potenza strumentale
supporta a meraviglia le atmosfere epiche (che puntano sui bollenti e sapienti riffs chitarristici di Daniele) di brani come Blink Of An Eye (Stones), Right To Scream, Like It Like That e You Were Mine.
Appare chiaro dopo un paio di ascolti come la vera anima dei P.C. sia il chitarrista Daniele Stella, che dimostra una notevole padronanza strumentale con riferimenti ai maggiori axeman del genere ma con un tocco in alcune occasioni addirittura hendrixiano (mi ha rivelato trattasi di una sua grande predilezione, addirittura in altra veste ne eseguono solo covers).
Appassionati metal-teenagers appaiono anche il poderoso bassista Steve e Simone, energico lead-vocal, che però preferisco, trovandolo più lirico ed espressivo nelle ballate Guns And Roses-oriented I'll Be There e That's My time, piuttosto che nei brani d'assalto dove (ma si tratta di un parere del tutto personale) l'uso che fa degli acuti e delle note altissime sconfina nel virtuosismo fine a se stesso.
Un debutto decisamente promettente ed un invito ai kids in questione ad usare in futuro (cosa che già fanno) l'arma della non-ortodossia e del cross-over nell'esplorare il genere che sta a loro più a cuore.

www.plastercasters.net
www.myspace.com/plastercasters

PASQUALE BOFFOLI










  • COLLABORATORI (o vi hanno scritto) www.musicbx.blogspot.com : Antonio Petrucci, Slania DePau, Gianni Sanna, Nico, Francesco Tunzi, Giandomenico Mattiussi, Ninni Portoghese, Nino Antonazzo, Antonio Vergari, Enzo Frappampina, Mirko Guevara, Marcello Rizza, Franco De Lauro, Michele Ballerini, Tony 'Face'...and, last but not least: un immenso grazie a mio fratello Ciro per coadiuvarmi nelle traduzioni in inglese e dall'inglese ( soprattutto le interviews ) !!!

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Pasquale Boffoli
Giornalista free-lance. Collabora on-line a Freakoutonline, Popartx, Punkadeka, Musicletter, Mistylane, Bluesguitar, CoolClub, ai cartacei CoolClub e Freakout e saltuariamente ai cartacei nazionali. In quanto membro dello staff di www.punkadeka.it Pasquale Boffoli fa parte del CDG srl (centro documentazione giornalistica); è inserito nell'Albo Agenda del Giornalista e nella Guida nella musica Italiana... Cantante, armonicista, percussionista della band barese THE FLOWERS.
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