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giovedì, agosto 30, 2007

CINEMANIA: Il meglio del cinema in DVD - n°.10, a cura di Antonio Petrucci



Titolo: I Misteri del Giardino di Compton House -
Gran Bretagna 1982 - Colore, 103 minuti
Regia: Peter Greenaway- Genere: Drammatico
DVD edizione: Dolmen Home Video

Peter Greenaway forse uno dei più originali e prolifici registi del panorama europeo, ha creato un suo stile cinematografico originalissimo in cui convergono, Architettura, Pittura, Musica e Letteratura il tutto arricchito dalla personale creatività del regista.
I Misteri del Giardino di Compton House, suo primo e famosissimo lungometraggio inizia come un tradizionale film in costume ambientato nell'Inghilterra del 1700, per trasformarsi in un conturbante giallo pieno di enigmatiche presenze e simboliche figure, uno straordinario film assolutamente da vedere.


(Antonio Petrucci)











Titolo: Il Colore della Verità -
Hong Kong 2003 -
Colore, 104 minuti - Regia: Wong Jing e Marco Mak - Genere: Azione
DVD edizione: Dolmen Home Video


Ecco un bel triller proveniente da Hong Kong, una intrigante storia di complotti e vendette tra agenti di polizia e la triade.
Il film, molto intenso, passa da momenti di tensione ad altri di azione adrenalinica, supportato anche da una ottima recitazione: un ottimo film, da vedere!


(Antonio Petrucci)








Titolo: The Twilight Samurai
Giappone 2002 - Colore, 133 minutiRegia: Yoji Yamada
Genere: Drammatico
DVD edizione: Dolmen Home Video
Film sui sentimenti ed i valori della vita, racconta la drammatica esistenza di un samurai diviso tra i doveri dell'arte della spada e la sua famiglia: questa è una pellicola profondamente Zen, essenziale e profonda, una ennesima conferma della maturità del cinema Giapponese.
Film in versione originale con sottotitoli in Italiano.
(Antonio Petrucci)

Collaborations / Live / Esteri: Elliott Murphy & His Band / Experimenta, Alberobello Trullo Sovrano / 8 Agosto 2007 by Francesco Tunzi



Chi é Elliott Murphy? Una piccola leggenda vivente: sin dai primi anni '70 un cantore urbano crudo e leggero dalla voce suadente e malata della stessa New York pre-punk in cui in quegli stessi anni gente come Lou Reed,i Velvet riveduti e corretti e le New York Dolls perpetravano i loro misfatti glam-punk, roba da cui lo stesso Murphy non rimase immune. Tanto per intenderci si frequentavano e suonavano negli stessi templi della 'intellighentia' rock, CBGB's, Max Kansas City, dove Andy Warhol ed i membri della sua Factory erano di casa.
Il suo primo leggendario album Acquashow risale al 1973 : Elliott Murphy e la Red Lounge Records ne hanno annunciato la ristampa, The Murphys - The 1973 Aquashow Demos - (on a limited Vinyl edition) proprio nel luglio del 2007.
Imperdibili le altre sue opere dei '70, Lost Generation (1975), Night Lights (1976), Just a Story From America (1977) ed Affairs (1980).
Ma decorosissima ed ispirata rimane la sua discografia anche nel corso degli '80, '90 sino ai giorni nostri, che lo vedono mentore indefesso di un inconfondibile 'visione' rock dove l'elettricità va a nozze con stupende ballate, folk ed uno spruzzo di blues.
Francesco Tunzi, uno dei collaboratori più preziosi di questo magazine, l'ha visto per noi live in quel di Alberobello nel corso della collaudata rassegna pugliese Experimenta giunta alla IX edizione (nel contesto di Time Zones) e ce ne riferisce con dovizia di particolari e precisione estetica!
Ah dimenticavo ! : quello con Murphy nella foto é Francesco (P.Wally B.)

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Splendida serata di musica quella tenutasi ad Alberobello l'8 Agosto 2007 per il festival Experimenta con il concerto del songwriter americano Elliott Murphy, accompagnato dalla sua band, ovvero dallo strepitoso guitar-man Olivier Durand, ormai da anni suo fido collaboratore, il bassista Laurent Pardo e il batterista Alan Fatras.
Nelle oltre 2 ore di concerto, Murphy ha incantato e trascinato il pubblico composto da residenti, turisti e appassionati dell’artista newyorkese.
Musicista, giornalista (è stato collaboratore della rivista Rolling Stone) e scrittore, Murphy è una figura di rilievo nel panorama del rock americano anche se i suoi dischi, pur di notevole valore artistico, non hanno mai avuto un grande riscontro commerciale, salvo che in Europa dove il nostro si è trasferito da alcuni anni ritagliandosi una cospicua fetta di estimatori.
Con la sua chitarra e l’armonica l’artista americano ha ripercorso gli oltre trent’anni di una carriera che annovera 17 album nei quali Elliott ha raccontato con sguardo lucido le distorsioni della società americana. Le sue canzoni raccontano di bassifondi , di perdenti, canzoni di grande impatto emotivo e intrise di riferimenti letterari .
Alternando brani dal suo ultimo lavoro, lo splendido Coming Home Again a brani del passato, Murphy offre una straordinaria lezione di musica americana tra rock, folk urbano, country e lunghe cavalcate elettriche, duettando spesso con il talentuoso Olivier Durand, spettacolo nello spettacolo, surriscaldando il pubblico lanciatosi fin sotto il palco invitato dallo stesso Murphy.
Tra ballate evocative (Sonny, Jesse), brani più movimentati (Maryann’s garage sale, 40 days and 40 nights) tratti dal recente Coming Home Again e classici come Just a story from America e Last of rockstars, Murphy trascina il pubblico verso un finale scoppiettante denso di gloriose covers: L.A. woman dei Doors, Baby please don’t go e Gloria (estasi collettiva) dei Them, Twist and shout dei Beatles e l’immancabile omaggio al Maestro con Like a rolling stone.
Murphy e soci si divertono un mondo dando la sensazione di poter continuare all’infinito ma dopo due bis sono sfiniti e, felicissimi, ricevono i meritati applausi e l’abbraccio della gente.
Grande concerto.

http://www.elliottmurphy.com/
http://www.timezones.it/index.php?option=com_content&task=view&id=23


Testo e foto di FRANCESCO TUNZI

giovedì, agosto 23, 2007

Interviste / Stranieri / Guf Lorenzen (Lorenzo Woodrose), leader of Dragontears and Baby Woodrose, by Pasquale 'Wally' Boffoli

Guf Lorenzen, in arte Lorenzo Woodrose l’avevo già intervistato nel 2003 quando esplose Money For Soul, maturo e vigoroso concentrato di garage, psichedelia ed hard-rock dei suoi Baby Woodrose.
La curiosità di saperne di più del suo nuovo progetto sperimentale The Dragontears, il cui primo lavoro 2000 Micrograms From Home segna il ritorno di Lorenzo e c. alla Bad Afro Records dopo la parentesi dell’ottimo Love Comes Down inciso per la Playground Music, mi ha spinto a cercarlo ancora!
Non mi ha deluso, mostrandosi con me molto cordiale e contento nel risentirmi: a volte le sue risposte sono state amabilmente e 'psichedelicamente' sopra le righe, in altre occasioni molto chiarificatrici del suo ottimo attuale lavoro. ('Wally' P.B.)
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Come e quando è nato il progetto Dragontears?
I Dragontears nacquero perché volevamo sperimentare e vedere che cosa potessimo fare rompendo la formula ed i paletti che avevamo messo con i Baby Woodrose.
Le aspettative erano di dare un nome nuovo alla band e di lavorare con gente nuova che potesse iniettare nuove energie nella nostra musica.
Non abbiamo pianificato granché prima; abbiamo solo prenotato lo studio e siamo partiti con qualche idea che abbiamo sviluppato nel tempo.
L’intera esperienza ha influenzato il prossimo album dei Baby Woodrose che sarà meno indirizzato verso ciò che la gente si aspetta da noi.
Penso sia una cosa salutare.




Sei membri nella formazione dei Dragontears, Lorenzo?
No, tre milioni di persone. Compresi i fantasmi di Terence McKenna e lo spirito di Rusty Evans. Attualmente c’è anche tua madre che suona il triangolo Pasquale.


Puoi parlarmi di Terence McKenna, di Rusty Evans e di come hanno influenzato i Dragontears di 2000 Micrograms From Home?
Sì : Rusty scrisse I'm 5 Years Ahead Of My Time ed incise tre dischi che ho nella mia collezione - The Deep : Psychedelic Moods, Freak Scene : Psychedelic Psoul ed uno sotto il nome di Marcus per la Kinetic Records. La sua influenza é scontata in Borderline, che é stata scritta accarezzando l'idea di cercare di riprodurre un sound simile a quello di The Deep.
Terence Mckenna fu un genio pazzo che scrisse un mucchio di libri sugli allucinogeni e sull'umana conoscenza. Abbiamo incluso un sample di Terence mentre legge dal suo libro True Hallucinations nel brano The Doors Of Prescription.



Lorenzo chi suona nei Dragontears?
Tutti e tre i membri dei Baby Woodrose più un chitarrista degli On Trial, un ex.chitarrista degli On Trial e Ralph, che cura il nostro booking ed é il nostro sound engineer.



Penso che la psichedelia texana anni ’60 (come i 13th Floor Elevators nel brano Borderline!) sia uno degli ingredienti più importanti di 2000 Micrograms From Home.
No, gli ingredienti più importanti dell’abum sono caffè e fango.


E gli altri ingredienti Lorenzo?
Sale e pepe……ed una manciata di polvere luminosa! E molto dolce, sporco e selvaggio amoooore !



Penso che The Doors Of Prescription (con i suoi profondi, ipnotici diciotto minuti) sia uno dei più grandi brani dell’album. Puoi parlarmene?
Qualche relazione con ‘Le porte della percezione) (Blake/J.Morrison)….così come il titolo, 2.000 micrograms From Home ne ha con il brano degli Stones, 2000 Lights Years From Home?
Cosa dirti! E’ stato un episodio molto meditato, ma ci è piaciuto più il groove che ne è venuto fuori piuttosto che la jam finale. Così abbiamo tenuto parte del lavoro e cancellato il resto.
Non ha niente a che spartire con Blake o Morrison eccetto il titolo.
E’ largamente ispirato al pensiero di Terence Mckenna che usiamo nel brano.
Naturalmente il titolo del disco, 2000 Micrograms From Home viene direttamente dagli Stones.
Infatti il titolo era deciso ancor prima di aver registrato una nota.
Ha il sapore della libertà
.



Lorenzo, sei iperattivo in questo periodo!
Dopo Dragontears hai prodotto il primo album di The Setting Son sempre per la Bad Afro ed hai finito di registrare da poco il nuovo album di Baby Woodrose, Chasing Rainbows!
Sì, attualmente sono spossato. Ho trascorso molti giorni senza far nulla.
Ma penso che la mia vita sia fare musica. Così essere stato annoiato per molto tempo mi ha fatto disperare. Il segreto è che mi piace lavorare molto velocemente, per cui non sono molto perfezionista.
Preferisco che la musica suoni senza mai fermarsi : Dragontears è stato registrato in nove giorni.
Il prossimo Baby Woodrose, Chasing Rainbows è stato realizzato in poco più di 20 giorni.
Mi piacerebbe fare un album in tre giorni!




Cosa pensi dell’ultimo album degli On Trial, Forever?
Lo amo, penso sia il miglior album inciso dagli On Trial. Grandi brani, ottima produzione, e soprattutto diverso da qualsiasi cosa io abbia fatto quando suonavo in quella band.




Perché i Baby Woodrose hanno lasciato la Bad Afro per la Playground Music per incidere Love Comes Down?
Volevamo cercare qualcosa di diverso. Abbiamo cercato e non ha funzionato, così siamo tornati sui nostri passi.
Un po’ come tornare dalla propria moglie dopo avere avuto un diversivo sessuale.
Lei dimentica.



Quindi c’è stato un grande ritorno in casa Bad Afro e da mr.Lars Krogh?
Certamente !


Io penso che Money For Soul sia l’incisione più notevole nella produzione Baby Woodrose. Sei d’accordo con me?
Attualmente parecchia gente sembra considerare Blows Your Mind il top del nostro lavoro, ed io tendo ad essere d’accordo con loro; benché Money For Soul è il nostro album che ha venduto di più!


Qualche progetto per i le tue vecchie bands, Disconnected Flowers, Pandemonium, Spids Nogenhat?
Sono tutti vecchi progetti. Non credo abbia senso continuare a lavorare in quelle direzioni visto che in realtà nessuno purtroppo ne ha la minima cognizione.


Mi racconti qualcosa Lorenzo a proposito di un interessante vecchio disco dei Baby Woodrose, Pandemonica 1 che ho reperito casualmente?
Pandemonica era il meglio delle mie registrazioni casalinghe realizzate tra il ’93 ed il ’96.
Le ho pubblicate nella speranza di smuovere le acque ed iniziare un nuovo corso.
Penso che siano degli esperimenti interessanti, ma molti dei pezzi sono solo delle cose che ho poi sviluppato meglio. I brani Chemical Buzz e All Over Now da Love Comes Down erano in origine parte di questo progetto ma attualmente sono tutti e due degli spunti per il lavoro fatto in seguito in Blows Your Mind. Anche nel nuovo album dei Baby Woodrose c’è un brano che viene da quei demo casalinghi. Il pezzo è Madness Of Your Own Making ed è una cosa molto ispirata ai 13th Floor Elevators, con le fattezze di una Madre Natura che si prende nelle liriche una sorta di rivincita.



Dropout! È stato un grande album di covers! Possiamo sperare per il futuro in un Dropout n°.2 ?
Non so. Pensi davvero possa essere una buona idea?


Non ho alcun dubbio nel ritenere che attualmente Baby Woodrose / Dragontears continuino ad essere le più mature e potenti bands garage/psychedelic/punk/ scandinave!
Ti ringrazio davvero

www.myspace.com/dragontears2000
http://www.babywoodrose.com/

PASQUALE BOFFOLI

giovedì, agosto 16, 2007

Ten Years of Bad Afro Records : Dieci anni e più di garage-punk bollente dalla Scandinavia / 2007: DRAGONTEARS, DEFECTORS, THE SETTING SON by Wally






I N T R O ----- 1996 / 2006

L'anno scorso Mr.Lars Krogh e c. hanno festeggiato con una serie di fantastici concerti dieci anni di attività della Bad Afro Records, l'etichetta danese da lui fondata nel 1996, che più di ogni altra (Low Impact. Feedback Boogie ...) dalla lontana Scandinavia ha generato nel giro di boa del nuovo millennio un'autentica fiammata neo-garage europea (ma anche punk e rock&roll) che ha portato per un magico attimo un genere eternamente 'di nicchia'ai clamori delle cronache.
Due a mio parere in questa decade i dischi della Bad Afro che più hanno eccitato fans e critica e venduto in modo rispettabile se confrontato al target non certo esaltante di questa 'estetica' rock che, facendo gli scongiuri, non esalerà tanto facilmente l'ultimo respiro:
Money For Soul (2003) dei favolosi Baby Woodrose, autentici 'timeless' fuoriclasse, raccolta visionaria ed ineguagliata di acidi anthems garage-punk di purissima estrazione sixties e This Condition Is Incurable (2001) degli svedesi Maggots, capitanati dal veterano Mans P.Mansson, eroe nei Wylde Mammoths e Crimson Shadows della primissima ondata garage scandinava anni '80: un album di garage punk aggressivo e moderno, molto più rockistico nel senso rollingstoniano del termine, che paga sentiti tributi ai precursori DMZ e Flamin' Groovies.
Ma nel corso di questi dieci anni, grazie ad una fede incrollabile ed ad un lavoro certosino, costante di ammodernamento del patrimonio garage e punk più grezzo e primordiale degli anni '60 anni la Bad Afro ci ha fatto conoscere ed ha svezzato tantissimi talenti scandinavi di varia provenienza, evitando saggiamente una politica campanilistica : Flaming Sideburns, On Trial, Defectors, Sweatmaster, Royal Beat Conspiracy, Chronics, Festermen, Burnouts, Silver, Slideshaker, anche grazie ad una folta produzione di 7", 10"/12" su vinile e CD singles.
La forza d'urto di cui sopra forse si é affievolita negli ultimi due, tre anni ma nella prima parte del 2007 la Bad Afro ha fatto uscire tre dischi favolosi e molto diversi anche se legati da un comune 'credo' nel sound rock più incontaminato da waves inconsistenti e passeggere.
Andiamo ad esaminarli ma prima lasciatemi proporvi una personale discografia essenziale della Bad Afro Records 1996/2006 (esclusi i numerosi 7", 10"/12" e CD singles), cioé quelle uscite che meglio l'hanno caratterizzata e che non possono mancare nella vostra CDteca!

Bad Afro Records essential Discography 1996 / 2006

- V/A : Pushing Scandinavian Rock to the Man vol.1 (2000) vol. 2 (2001) vol.3 (2002)
- Flaming Sideburns (Finland): It's Time to Testify (2000)
- Festermen (Finland) : Full Treatment (2000)
- Flaming Sideburns (Finland): Hallelujah Rock'n'rollah (2001)
- The Maggots (Sweden) : This Condition Is Incurable (2001)
- The Burnouts (Denmark): Close to Breakevil (2001)
- The Chronics (Sweden) : Make You Move ( 2002)
- Royal Beat Conspiracy (Sweden) : Dig It! (2002)
- Sweatmaster (Finland) : Sharp Cut (2002) >
- Baby Woodrose (Denmark) : Money For Soul (2003)
- Baby Woodrose (Denmark) : Blows Your Mind! (2003)
- Baby Woodrose (Denmark) : Dropout! (2004)
- Sweatmaster (Finland) : Song With No Words (2004)
- The Defectors (Denmark) : Turn Me On (2004)
- Sweatmaster (Finland) : Tom Tom Bullet (2005)
- On Trial (Denmark): Forever (2006)
- Flaming Sideburns (Finland) : Back to the Grave (2006)


www.badafro.dk

PASQUALE BOFFOLI

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2 0 0 7

THE DRAGONTEARS : 2000 MICROGRAMS FROM HOME


Uscito nel marzo del 2007 e curato in tutto e per tutto da Lorenzo Woodrose, leader (guitar/vocals,organ) dei Baby Woodrose questo disco ne rappresenta l'incarnazione più prodondamente 'psichedelica', oltre che il ritorno della band nell'ovile affettuoso della Bad Afro dopo la parentesi di Love Comes Down, peraltro un ottimo disco, inciso per la Playground Music. .
Dragontears
quindi come ennesimo side-project (dopo gli antichi/deceduti Disconnecred Flowers, Pandemonium e Spids Nogenhat) di Guf Lorenzen che vede partecipi con coloriti pseudonimi, The Moody Guru, Fuzz Daddy, The Hobbit, anche attuali membri degli splendidi e crepuscolari On Trial (Lorenzo ne fece parte agli inizi), impegnati in misteriosi aggeggi come swoops, bubbles, audio hallucinations accanto ai più tradizionali bajo e glockenspiel.
Le intenzioni sperimentali dei Dragontears sono palesi e Lorenzo Woodrose ce ne parla compiaciuto nell'intervista che ci ha concesso (é la seconda volta che ci sentiamo, dopo l'esplosione nel 2003 di Money for Soul!) : si tratta di 40 minuti in 6 brani legati senza soluzioni di continuità da segmenti visionari ed allucinati nei quali l'inconfondibile impronta epico/acida dei Baby Woodrose appare stemperata in una stagnante liquida psichedelia fatta di chitarre ed organi riverberati e timbriche/strumenti vintage-analogici, un'infida palude sonora nelle cui sabbie mobili la psiche annega morbidamente ma inesorabilmente!
La porzione più emblematica sono indubbiamente i diciotto (!!!) minuti di The Doors Of Prescription, ipnotici e minimali, un allucinato affresco meccanico che lascia riaffiorare tutte le nostre psicosi e segrete paure: sfuma per poi evocarne l'ectoplasma nella finale visionaria Heliodrone.
Hobbiten's Drom é al contrario fatata e popolata di elfi.
Microdof e Doubstains si perdono negli anfratti di un garage stupefatto e rindondante; Borderline vive di potenti rifrazioni lisergiche 13th Floor Elevators, anche se Lorenzo Woodrose nega nell'intervista, ma a mio parere, nel suo disarmante umorismo si ritrae solo un pò timidamente davanti ad imbarazzanti e lusinghieri paragoni.
2000 Micrograms From Home é solo un esperimento (il nuovo lavoro di Baby Woodrose, Chasing Rainbows già incalza, in uscita ad ottobre 2007) a quanto dice Lorenzo, ma sfonda molte porte percettive oltre che i limiti del garage tradizionale ed ha le fattezze di una dimensione sensoriale parallela.
Vorresti che quei 40 minuti si autorigenerassero ancora ed ancora conducendoti per mano in un trip infinito!

www.myspace.com./dragontears2000
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PASQUALE BOFFOLI

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THE DEFECTORS : BRUISED AND SATISFIED



Giunti al loro quarto lavoro THE DEFECTORS, danesi di casa alla Bad Afro scolpiscono nello spazio garage atemporale con Bruise And Satisfied 13 brani davvero stupefacenti per violenza espressiva.
Mort Harder (vocals), vocalist potente e crudele, Krist Western (guitars), Martin Budde (farfisa organ) e c. adottano nei primi 7 brani in Bruised and Satisfied una penetrante estetica horror non certo nuova in questo genere: ciò che colpisce é la convinzione e l'autoironia con cui ripropongono con darkissima ottica b-movie (dopo il grezzo intro cinematografico/recitato Welcome All Sinners degno di uno Screaming Lord Sutch, livido del theremin di Budde), storie di morti tragiche e violente, di zombies resuscitati assetati di sangue e di vita che non ne vogliono sapere di trapassare definitivamente, in brani come Creepy Crawl, Dancing Ghouls, Bruised and Satisfied, Resurrection, I Want Blood, The Final Thrill.
Il suono é denso in questi brani di riferimenti: prima di tutto i Fuzztones di Lysergic Emanations, le cui atmosfere paludose e criptiche e riemergono in più di un'occasione; poi la voce torbida e viziosa di Mort Harder in Creepy Crawl, Dancing Ghouls e Resurrection che pare affondare il coltello nella ferita incarnando un Rudi Protrudi dai toni ancor più assatanati, ben coadiuvato dai cori di Hell-Eye (bass) e M.Budde.
Ma come non far notare che le tastiere goticho/criptiche di Martin Budde (in alcuni casi l'intero sound in generale!) conferiscono più di un tocco Stranglers, che in Final Thrill (in odore di spaghetti western), lenta e percorsa da una fascinosa armonia colma di ineluttabilità, dal theremin inquietante di Budde , e dai brividi timbrici di Krist Western rivive un pò dello psychobilly crepuscolare dei Cramps.
Nella notturna e malata I Want Blood poi Harder pare addirittura ispirarsi al Tom Waits più arruffato e decadente: una zombie-ballad strappalacrime bruscamente interrotta dall'assalto alla baionetta di Gettin' It On, primo di 6 brani che sancisce la seconda parte di Bruised and Satisfied, rigorosamente secondo lato della versione in vinile.
The Defectors continuano da qui sino alla fine a galvanizzare la parte più 'raw' e 'wild' della nostra psiche: 6 brani eseguiti con la costanza perforante di un martello pneumatico, performances all'insegna del garage-punk più brutale e misogino che si possa immaginare: sì perché titoli come Love Is Evol, Fuck You 'Cause You're Lookin' Good, Baby When You're Gone, Lose It parlano chiaro dandoci un quadro non proprio idilliaco dei rapporti con l'altro sesso.
In più dei riffs all'unisono semplici, secchi ma cattivissimi e rabbia cieca in Lose It e Gettin' It On, You Better : sembrano quasi dei Troggs del nuovo millennio inaciditi e ben shakerati con la seminale essenzialità garage dei Sonics.
Ciliegina sulla torta: il fuzz di Kris Western, schiavo per l'intero disco della prepotenza cinica di Mort Harder, sembra impazzire nella finale Baby When You're Gone (che ha un refrain corale degno di un hit garage dei '60), esce allo scoperto tra le urla isteriche di Mort disegnando un memorabile solo minimale che naufraga genialmente in allucinate distorsioni nella breve ripresa finale del brano.
The Defectors rappresentano quanto di più trash, virulento e shoccante possiate trovare nel panorama internazionale del moderno garage.
Un'altra produzione Bad Afro (uscita in contemporanea con i Dragontears nel marzo del 2007) che corrisponde ad un centro pieno e che la qualifica come la più accreditata etichetta punk-garage europea in questo momento.


www.thedefectors.com
www.myspace.com/thedefectors
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PASQUALE BOFFOLI

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THE SETTING SON : THE SETTING SON

Dopo i trips totalizzanti di Dragontears e Defectors, ecco la più recente uscita della Bad Afro, THE SETTING SON: l'eroe é il giovane Sebastian T.W. Kristiansen, cantante, chitarrista ed organista, coadiuvato nella sua prima omonima uscita da Adam Olsson (guitar) degli Aim, Marco Burro (bass) degli Untamed e l'onnipresente iperattivo Lorenzo Woodrose (drums, percussion vocals) che produce anche il tutto in modo sobrio e funzionale.
Il disco é un bagno salutare nel garage più puro ed essenziale, al limite in alcuni casi del pop e della bubblegum music (ricordate?)!
Il bel cd single In A Certain Way che ne ha preceduto la pubblicazione (brano contenuto anche nell'album) ne ha anche preannunciato eloquentemente l'agile ed incisiva concezione garage, caratterizzata dall'insolente grezzo, a volte monocorde vocalismo adolescenziale di Sebastian, una sorta di ingenuo marchio di fabbrica che a volte può riportare alla mente il minimalismo militante di uno Sky Saxon (Seeds).
Gli episodi garage più pimpanti ed avvincenti sono certamente In A Certain Way, I'm Down, l'iniziale Running Demons, Desperate Soul (un piccolo capolavoro di compatte sonorità sixties con il delicato solo flautistico di Sigrid Inderberg).
Nella conclusiva triste ballata You Better Run Away From Me , velata di cromatismi serali, Sebastian Kristiansen sfodera un falsetto adolescenziale decisamente accattivante; é di un addio che si parla e Adam Olsson lo sottolinea bene con un accorato breve fuzz-solo.
Mirabile per tutti i 32 minuti di THE SETTING SON l'interazione dei suoi repentini/aggressivi interventi chitarristici con le delicate, a volte crepuscolari brevi frasi della sei corde di Sebastian e soprattutto con il suo organo minimale dal sapore decisamente sixties: un'integrazione che genera un piccolo miracolo di equilibrio cromatico.
La semplicità bubblegum /pop della vena compositiva di Kristiansen invece é palese in episodi come I Wanna Be Your Boy, All I Want Is You, Le Sacre Coeur, I Love You, tenere dichiarazioni quasi da teenager, sempre comunque di gradevolissima fruizione!
The Setting Son, un disco Bad Afro di garage-pop naif, quasi disarmante, agli antipodi delle due produzioni 'forti' immediatamente precedenti: Dragontears e Defectors, che va ad arricchire egregiamente lo spettro espressivo e la scuderia di talenti dell'etichetta danese.
In attesa del nuovo lavoro, Chasing Rainbows, in uscita ad ottobre degli immensi danesi Baby Woodrose.

www.myspace.com/thesettingson
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PASQUALE BOFFOLI

p.s. : questo speciale BAD AFRO é stato scritto e montato tra il 16 ed il 19 agosto 2007.

lunedì, agosto 06, 2007

Recensioni / Italiani / ENZO GRANELLA : Come le parole, 2007 by Pasquale Boffoli


COME LE PAROLE, debutto del cantautore tarantino ENZO GRANELLA, che vanta un ricchissimo e variegato background artistico in numerose formazioni, colpisce per più di una ragione.
Prima di tutto mi preme sottolineare la sua notevole capacità di dar corpo ad intime sensazioni e stati d'animo quotidiani attraverso testi giusto a metà strada tra leggero ermetismo ed un puntillismo facilmente fruibile, viatico una voce vibrante ed evocativa scevra da inutili virtuosismi e di questi tempi é cosa abbastanza rara!
Se il trittico Dentro / Nel Mezzo / Fuori, significativamente diviso all'inizio, al centro ed alla fine del disco e contenente dejà-vu testuali/concettuali/melodici é all'insegna di quell'intimo lirismo esistenziale cui accennavo all'inizio, altri episodi come Prendo il largo, Come le parole, Immorale e La Colpa che non sai rivelano la voglia di fuga dalla noia, dai clichés quotidiani, dall'ipocrisia e massificazione imperanti di troppi 'altri' che vogliono imporre dei limiti frustranti alla tua esistenza.
Ma Granella si dimostra sensibile anche a tematiche sociali, come in Senz'aria dove inchioda poeticamente le vicissitudini degli extracomunitari, o in Tutti Uguali, centrato con cinica sobrietà sulle diffuse disuguaglianze sociali contemporanee.
Trova spazio anche per un'originale filastrocca in chiave dialettale sul bambino che dorme/si risveglia in ogni artista, Nazzica e Scazzica, e per una ninna nanna sulle insidie della vita, Pecore e Lupi dedicata (presumo) al suo figlioletto.
Anche le considerazioni strettamente tecnico-musicali su Come le parole non possono che essere largamente positive: Enzo Granella riveste i suoi brani di un sorprendente 'appeal' melodico/armonico/compositivo, soprattutto nei refrains di alcuni brani, Prendo il largo, Senz'Aria, Pecore e Lupi, Nel Mezzo, decisamente accattivanti ed eleganti, molto radio-friendly, e dall'alto potenziale dignitosamente commerciale.
Complici un'ottima produzione e l'alto tasso tecnico/creativo dei musicisti che lo accompagnano, responsabili con Granella anche degli agili arrangiamenti dei brani: Alessandro Pipino e Raffaele Stellacci alle tastiere, Daniele Abbinante alla batteria, Massimo La Zazzera al flauto e chalumeau, la Diomira Invisible Ensemble (in Come le parole) oltre Granella stesso alle chitarre ed al basso. Tutti strumentisti sobri ed abili nel creare il giusto climax cromatico per le 'parole' di Granella.
Qualche piccolo 'solo' in più disseminato qui e là non avrebbe guastato (arricchito?) l'economia dei brani!
Pop d'autore insomma con venature rock (La Colpa che non sai) di alto livello quello di Enzo Granella, una delle più belle nuove realtà pugliesi, e non solo !

http://blog.libero.it/enzogranella
www.myspace.com/granella

PASQUALE BOFFOLI

giovedì, agosto 02, 2007

Collaborations / Live / Esteri; Festival InPiccì, Taverna delle Fate, Piacenza 27/ 07/ 2007: THE TOUGH, THE QUEERS, MARKY RAMONE by Mirko Guevara

Ringrazio Mirko Guevara, titolare del più interessante sito italiano sui RAMONES http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones, endofthecenturyramones@yahoogroups.com, per questo succinto ma prezioso live-report su una serata punk italiana doc che ha concluso un torrido luglio italiano!
Headliner l'unico superstite dei Ramones, il drummer Marky, che porta tuttora in giro per il mondo il vangelo del mitico/seminale quartetto punk, insieme ad un repertorio personale.
C'é anche una foto del 'folle' Mirko con Marky (..leggera assonanza!!!) e Vanni (P.B.)

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Serata memorabile! Foto storica!! Esplosione di ritmo alla Taverna delle Fate.
La prima serata del festival piacentino InPiccì, svoltasi ieri sera
alla Taverna delle Fate è stata un successo, considerato il folto pubblico proveniente, oltreché da Piacenza, da diverse località del nord Italia; appassionati o semplicemente curiosi si sono ritrovati a cantare, ballare ed a entusiasmarsi ascoltando i gruppi musicali presenti alla prima edizione di questo festival organizzato dall'associazione 29100.
Sfidando tafani e zanzare, la Taverna delle Fate ha acceso i fuochi delle braci, dando così il via all'evento. I primi a salire sul palco sono stati i Tough, gruppo punk rock piacentino nato sulle ceneri degli Stinking Polecats, che ha surriscaldato un sotto-palco in trepidante attesa di Marky Ramone.
Poi sul palco ecco spuntare i The Queers, e qui la memoria riporta alla accoppiata, Stinking Polecats e questi ultimi, che circa un anno fa aveva suonato, sempre nel medesimo luogo.
I The Queers, storico gruppo punk rock americano, hanno proposto brani tratti dal loro ultimo disco Munki brain,
I presenti hanno continuato a ballare nel sotto-palco i brani del gruppo, che a distanza di 20 anni dalla sua nascita continua a comporre canzoni brevi e intense, sulla scia di un punk melodico.
Ed eccolo infine, l'ultimo gruppo: dal palco scende il batterista dei The Queers, Matt Drastic e sale Marky Ramone, batterista dello storico gruppo newyorkese.
Il pubblico si avvicina al palco richiamato dal prepotente drumming che scandisce, rapido ed energico, la brevità delle canzoni storiche dei Ramones. Le tante persone presenti si scaldano, chi canta tutti i testi, chi sudato si butta nella mischia sotto al palco.

Un concerto che ripropone brani irriverenti, nevroticamente rapidi e dai semplici accordi, propri dei Ramones.
E poi, quasi al termine dell'esibizione, ecco comparire sul palco un cartellone con la scritta "Gabba Gabba Hey" (il loro credo), che saluta il pubblico presente.
Questo nuovo festival InPiccì è stato voluto dagli organizzatori per rendere Piacenza un possibile punto di riferimento della musica alternativa; si contrappone quindi alla dimensione locale dello storico Tendenze, che forse potrebbe ricomparire nel prossimo autunno.

MIRKO GUEVARA
http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones">http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones
endofthecenturyramones@yahoogroups.com

Collaborations / Interviste / Esteri : MARK COLE alias MAD DOG COLE by Nico

Il 2007 è stato l’anno del gran ritorno nelle scene di Mark Cole, in arte Mad Dog Cole, niente meno che l’ex cantante dei Krewmen, una delle band più influenti nella scena psychobilly negli anni ottanta.
Nati nel 1982 come band di puro rockabilly, i Krewmen, folgorati dalle nuove band inglesi ed europee che nascevano in quegli anni, decisero di cambiare il loro stile, aggiungendo aggressività e velocità alla loro musica, entrando così a far parte della scena psychobilly a metà degli anni ottanta, guadagnandosi fin da subito il rispetto dagli adepti di questo genere.
Mark Cole ha fatto parte dei Krewmen nei loro primi tre album, i preferiti dalla stragrande maggioranza degli psychos sparsi nel globo. Se ne andò per motivi interni al gruppo e il suo ritorno ha stupito, non solo l’intera scena psychobilly, ma soprattutto gli ex membri dei Krewmen, Tony McMillians in primis (ex chitarrista diventato poi cantante/chitarrista), che ha manifestato la sua contrarietà nel riprendere sul palco i vecchi pezzi dei Krewmen, che infatti Mad Dog Cole propone ad ogni suo show.
Cole l’ho visto la prima volta in questo luglio 2007 allo Psychomeeting Festival di Calella, in Spagna, il più grande evento psychobilly degli ultimi 15 anni.
Dopo esserci messi d’accordo tramite internet ci siamo incontrati sul posto e ne ho ricavato una breve ma significativa intervista.(Nico)

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Hai lasciato i Krewmen nel 1987. Cosa hai fatto in questi ultimi 20 anni? E perché hai deciso di tornare nella scena, sotto il nome di ‘mad dog’?
MDC: ‘’Mad Dog’’ è un nome nato durante il periodo dei Krewmen, mi rappresentava quando mi esibivo sul palco. Negli ultimi vent’anni non ho mai smesso di ascoltare psychobilly, e per una decina di anni ho fatto il poliziotto…


Davvero?? Come mai questa scelta?
MDC: Sai, io ho una moglie e due bambine, di 7 e 11 anni. Volevo far qualcosa per cambiare le cose che stupidamente succedono per le strade, ma non potevo fare nulla, ma in questo caso un’uniforme ti aiuta.


Quali erano e sono le tue influenze? Musica e stile di vita…
MDC: Non seguo uno stile di vita in particolare, se non legato allo psychobilly. Puoi crederci o no ma in questi 20 anni non ho mai smesso di ascoltare, per esempio, Johnny Cash …adoro Johnny Cash… mi piace molto il garage anni 60, Cramps….
Ho cominciato a girare nella scena rockabilly nel ’71. E’ dai Meteors che è cominciato tutto, hanno aggiunto molta aggressività a questo genere… Mi sono convertito allo psychobilly quando ho visto per la prima volta i Guana Batz.



Hai scritto (e continui a scrivere) una delle più importanti pagine della musica rock’n’roll e psychobilly. Cosa ne pensi dell’attuale scena psychobilly in tutto il mondo?
MDC: Lo psychobilly per me è, ancora oggi, qualcosa legato alla “vecchia scuola”. Questo è ciò che suono. In ogni caso oggi ci sono band molto ‘heavy’ come Mad Sin e Nekromantix, che comunque sono miei amici. Penso che ognuno abbia portato qualcosa nella scena, così da farla evolvere e portarla avanti.


Abbiamo detto che hai cominciato ad ascoltare psychobilly grazie ai Guana Batz. Cosa ascoltavi prima di allora?
MDC: Ascoltavo artisti come Charlie Feathers, molti lavori di Link Wray e il rockabilly degli anni 50. Amo lo swing, il boogie woogie…


Perché il nome ‘Krewmen’?
MDC: E’ legato ai gruppi di aviatori della Air Force, Crewmen appunto, e pensavamo fosse un buon nome per la band


Qual è stato il miglior concerto dei Krewmen? C’è un posto in particolare dove ti piacerebbe suonare o suonare di nuovo?
MDC: Essen. E’ stato davvero un gran concerto, c’era una grande partecipazione e la gente veniva a parlare con me dopo il concerto, un po’ come qua a Calella


Avete mai incontrato qualche fan italiano?
MDC: Ne abbiamo incontrati in Germania. Non abbiamo mai suonato in Italia. Viaggiavamo molto in Germania, Paesi Bassi e un po’ in giro per l’Europa, ma mai in Italia, però qualche fan l’abbiamo conosciuto.


Avete finito la registrazione dell’album?
MDC: Le registrazioni dovrebbero cominciare il 23 luglio


Come ci si sente a registrare un album (‘Ultra Violence’) dopo 20 anni?
MDC: E’ fantastico! Il fatto di poter guadagnare un sacco di soldi me l’ha fatto rifare (ride).


Perché la scelta di questo titolo?
MDC: L’album voleva ricordare qualcosa di davvero aggressivo. Sai, i titoli degli album dei Krewmen, come “Sweet Dreams” o “Into the Tomb” sono molto horror. Il mio ritorno voleva sembrare come un bang!, uno sparo (vedi la copertina dell’album – nda).


Suoni con grandi nomi della scena psychobilly e rockabilly. Come sono i rapporti con gli altri membri della band? Come li hai conosciuti?
MDC: Jim Jeffries (chitarra) mi ha mandato una mail quando ha saputo che l’ex cantante dei Krewmen era tornato nella scena, ed io ho detto di sì. Prima che Choppy (contrabbasso) entrasse a far parte della band abbiamo provato 11 contrabbassisti da tutto il mondo (!) e diversi batteristi.
Choppy (già contrabbassista dei Caravans, Pharaohs, DAG - nda) ha voluto suonare con me, e l’entrata di Lee (batterista dei Caravans) praticamente è stata automatica.



Qualcosa riguardo al futuro?
MDC: Riguardo al futuro di Mad Dog… Stiamo registrando l’album appunto. Suoneremo al famoso festival tedesco, Kings of Psychobilly di Amburgo, suoneremo in Russia e stiamo pensando di andare anche negli Stati Uniti, in Giappone e anche Australia.


Discografia :

Mark Cole con i Krewmen: “The Adventures of the Krewmen” (1986);
“Sweet Dreams” (1987); “Into the Tomb” (1987).
Mad Dog Cole: “Ultra Violence” (2007, coming soon).



www.maddogcole.com
www.myspace.com/maddogcole06
www.myspace.com/maddogcole07


NICO (Psycho), g.eb@libero.it

P.S.: Grazie mille Nico per la bella intervista ! (P. Wally B.)

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) n°.9, by Antonio Petrucci


Titolo: Brothers of War
Corea del sud 2004 - Colore, 143 minuti
Regia: Kang Je-Gyu
Genere: Guerra
DVD edizione: Sony Pictures 2006


Il forte legame di due fratelli, messo alla prova dopo la partenza per la guerra di Corea, é l'ingrediente principale di questo film del regista coreano Kang Je-Gyu, che ricalcando senza sfigurare più blasonati film di guerra di registi come Spielberg e Kubrick ha diretto questo interessante pellicola.
Anche se non aggiunge niente di nuovo al genere il film è ben realizzato, in particolare la parte spettacolare e la fotografia; in generale si tratta di un buon film di intrattenimento.
(Antonio Petrucci)





Titolo: Uzumaki
Giappone 2000 - Colore, 90 minuti
Regia: Higuchinsky
Genere: Horror
DVD edizione: Dynit 2007


La spirale: un simbolo che diventa la base della trama di questo film Horror geniale ed unico che pone lo spettatore dinanzi a immagini di grande impatto visivo.
In alcuni momenti si mostra chiaro e lineare e improvvisamente le certezze svaniscono: il regista dimostra un talento non comune e si diverte a spiazzare lo spettatore.
In conclusione una pellicola originalissima che in alcuni momenti sembra più un film sperimentale che un horror.
Trailer: http://it.youtube.com/watch?v=7kXVQSm8xSE
(Antonio Petrucci)





Titolo: Essi vivono
USA 1989 - Colore, 97 minuti
Regia: John Carpenter
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Cecchi Gori Home Video


Ecco un classico del cinema Americano degli anni 80 che bisogna assolutamente vedere, in primo luogo perché il film di Carpenter è bello e non mostra i segni del tempo; e poi perché la pellicola nasconde allo spettatore distratto avvenimenti che solo oggi negli anni 2000 si stanno purtroppo realizzando.
Forse si tratta di una coincidenza ma vedendo con attenzione il film si rimane alquanto meravigliati: per questi motivi consiglio di vedere o rivedere questo splendido film.
Trailer: http://it.youtube.com/watch?v=phlqKx_8Xe0
(Antonio Petrucci)

  • COLLABORATORI (o vi hanno scritto) www.musicbx.blogspot.com : Antonio Petrucci, Slania DePau, Gianni Sanna, Nico, Francesco Tunzi, Giandomenico Mattiussi, Ninni Portoghese, Nino Antonazzo, Antonio Vergari, Enzo Frappampina, Mirko Guevara, Marcello Rizza, Franco De Lauro, Michele Ballerini, Tony 'Face'...and, last but not least: un immenso grazie a mio fratello Ciro per coadiuvarmi nelle traduzioni in inglese e dall'inglese ( soprattutto le interviews ) !!!

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Pasquale Boffoli
Giornalista free-lance. Collabora on-line a Freakoutonline, Popartx, Punkadeka, Musicletter, Mistylane, Bluesguitar, CoolClub, ai cartacei CoolClub e Freakout e saltuariamente ai cartacei nazionali. In quanto membro dello staff di www.punkadeka.it Pasquale Boffoli fa parte del CDG srl (centro documentazione giornalistica); è inserito nell'Albo Agenda del Giornalista e nella Guida nella musica Italiana... Cantante, armonicista, percussionista della band barese THE FLOWERS.
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