<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-36261541</atom:id><lastBuildDate>Fri, 25 Dec 2009 03:24:56 +0000</lastBuildDate><title>Music Box</title><description>http://www.musicbx.blogspot.com
(spiritual guide: Neil Young)</description><link>http://musicbx.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>188</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-6410958919060456645</guid><pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-25T12:47:13.977+01:00</atom:updated><title>Porcupine Tree: The Incident (2009 / Roadrunner Rec.) by Pupi Bracali</title><description>Per chi non lo sapesse, l'ultimo CD dei &lt;strong&gt;Porcupine Tree &lt;/strong&gt;è doppio. Il primo dischetto racchiude la monumentale suite (55, 17 minuti)&lt;em&gt;&lt;strong&gt; THE INCIDENT&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, che da il titolo a questo nuovo lavoro dei nostri porcospini preferiti; suite che è stata paragonata da critici entusiasti alle grandi opere prog (e non solo) del passato che avevano come in questo caso un filo conduttore frazionato in segmenti.&lt;br /&gt;Il suono è quello a cui ci hanno abituati &lt;strong&gt;Wilson&lt;/strong&gt; e compagni nelle loro ultime uscite: schitarrate taglienti e quasi hard si alternano a momenti acustici morbidi e dolcissimi.&lt;br /&gt;In più questa volta fanno tutto da soli: nessuna ospitata dei grossi nomi presenti nei precedenti e più recenti album a significare un’autarchia totale e decisionista.&lt;br /&gt;La differenza, essenziale, tra questa e le famose suites del passato che non cito ma che tutti immagineranno, è che queste ultime avevano una colorazione molto più variegata con gli assoli lunghi alcuni minuti dei vari strumenti che si alternavano gioiosamente durante lo svolgimento del brano. &lt;br /&gt;Qui questo non avviene: la suite è monolitica e di un solo colore benché contenga momenti di assoluta classe e alcuni brani bellissimi. &lt;strong&gt;Barbieri &lt;/strong&gt;è un tastierista “tappetista” e non certo un solista che si sbizzarisce con fughe o monologhi particolari. Uno degli attimi più belli di quest’opera è un suo tocco di piano, un piccolo riff lento e atmosferico che però dura troppo poco sfumando nel cantato e nella chitarra acustica di Wilson che ovviamente domina da par suo la situazione (il primissimo album dei Porcupine è in realtà un solo dell’occhialuto musicista).&lt;br /&gt;Ogni tanto fanno capolino i suggestivi cori che nei dischi precedenti hanno ricevuto accostamenti con la west coast californiana, ma sono brevi fuggevoli momenti in un’opera che più che una vera suite sembra un enorme unico brano molto simile a se stesso in tutta la sua chilometrica lunghezza.&lt;br /&gt;Come già detto i momenti godibili ci sono: dei quattordici segmenti che formano la suite almeno la metà sono molto belli, ma a me non basta per gridare al capolavoro; da uno dei miei gruppi preferiti pretendo un po’ di più di una suite monocorde che pur godibile nella sua interezza  non aggiunge nulla alla musica della band, anzi, si pone un gradino sotto (ma solo un gradino beninteso) ad album come &lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Stupid &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;dream”, “In absentia”,   “Lightbulb sun”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; questi sì veri capolavori come anche il recente e magnifico &lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Deadwing”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; ( sul penultimo &lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Fear of blank planet”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; pur godibilissimo non mi pronuncio considerandolo un “esperimento” di Wilson).&lt;br /&gt;Il secondo CD contiene invece quattro buone, ma non troppo emozionanti, canzoni per la durata di una ventina di minuti che in verità con il loro livello standardizzato sulla falsa riga di tutto l’album nulla aggiungono all’economia sonora della band.&lt;br /&gt;La produzione di &lt;strong&gt;Wilson &lt;/strong&gt;con la supervisione del batterista &lt;strong&gt;Garrison &lt;/strong&gt;(che come strumentista non si fa certo notare con il suo drumming poco estroso e lineare) è come al solito superlativa con suoni perfetti, netti e precisi. (anche questo: un pregio o un limite?)&lt;br /&gt;E per concludere orribilmente con un frasario risaputo e calcistico si può dire che almeno in quest'occasione i &lt;strong&gt;Porcupine Tree &lt;/strong&gt;vincono ma non convincono. &lt;br /&gt;Li aspettiamo al varco nella prova dal vivo il 4 novembre all’Alcatraz di Milano. &lt;br /&gt;Io oltre a tutti i loro album e un paio di DVD, ho già il biglietto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Pupi Bracali&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-6410958919060456645?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/10/porcupine-tree-incident-2009-roadrunner.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-1840763238589666478</guid><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-23T14:58:07.417+02:00</atom:updated><title>Grand Funk Railroad: hard, soul, &amp; Basso Profundus by Pupi Bracali</title><description>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Splendori e miserie della più grande american band di serie B&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;strong&gt;Intro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Era un giorno del 1971. Stavo ascoltando "Closer to Home" dei &lt;strong&gt;Grand Funk Railroad&lt;/strong&gt; (uscito in realtà l'anno precedente), quando suonarono alla porta. Erano alcuni amici venuti a trovarmi. Alla vista, (e soprattutto all'ascolto) di quel disco che girava sul piatto del mio giradischi, inorridirono, si scandalizzarono e cominciarono a farmi un processo sommario che si concluse con una condanna.&lt;br /&gt;L'accusa che portò alla sentenza di colpevolezza era quella di ascoltare ancora quella orribile robaccia: grezza, suonata male, mediocremente registrata, roba di seconda fila, obsoleta di fronte al "nuovo che avanzava". Si riferivano nel caso specifico ai vari: Weather Report, Mahavishnu Orchestra e alle nuove band che flirtavano col jazz. &lt;br /&gt;Sono passati trent'anni e senza nulla togliere agli ottimi gruppi ammirati dai miei amici, gli "obsoleti" e "incapaci" Grand Funk Railroad, dominano con la loro presenza le pagine della stampa musicale di questo nuovo millennio e sono citati da decine di nuove band che li indicano come fonte di ispirazione. Un solo nome per tutti: i grandi Monster Magnet che eseguono una cover della tremenda " Sin's A Good Man's Brother" nel loro album "Spine of God".&lt;br /&gt;"Closer To Home", non era però il primo album dei GFR bensì il terzo. Quindi cominciamo dal principio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              &lt;strong&gt;Gli inizi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Verso la fine degli anni sessanta, due erano i principali gruppi che ottenevano un buon successo sulle scene dello stato del Michigan: Question Mark &amp; the Mysterians e Terry Knight &amp; the Pack. Entrambe le bands potevano vantare un brano ciascuno nelle classifiche dello stato americano, in special modo i primi, il cui hit era la celeberrima "96 Tears", coverizzata poi nel tempo a venire da decine di artisti e di gruppi. &lt;br /&gt;Nei Pack di Terry Knight, militavano un chitarrista di nome &lt;strong&gt;Mark Farner&lt;/strong&gt; e il batterista &lt;strong&gt;Don Brewer&lt;/strong&gt;. Quest'ultimo, dopo aver convinto Farner a seguirlo per formare una band tutta loro, contattò proprio il bassista dei rivali Mysterians, tale &lt;strong&gt;Mel Schacher&lt;/strong&gt;, mentre  il cantante Terry Knight abbandonando il suo ruolo vocale diventava il manager-regista - produttore della nuova band che stava per nascere.&lt;br /&gt;Sotto l'abile, nonchè dispotica, guida di quest'ultimo, il trio, pur completamente sconosciuto e senza avere alcuna incisione all'attivo, ottiene nel 1969 di esibirsi all'Atalanta Pop Festival davanti a oltre centomila persone. &lt;br /&gt;E' un'apoteosi! Quelle tre piccole figure su quel gigantesco palco esplodono come un'immane deflagrazione! Con i volumi degli amplificatori al massimo della sopportazione, con un sound grezzo e viscerale fatto di  violentissimo hard rock, blues e soul e con l'immensa presenza scenica di Farner che canta, suona e danza a torso nudo con pantaloni di pelle e mocassini, capelli lunghi fino a mezza schiena stretti da una fascia sulla fronte alla stregua di un guerriero sioux sul piede di guerra che imbraccia furiosamente la chitarra come un fucile strappato a mani nemiche e coadiuvato da Brewer che suona la batteria anche con la testa (!?) e da un bassista il cui suono diventerà leggendario tra gli estimatori del rock duro, il trio desta enorme sensazione. Il pubblico è assolutamente in delirio, scioccato e affascinato da tanta violenza scenica mai conosciuta prima. E' l'atto di nascita dei Grand Funk Railroad!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                          &lt;strong&gt;La tecnica(?)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Diciamolo subito così da toglierci il pensiero: per chiunque suoni il basso e/o ami il suono di questo strumento, l'ascolto dei GFR, è assolutamente imprescindibile. E non tanto per le qualità tecniche di Mel Schacher, buone ma non particolarmente eccelse, bensì per il ruolo di presenza dominante che il trio del Michigan è riuscito a ritagliare per questo strumento, che pur non assurgendo mai a un ruolo veramente solista riesce ad essere mostruosamente invadente con il suo timbro "spugnato" e macinante diventando il tratto caratteristico dominante delle eccessività sonore della band. &lt;br /&gt;Don Brewer è invece un batterista preciso e "picchiatore" come si addice ad una formazione di hard rock triangolare. A volte indugia troppo sulle rullate veloci che infila dappertutto risultando un pò stucchevole, ciò nonostante è il batterista giusto per il gruppo giusto, essenziale per l'economia sonora dei tre. Inoltre Brewer è anche un ottimo cantante, con corde vocali impregnate di soul, anche se il suo contributo come singer sarà ovviamente sempre molto limitato di fronte allo strapotere vocale di Mark Farner. Quest'ultimo, oltre a cantare, è il compositore principale del gruppo, suona le chitarre, e occasionalmente armonica e tastiere. Come strumentista anch'egli non spicca per virtuosismo nè per un gusto originale o particolare; la sua chitarra è sferragliante, debordante ed eccessiva, in compenso come cantante possiede una delle voci più belle del rock di quegli anni.Voce di rara potenzae dalla dizione limpida e chiara, più calda e pastosa di quella di un Robert Plant, che riesce a raggiungere vette inarrivabili di estensione vocale con estrema facilità pur senza cadere nei gigionismi isterici di un Ian Gillan. Il miracolo, è che i tre si amalgamano alla perfezione facendo sì che la somma sia infinitamente superiore alle parti che la compongono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  &lt;strong&gt;I migliori anni della loro vita&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il primo album &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"On Time", &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;esce nel 1969. Non è una pietra miliare del rock (nello stesso anno escono il primo Led Zeppelin e il primo King Crimson) ma è semplicemente un disco bellissimo. &lt;br /&gt;Curiosamente il brano di apertura di quell'album e di tutta l'intera carriera dei GFR, "Are you ready", che diverrà un classico aprendo tutti gli incandescenti concerti del trio, è affidato alla voce del batterista. Intriso di umori hard/soul/blues, il disco è uno stupendo punto di partenza, con brani che resteranno tra i più rappresentativi della band. Nonostante le pessime critiche della stampa mondiale (anche italiana!) che perseguiteranno i GFR per tutta la loro vita etichettandoli come gruppo di serie b, brani come " Time Machine" e "Heartbreaker" entrano prepotentemente nelle classifiche americane. &lt;br /&gt;In questo primo album il bassismo di Schacher è ancora contenuto e solo in un paio di brani si ascoltano i prodromi degli sfracelli sonori di là da venire. Tra questi, proprio la citata "Heartbreaker", brano simbolo del primo periodo del gruppo sul quale una generazione di bassisti ha fatto le prove generali.&lt;br /&gt;Il secondo disco &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Grand Funk" &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;( 1970) è il logico proseguimento dell'album precedente dal quale non si discosta in quanto a sonorità e tipicità dei brani. La miscela incandescente che lo compone è la stessa fusione di hard/soul /blues estremo e super amplificato. L'album contiene una cover degli Animals; "Inside Looking Out" estesa a una durata di oltre nove minuti, che da sola vale l'acquisto del disco peraltro tutto bellissimo e dove il basso di Mel Schacher comincia a dimostrare che dio esiste.&lt;br /&gt;Sempre nello stesso anno esce &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Closer to Home". &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;L'album, tra i migliori della produzione dei GFR, si apre con la monolitica " Sin's A Good Man's Brother ", il brano più esasperatamente pesante della storia del trio. La versione rifatta dai Monster Magnet nel '91, pur bellissima impallidisce di fronte alla cadenza originale di un riff granitico tra i più duri e violenti di quegli anni. Il disco impone una svolta al tipico sound del gruppo. Più vario e composito rispetto ai due album precedenti, espone pregevoli ballate soul accanto a brani più duri e hard, mentre la componente blues viene accantonata definitivamente.&lt;br /&gt;Ancora nel 1970 ( tre dischi in un anno: un vero record!) è la volta di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Live&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Album". &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Il disco, si può annoverare senza tema di smentita tra i live più eccitanti e devastanti di tutti i tempi, poiché veramente offre la misura di quello che doveva essere una performance dal vivo del trio del Michigan. I brani (tutti già presenti nei dischi precedenti) sono allungati, dilatati, insudiciati e contorti rispetto agli originali. Il basso di Mel Schacher è un perverso rullo compressore, roccioso e tonante al punto di incutere quasi paura, la registrazione è sudata, sporca e approssimativa quasi come in un bootleg, ma il tasso calorico del feeling della band è talmente infuocato che neppure ci si fa caso. In conclusione: uno dei dei più grandi dischi dal vivo della storia dell'hard rock. &lt;br /&gt;L'anno seguente, arriva &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Survival", &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;altro capolavoro: ricco di hard, soul e ballate suggestive. Questa volta le covers sono due: la super classica " Feeling Alright" dei Traffic, (brano tra i più coverizzati di quel periodo da tutti i gruppi amanti del “soul bianco" due nomi per tutti: Joe Cocker e Rare Earth) e la strafamosa "Gimme Shelter" dei Rolling Stones, qui resa in una magnifica versione hard, lurida, tagliente e deragliante cantata dal batterista Don Brewer che si esibisce poi anche in una dolcissima ballata. Una curiosità: alcuni anni dopo Frank Zappa (che in seguito sarà loro produttore) scriverà un famoso brano per il suo album "Zoot Allures" dal titolo " The torture Never stop" , brano nel quale su una base musicale ripetuta e ossessiva, si ascoltano voci di donne gemere e gridare. Ebbene, il brano "All You've Got Is Money" contenuto in questo album dei GFR è assolutamente identico nella struttura e nella costruzione armonica! (Che il grande Zappa adorato dalla critica abbia copiato o quantomeno si sia ispirato a uno dei gruppi peggiori del mondo?!!)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"E Pluribus Funk", &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;è il titolo del secondo disco pubblicato nel 1971. Già a partire dalla famosissima copertina rotonda raffigurante una moneta d'argento con il profilo del trio e i titoli in rilievo, l'album si fa notare. E' un disco in cui la dominante soul si fa preponderante, lo si potrebbe persino immaginare interpretato dalle Supremes o da qualsiasi gruppo vocale "all black", se non che, ancora una volta una patina di hard rock e un basso squassante nero e apocalittico lo rendono unico e inimitabile. Tra i brani, Don Brewer canta il suo unico ottimo pezzo, mentre nella lunghissima  e magnifica "Loneliness", una mini suite con orchestra sinfonica, Farner giunge ad altezze vocali vertiginose e raramente uguagliabili.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                        &lt;strong&gt; Il declino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dopo un  litigio al quale seguiranno strascichi legali (vinti dal trio), nel 1972 il produttore/dittatore Terry Knight viene esautorato. Nella formazione viene assunto il tastierista Craig Frost, del quale francamente non si sentiva affatto l'esigenza.&lt;br /&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Phoenix"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del 1972 è già un album un gradino sotto a tutti i precedenti. Produttori dai nomi altisonanti si susseguono alla regìa del gruppo con risultati imbarazzanti musicalmente ma ottimi sotto il profilo commerciale. Sotto la guida di Todd Rundgren escono: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"We're an American Band"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; nel '73 e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Shinin' on "&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; nel '74. Entrambi gli album frequentano le zone alte delle classifiche USA (il singolo omonimo del '73 è addirittura primo), ma l'ardore furioso e devastante dei Grand Funk Railroad non esiste più. I toni  e i volumi del basso vengono ridimensionati, il sound ripulito e patinato. Nel 1972 esce un altro live &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Caught in the act ", &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;appena discreto che non può reggere il confronto coi mitici fulgori del "Live Album"; sul palco anche coretti femminili a riprova dell'ammorbidimento del gruppo. Dopo un altro paio di dischi mediocri per non dire pessimi &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"All the girl" &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;del 75 e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;" Born to Die"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del 76, entra in scena Frank Zappa dichiarando alla stampa mondiale che sempre aveva osteggiato la band, che i GFR sono il suo gruppo preferito essendo la più grande rock band del pianeta. Naturalmente non si è mai capito se lo abbia pensato veramente o se era una delle sue celebri boutades. L'affermazione di Zappa ha comunque come conseguenza l'album  meno che discreto&lt;em&gt;&lt;strong&gt;" Good Singing Good&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Playing"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; sempre del '76 prodotto dallo stesso chitarrista, il quale come già aveva fatto Rundgren, si produce in un assolo di chitarra che è l'unica nota lieta di un album davvero mediocre. Nel 1978, dopo un altro paio di album assolutamente inconsistenti i GFR si separano consensualmente e i quattro prendono ognuno strade diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                       &lt;strong&gt;Conclusione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il soul, musica cardine del sound dei Grand funk Railroad, negli anni settanta era considerata una musica patrimonio dei neri e chi bianco la suonava lo faceva in maniera calligrafica e imitativa. I Grand funk Railroad nel periodo 69 - 71 battendo ogni records realizzarono ben sei album di grandissimo valore dei quali è difficile stabilire il migliore. A dispetto della critica musicale dell'epoca che li ha sempre osteggiati e relegati in una serie b del rock, se non addirittura ignorati, il trio del Michigan, ha "inventato" una micidiale miscela di blues, soul e hard rock che non ha avuto eguali nel panorama sonoro di quegli anni e che ancora oggi è un patrimonio da riscoprire come è dimostrato da gruppi odierni (vedi lo stoner rock) che guardano ai Grand Funk Railroad come progenitori della loro musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Pupi Bracali&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-1840763238589666478?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/10/grand-funk-railroad-hard-soul-basso.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-1274740163168847351</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2009 12:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-19T14:37:05.215+02:00</atom:updated><title>Cinema: I LOVE RADIO ROCK (The boat that rocked) -2009- Richard Curtis - by Pupi Bracali</title><description>Quando negli anni sessanta esplose l’aurea stagione del rock, ai governanti inglesi la cosa non piacque molto. Quella musica libera, discinta e in parte rivoluzionaria poteva turbare le coscienze dei giovani rampolli della borghesia albionica, quindi si rese necessario correre ai ripari. Per sfuggire alle grinfie della censura, dei veti e delle sanzioni legali nacque il fenomeno delle “radio pirata” che trasmetteveno fuori dal territorio inglese per non incorrere nelle maglie della legge.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“I love radio rock”&lt;/strong&gt; racconta tutto questo ma non solo. &lt;br /&gt;Il film (dal titolo originale ovviamente più significativo “&lt;strong&gt;The boat that rocked”) &lt;/strong&gt;si concentra sul microcosmo quasi tutto al maschile (tranne la cuoca lesbica) di una “ciurma” di dj che trasmette musica da una vecchia nave ancorata fuori dalle acque territoriali inglesi. &lt;br /&gt;Prendendo spunto dall’arrivo sul battello dell’ultimo acquisto, un nuovo giovanissimo dj che deve farsi le ossa (con riferimenti ai classici romanzi di formazione adolescenziale) il regista &lt;strong&gt;Richard Curtis &lt;/strong&gt;descrive l’incontro/scontro delle varie personalità presenti sulla nave a ritmo del rock, soul, pop imperante nell’anno di grazia 1966. &lt;br /&gt;E a ben vedere su quel battello i caratteri dell’animo umano ci sono proprio tutti: l’egocentrico, il tonto (esilarante), il mistico solitario, lo sciupafemminne, il timidone, il bullo, ecc,  delineati con tratti leggeri per cui nessuno risulta antipatico, così come non risultano antipatici nemmeno i “cattivi”, i governanti inglesi (capitanati da un ottimo e caricaturale &lt;strong&gt;Kenneth Branagh&lt;/strong&gt;) che lottano per spegnere la fiamma del rock’roll descritti in modo macchiettistico e sopra le righe. (Strepitosamente comica la tristissima festa di Natale di quella famiglia di idioti a fronte di quella che si svolge sulla nave a base di alcool, marijuana e musica ad alto volume).&lt;br /&gt;Il film propone momenti e situazioni di grande comicità in cui si ride apertamente alternati ad  altri emozionanti e persino commoventi. Chi ama la musica rock non potrà fare a meno di ritrovarsi i lucciconi agli occhi, specie verso il finale, quando sembra che...&lt;br /&gt;Naturalmente la musica la fa da padrona: brani di &lt;em&gt;Kinks, Hendrix, Stones, Beach&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Boys, Who&lt;/em&gt;, e di moltissimi altri che sarebbe troppo lungo nominare (ma... non resisto a farlo... &lt;em&gt;Otis Redding, Turtles, Cat Stevens, Smokey Robinson, Procol Harum, Jeff Beck, Supremes, Duffi, Dusty Springfield, Tremeloes, Easybeats, Seekers&lt;/em&gt;, e... altri ancora...) sono i protagonisti al pari degli attori tra i quali svetta un grande &lt;strong&gt;Philip Seymour Hoffman&lt;/strong&gt; con barba e capello lungo.&lt;br /&gt;Guidata da un “capitano” che ricorda una sorta di Andy Wharol “radiofonico” nel senso di coordinatore di quegli scalmanati dj come Wharol capitanava la “Factory”, la “ciurma” attraversa mille peripezie fino a un finale apocalittico, in cui il “piccolo film” girato tutto in interni assume tratti da kolossal con l’affondamento della nave in sequenze spettacolari che nemmeno in Titanic...&lt;br /&gt;Finale dove i sogni di rock dei giovani dj e del loro pubblico ( e in diversi momenti del film il regista ci mostra come quel pubblico fosse vasto ed eterogeneo) vengono sconfitti dal potere politico e dalla furia degli elementi, ma... quella sconfitta sarà definitiva?&lt;br /&gt;Lo si scoprirà solo vedendo questo bellissimo spaccato di una generazione che ha lasciato un segno indelebile nel mondo del rock (a proposito, nessun brano dei Beatles è presente nel film; scelta voluta o motivi contrattuali, di diritti... chissà?) considerando che nel 1966 il regista Curtis aveva dieci anni e io ne avevo dodici, ma entrambi quelle canzoni le conosciamo tutte a memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maurizio Pupi Bracali&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-1274740163168847351?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/10/cinema-i-love-radio-rock-boat-that.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-4232464382960700534</guid><pubDate>Wed, 07 Oct 2009 14:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-07T16:51:04.581+02:00</atom:updated><title>THE DOGGS e.p. (2009)  by Pasquale 'Wally' Boffoli</title><description>Risale al 1970  il lavoro più devastante degli Stooges di Iggy Pop, Fun House.&lt;br /&gt;E’ stato detto in innumerevoli occasioni sulla stampa  e dalla critica specializzata di quanta influenza Fun House (così come l’omonimo precedente The Stooges del 1969) abbia avuto sulle generazioni di rockers e punkers successive : credo che non ci siano dubbi di sorta in merito.&lt;br /&gt;Non me ne vorrà quindi il giovane trio milanese dei &lt;strong&gt;DOGGS&lt;/strong&gt; formatosi nel gennaio del 2009 se scrivo che i quattro brani di questo loro primo e.p., inciso appena tre mesi dopo, aprile 2009, sin dall’iniziale &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Underground Drain &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;appaiono diabolicamente ed integralmente avvolti nel bozzolo ‘vizioso’ di Fun House, quasi a voler puntigliosamente dimostrare di quali vibrazioni più di qualsiasi altre si siano nutriti nella loro pur breve esistenza.&lt;br /&gt;Anche i successivi &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Kiss my blood, No lights ed Animal&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; dispiegano un suono garage e punkoide saturo tipicamente americano: &lt;strong&gt;Marco Mezzadri&lt;/strong&gt;, bassista cupo e martellante, rincorre il vocalismo indolente e crudele di Iggy; &lt;strong&gt;Riccardo Bertin&lt;/strong&gt; attraverso l’efficacissimo uso chitarristico del wah-wah fa sua l’antica lezione di Ron Asheton incarognendo sino allo spasimo il sound dei Doggs;  &lt;strong&gt;Grazia Mele&lt;/strong&gt; percuote le pelli con fare essenziale e metronomico, come è giusto in questo contesto.&lt;br /&gt;Se il contributo di Pypa (Vermi) al farfisa organ è essenzialmente limitato ad Underground Drain quello al sax di Piergiorgio Elia (lo Steve MacKay dei Doggs) è ben più corposo e si ottimizza attraversando pacatamente, senza i deliri di Fun House, i quattro brani dell’e.p.&lt;br /&gt;Rappresenta inoltre dal vivo un costante punto di riferimento per i Doggs.&lt;br /&gt;Dall’inizio incerto di Underground Drain (‘….noi proveniamo dall’infido underground!) il suono, attraverso gli orgasmi sensuali di Kiss my blood  e l’estatica corruzione strumentale di No lights raggiunge l’apice del caos controllato nella conclusiva Animal, chitarra e sax ad incrociarsi subdolamente: i rantoli ed i bisbigli allusivi di Marco colpiscono crudamente e nel finale i Doggs raggiungono quel benedetto parossismo che nei precedenti brani è più volte sfiorato.&lt;br /&gt;Questo debutto del trio milanese colpisce davvero per intensità nonostante la notevole assuefazione e dipendenza estetiche di cui sopra, facendo altresì intravedere l’obiettivo di un sound più personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.myspace.com/thedoggs69 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pasquale ‘Wally’ Boffoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-4232464382960700534?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/10/doggs-ep-2009-by-pasquale-wally-boffoli.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-543874313613242351</guid><pubDate>Sun, 20 Sep 2009 12:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-20T14:26:25.431+02:00</atom:updated><title>Italian psycho-garage: THE PREACHERS  Preachin' at psychedelic velocity (Teen Sound Rec.2008) by Wally Boffoli</title><description>Non tragga in inganno il titolo del nuovo lavoro dei &lt;strong&gt;Preachers&lt;/strong&gt;, una delle bands neo-garage italiane più quotate.   Non è certo la velocità a caratterizzare questi quasi 40 minuti (come nel caso del nuovo lavoro dei sardi Rippers) quanto una concezione del garage psichedelico densa e torbida che si profila sin dall’iniziale My darling e continua attraverso le seguenti Queen of the highway, Wild girl.&lt;br /&gt;In primissimo piano l’ipnotico organo (e spesso il theremin) di &lt;strong&gt;S.K.A.I.O., &lt;/strong&gt;la voce non esasperata, quasi meditabonda e viziosa di &lt;strong&gt;Bela Filosi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Abbiamo a che fare con delle ballate fascinose, come Lovely girl, Sunny morning, You’ll never know  avvolte in un fascino pensoso e doorsiano, con fulgido riferimento ai Doors  di Strange Days.&lt;br /&gt;L’altro grande punto di riferimento dei Preachers sono i &lt;strong&gt;Fuzztones&lt;/strong&gt;, il cui mood fangoso e psichedelico emerge in questo lavoro in molte occasioni,  quasi fossero i loro  padri putativi: Rudi Protrudi, mentore dei Fuzztones infatti appare puntualmente alla voce in Turn me out, collaborando alla sua scrittura e stringendo tra le due bands  un patto di sangue.&lt;br /&gt;Aggressivi e grezzi in She’s riding, oh! con la phantom guitar di &lt;strong&gt;Matt Cadillac&lt;/strong&gt; in bella evidenza, i Preachers danno mostra di versatilità nello strumentale Intermission e nella fascinosa cover dei Moving Sidewalk  99th Floor, firmata Billy Gibbons (con armonica ruspante).&lt;br /&gt;Meravigliose aperture melodico/armoniche, cori ispirati e poesia strisciante nelle liriche di Sunny morning, uno degli episodi più entusiasmanti di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Preachin’ at &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;psychedelic velocity&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, uno di quei magici momenti in cui la luminosa estetica sixties si prende una rivincita esaltante sui giorni tristi che viviamo.&lt;br /&gt;Come nell’album precedente, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Voodoo you love? (Teen Rec./2005&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;) i Preachers riservano clamorose sorprese nei 6:30 dell’episodio finale del disco: Summer Rain , introdotta da accordi sinistri e premonitori valorizza il vocalismo luciferino ed oltraggioso di Bela Filosi prima di ‘allungarsi’ mefiticamente (con tanto di respiri ‘affannosi’) in un tetè-a-tète psichedelico organo-theremin  fradicio ancora una volta di Fuzztones e dei ‘giorni strani’ di Jim Morrison e c.&lt;br /&gt;Summer Rain è importante perché dilatata e tortuosa com’è  rispetto il resto del lavoro diventa subito memorabile e dimostra come i Preachers, se solo lo vorranno, si inerpicheranno per sentieri espressivi sempre più allucinati, nel solco ‘storico’ del garage e della psichedelia più puri ed inquietanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.the-preachers.net  &lt;br /&gt;www.myspace.com/thepreachersit  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pasquale ‘ Wally’ Boffoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-543874313613242351?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/09/italian-psycho-garage-preachers.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-1209135003470275464</guid><pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-16T13:01:33.902+02:00</atom:updated><title>RPWL :Ritorno al 'Sogno' by Roberto Fuiano</title><description>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Pubblico con piacere un articolo sul gruppo tedesco RPWL di Roberto Fuiano, scrittore barese di fiction ed appassionato conoscitore della musica progressiva storica e del neo-prog.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;(P.W.B.)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tedeschi &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;PWL &lt;/strong&gt;si formano nel 1997, dando vita ad una cover band dei Pink Floyd. Il nome del gruppo è l’insieme delle iniziali dei componenti: Phil Paul Rissettio, Chris Postl, Karlheinz Wallner, and Yogi Lang.. In precedenza, Postl e Wallner avevano suonato nei Violet District, gruppo dalle sonorità cupe e sofferte, immerse  in un’atmosfera di rarefazione psichedelica, che aveva prodotto un pregevole lavoro, “Terminal Breath”. &lt;br /&gt;Del 2000 il loro primo disco “God has failed”, in cui è già chiara la linea portante del gruppo, sia dal punto di vista musicale che di testi. Uno stile personale e coinvolgente, nonostante le chiare influenze dei Pink Floyd e spesso anche dei Beatles (cosa non da poco).&lt;br /&gt;Al di là dei suoni moderni, dell’elettronica usata con gusto e parsimonia, gli RPWL hanno profonde radici nella musica rock degli anni’70, rievocando l’adesione ad un mondo alternativo, fatto di pace, di amore, di sogno, di ricerca, attualizzata da maggiore consapevolezza e maggiore drammaticità.&lt;br /&gt;Ascoltando le loro ballate si prova un gratificante senso di pacificazione. Le ariose aperture dove una chitarra conduce  per mano verso mondi incantati. La voce sognante, a volte struggente, che asseconda godibili melodie con rara intensità. Le delicate note di pianoforte. I cambi ritmici con timbriche appena più hard e i momenti di trascendenza tutta orientale. Il sogno che emerge ad affermare se stesso, non come fuga, bensì come realtà oltre il percettibile. &lt;br /&gt;I testi, in pieno accordo con la musica, possono essere ben sintetizzati dal titolo del loro quarto disco “The World Through My Eyes”. Infatti, è proprio il mondo attraverso gli occhi di artisti che possiedono, oltre a preparazione tecnica e conoscenza musicale, una profonda sensibilità. La valutazione di aspetti deleteri dell’umanità, come la guerra, la narcosi delle coscienze, la corsa al danaro, ricorre più volte. Una denuncia che viene però affiancata da forti spinte verso mondi interiori, dalle tematiche dell’amore, da un grande senso di pulizia e di limpidezza dell’animo che predilige i viaggi nella natura e nella mente.&lt;br /&gt;Gli RPWL non sono però un caso isolato di musicisti che si riappropriano della musica come ”fatto artistico”, dando poco peso ai meccanismi commerciali di scalate al successo. Dagli inizi degli anni ’90, in piena crisi artistica del pianeta musica, sono nate numerose band che hanno preso a fare concerti e a pubblicare dischi con l’intento di fare arte e divertirsi, partendo dai gruppi progressive degli anni ’70, che portavano avanti ambiziosi progetti artistici e che furono spazzati via per dare spazio ad una mediocrità più pop e quindi più vendibile. &lt;br /&gt;Al di là delle aspettative, questi musicisti, definiti neo-prog, sono riusciti a creare attorno a sé un invidiabile seguito di appassionati, e si sono realizzate etichette di case discografiche specializzate. Fenomeno questo che ha coinvolto praticamente buona parte del mondo (persino l’Indonesia ha visto nascere una band importante come i Discus). Purtroppo questa rinascita non ha toccato l’Italia, in cui non vi è neanche la distribuzione, tranne quella saltuaria per pochi nomi come Flowers King e Spock’s Beard. E gruppi italiani, davvero bravi, sono costretti a incidere all’estero, dove sono molto più conosciuti che in patria (The Watch, Arenames, Narrow Pass, Managala Vallis, etc.).&lt;br /&gt;Al proprio attivo gli RPWL hanno ben sei dischi, tra i quali un doppio “live” in cui si evince la notevole carica comunicativa di questi musicisti; da segnalare qui la sorprendente esecuzione di alcuni brani dei Pink Floyd. &lt;br /&gt;I testi qui di seguito riportati sono: Wasted Land  e Sleep, tratti da “World Through My Eyes” del 2005, nonché la toccante canzone d’amore God Has Failed  dal disco omonimo del 2000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Terra desolata&lt;br /&gt;(Wasted Land)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calma la gente,&lt;br /&gt;dì loro che la vita oggi è meglio di cent’anni fa&lt;br /&gt;nutrili con la speranza di una guerra&lt;br /&gt;di tutti contro tutti&lt;br /&gt;senza che loro lo sappiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come posso mostrarti il sentiero per una terra&lt;br /&gt;che ti fiorisce dentro?&lt;br /&gt;Liberati da catene e paure &lt;br /&gt;per scoprire la bellezza della tua vita.&lt;br /&gt;Quanto lontano possiamo andare?&lt;br /&gt;Quanto lontano possiamo andare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminiamo su una terra desolata&lt;br /&gt;ma dobbiamo andare avanti.&lt;br /&gt;Camminiamo su una terra desolata&lt;br /&gt;ma lo spettacolo deve continuare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le notizie sono buone&lt;br /&gt;il Sistema sta lavorando,&lt;br /&gt;lasciateci guardare uno show in tv.&lt;br /&gt;La guerra è un gioco&lt;br /&gt;la vita un bilancio patrimoniale&lt;br /&gt;il danaro ti dice ciò che è giusto o sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tagliando la verità in pezzi e completando&lt;br /&gt;un puzzle di cui nessuno ha colpa&lt;br /&gt;viviamo per i nostri desideri e bisogni&lt;br /&gt;ma nessuno vince al gioco.&lt;br /&gt;Quanto lontano possiamo andare?&lt;br /&gt;Quanto lontano possiamo andare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminiamo su una terra desolata&lt;br /&gt;ma dobbiamo andare avanti.&lt;br /&gt;Camminiamo su una terra desolata&lt;br /&gt;ma lo spettacolo deve continuare. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dormi&lt;br /&gt;(Sleep)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Luna appena nata pare una culla, che brilla sulla sabbia del deserto&lt;br /&gt;profumo di sandalo e gelsomini, una dea con pelle d’argento&lt;br /&gt;dipingo tutti i tuoi fiori, sono l'ombra dei tuoi sogni &lt;br /&gt;che ti ha cambiato l’oppio in denaro&lt;br /&gt;Shiva chiede il tuo nome, perché non dormi? &lt;br /&gt;Non meriti uno sguardo, sono l'immagine nella tua mente &lt;br /&gt;che fa sentire il vento soffiare delicatamente&lt;br /&gt;spargendo polvere sulla terra,&lt;br /&gt;una pietra non può essere una pietra&lt;br /&gt;fino a quando non ti dico che potrebbe esserlo,&lt;br /&gt;sono chi ti ha cambiato l’oppio in denaro&lt;br /&gt;Shiva chiama di nuovo il tuo nome, perché non dormi? &lt;br /&gt;E tutti i tuoi sogni corrono al fiume,&lt;br /&gt;il fiume che ha sempre fluito &lt;br /&gt;da quando Maya pose i nostri cuori sul fuoco.&lt;br /&gt;I nostri sogni mostreranno la strada del ritorno a casa.&lt;br /&gt; un ciuffo di penne e piume, danzano con raggi di luce &lt;br /&gt;scavo oceani con le mie dita, intaglio modelli nel cielo &lt;br /&gt;la creazione della terra è nel mio sguardo che nessuno ha mai visto prima &lt;br /&gt;Scintille di risvegliata conoscenza, &lt;br /&gt;Shiva chiama il tuo nome, perché non dormi?&lt;br /&gt;E tutti i tuoi sogni corrono al fiume,&lt;br /&gt;il fiume che ha sempre fluito &lt;br /&gt;da quando Maya pose i nostri cuori sul fuoco.&lt;br /&gt;Impaurito e piangente lessi il mio nome su una lapide di un cimitero sconosciuto.&lt;br /&gt;In un'altra dimensione, seduto con un viso pallido &lt;br /&gt;sulla collina di morti!&lt;br /&gt;Le nuvole tutte dipinte di Rosa &lt;br /&gt;Avvolto in bianco cotone, nessuno può vedermi;&lt;br /&gt;le lettere del mio nome, iridescenti si fondono al sole.&lt;br /&gt;Insoddisfatto e inquieto, cerco in luoghi sbagliati&lt;br /&gt;vagando in un mare di desideri&lt;br /&gt;quando bruciai i miei legami seppi che non sarei stato lo stesso.&lt;br /&gt;Lasciai un frammento della mia anima &lt;br /&gt;annodata alla cima di un albero come regalo per l’universo infinito.&lt;br /&gt;La mia forma è piena di luce &lt;br /&gt;così, vado nei boschi per ritrovare me stesso. &lt;br /&gt;Tutto il bene, tutto il male&lt;br /&gt;tutti il piacere e tutto il dolore&lt;br /&gt;tutte le aspirazioni dei coraggiosi,&lt;br /&gt;tutto il sole e tutta la pioggia. &lt;br /&gt;Tutta la bellezza, tutto lo sporco&lt;br /&gt;tutto l'amore e tutto l'odio&lt;br /&gt;Tutte le risate, tutti i lamenti, l'accettazione del nostro fato, &lt;br /&gt;tutte le illusioni che abbiamo, tutti i nostri segreti fiabeschi, &lt;br /&gt;tutto è condannato al lento decadimento; a defluire al fiume. &lt;br /&gt;Allora vieni e bacia la mia pelle d’argento mentre dipingo immagini nella tua&lt;br /&gt; così puoi sentire ancora che la vita è solo un sogno in un sogno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dio ha fallito&lt;br /&gt;(God Has Failed)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non sarai mai dimenticata&lt;br /&gt;sei sempre nella mia mente&lt;br /&gt;guardo nello specchio&lt;br /&gt;una buona amica non è facile da trovare. &lt;br /&gt;Potrebbe dirmi qualcuno, per favore&lt;br /&gt;se tutto è stato fissato prima?&lt;br /&gt;Quest’anno la primavera giunge agli inizi &lt;br /&gt;poiché ancora una volta Dio ha fallito.&lt;br /&gt;Nelle fotografie trovate&lt;br /&gt;il tuo volto appare lo stesso&lt;br /&gt;sebbene io sia sveglio.&lt;br /&gt;Il mio cuore chiamerà il tuo nome &lt;br /&gt;per raccontare della tua vita &lt;br /&gt;ed è tutto ciò che possa fare per te. &lt;br /&gt;La tua fine è giunta troppo presto&lt;br /&gt;poiché ancora una volta Dio ha fallito.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.rpwl.net/admin/pages/start.php&lt;br /&gt;http://www.progarchives.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Fuiano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-1209135003470275464?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/09/rpwl-ritorno-al-sogno-by-roberto-fuiano.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-6053148246581743093</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2009 17:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-05T16:15:24.698+02:00</atom:updated><title>THE CHROME CRANKS : Murder of time (1993-1996) (Bang! Rec./Goodfellas 2009) by Wally Boffoli</title><description>Che i &lt;strong&gt;Chrome Cranks&lt;/strong&gt; siano stati una delle bands essenziali del punk-blues americano degli anni ’90 del trascorso millennio non mi stancherò mai di sottolinearlo.&lt;br /&gt;La notizia della loro ricostituzione, fornitami da &lt;strong&gt;Peter Aaron&lt;/strong&gt; lead singer e front-man del gruppo, ed avvenuta nel primo scorcio dei 2.000 mi  ha  riempito di gioia, alla stregua di un teen-ager.&lt;br /&gt;Contemporaneamente ad alcune esibizioni americane in estate (in Europa hanno suonato solo a Lione in maggio) i Chrome Cranks hanno dato alle stampe &lt;strong&gt;MURDER OF TIME &lt;/strong&gt;(&lt;strong&gt;1993-1996), &lt;/strong&gt;album antologico (B-sides,live,best) ad opera della piccola etichetta spagnola Bang Records.&lt;br /&gt;Nel 2007  era uscito Diabolical Boogie (1992-1998), una doppia raccolta  curata da Peter Aaron di singles, demos e rarities davvero molto esaustiva: per fortuna Murder of time cerca nell’archivio Cranks in altre direzioni non doppiandone le scelte.&lt;br /&gt;Ad esempio tra i 19 brani del disco ci  sono quattro ‘live’ inediti, Lost Woman, cover degli Yardbirds, e le incendiarie Some Kinda Crime, Burn Baby Burn e Hit the sand che li riconfermano in quegli anni al massimo di una forma brutale e feroce.  &lt;br /&gt;Peter Aaron geme, guaisce, strapazza le corde vocali e distorce le parole quasi ogni brano fosse l’ultimo della sua vita e volesse elargire le ultime energie rimastegli, sempre ricalcando i vocalismi dissonanti  e sopra le righe di un Jeffrey Lee Pierce.&lt;br /&gt;William Weber  lancia le sue corde in una tempesta noise, sfiorando a più riprese le battute blues ma abbandonandole sempre fatalmente.   &lt;br /&gt;Jerry Teel e Bob Bert assicurano una ritmica oppressiva e lucida.&lt;br /&gt;Attendendo un loro nuovo lavoro si può lasciarsi avvolgere dalla disperazione strascicata di Heaven (Take me now),  esaltarsi  agli estremismi emozionali di Desperate  Friend, stordirsi ai singhiozzi di We’re Going Down e alla furia cieca di Driving Bad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.myspace.com/chromecranks&lt;br /&gt;www.myspace.com.pacranks   &lt;br /&gt;www.bang-records.net   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pasquale ‘Wally’ Boffoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-6053148246581743093?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><enclosure type='' url='http://www.myspace.com/chromecranks' length='0'/><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/09/chrome-cranks-murder-of-time-1993-1996.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-4769723995028532379</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2009 17:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-04T20:10:03.129+02:00</atom:updated><title>Teen Sound Records: le ultime produzioni 2008-2009  by Wally Boffoli</title><description>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Eccoci a parlare nuovamente della infaticabile e prolifica Teen Records, etichetta romana di sixties, garage e non solo diretta da Massimo Del Pozzo. Queste qui recensite sono sei produzioni uscite tra il 2008 ed il primo scorcio del 2009.&lt;br /&gt;Buona lettura (P.W.B.)&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;************************************************************************************                           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;THE A'DAM  SIKLES&lt;br /&gt;                         (OUT OF THE CIRCLE GAME)&lt;br /&gt;                          (Teen Sound Rec./ 2008)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigKjYQP8QI/AAAAAAAABu8/feXesONID4A/s1600-h/adamsykles.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigKjYQP8QI/AAAAAAAABu8/feXesONID4A/s320/adamsykles.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343532560797397250" /&gt;&lt;/a&gt; Alcune note di sitar aprono Om, brano iniziale di OUT OF THE CIRCLE GAME, primo album dei romani A'DAM SIKLES, ultima incarnazione di Massimo Del Pozzo, qui in veste di lead vocal, chitarrista e compositore.  &lt;br /&gt;L'avvio orientaleggiante e meditativo e' gia' un ottimo preludio ai toni malinconici ed autunnali che avvolgono un disco che si avvale di preziosi apporti strumentali di diversi collaboratori (flute, violins, cello, horn, harpsichord, dulcimer, tabla drum).&lt;br /&gt;L'approccio garage é notevolmente stemperato dalla delicatezza compositiva di brani come Feel the pain (Roby's song), Mary Grace's mind, The big green e lo strumentale Victor's lullaby.&lt;br /&gt;La versatilita' degli A'dam Sikles e' poi confermata dalla bossa di Sunshine girl, dall'atmosfera folk/barocca degli altri strumentali Daisy e Sugarplum fairy.&lt;br /&gt;Le piu' energiche Yellow day, Rain Child, She lives in my mind, con l'organo di Daniele Onorati in bella evidenza, mostrano invece il lato piu' vigoroso degli A.S.&lt;br /&gt;Quello che colpisce in Out of the circle game e' come le influenze esterne, barrettiane in primo luogo, siano metabolizzate mirabilmente originando un sound ricco, ben amalgamato nelle sue diverse componenti ma soprattutto decisamente personale: il risultato sono delle songs armonicamente affascinanti, sature di splendidi cori e dalla perfetta taratura che a primo ascolto colpiscono spirito e mente, a secondo conquistano sensi e memoria insinuandovisi con sobrieta' ed eleganza rari di questi tempi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.myspace.com/adamsykles&lt;br /&gt;www.mistylane.it  &lt;br /&gt;www.myspace.com/teensound  &lt;br /&gt;mistylane.records@gmail.com            &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                     &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;                                  THE STRANGE FLOWERS&lt;br /&gt;                               AEROPLANES IN THE BACKYARD&lt;br /&gt;                                (Teen Sound Rec. / 2008)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una cosa gli Strange Flowers, pisani, eccellono nel loro AEROPLANES IN THE &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigLTZYZ0bI/AAAAAAAABvE/pZ2uktQ0ew8/s1600-h/thestrangeflowers.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigLTZYZ0bI/AAAAAAAABvE/pZ2uktQ0ew8/s320/thestrangeflowers.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343533385733755314" /&gt;&lt;/a&gt;BACKYARD: scrivere  ballate mid-tempo pigre ed indolenti, accattivanti nella loro attitudine proto-garage.&lt;br /&gt;Mai aggressivo il vocalist Michele Marino' (autore di musica e testi) sa catturare con le sue movenze decadenti, mentre il chitarrista Nicola Cionini nei suoi interventi misurati colpisce  acidamente (Clouds of blonde girls).&lt;br /&gt;Tutto l'album si muove secondo queste coordinate, risultando di volta in volta piu' psichedelico (Aeroplanes/Yellow of sun) o morbidamente colloquiale (Helen says).&lt;br /&gt;Summa di questi elementi la finale Everyone has a spot in the sunshine, quasi sette minuti di splendore lisergico con la chitarra solista che si libra acida e sfolgorante a sugellare un album in bilico magicamente tra tentazioni hard ed oasi psichedeliche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.myspace.com/strangeflowers  &lt;br /&gt;www.strangeflowers.net&lt;br /&gt;www.mistylane.it  &lt;br /&gt;www.myspace.com/teensound  &lt;br /&gt;mistylane.records@gmail.com    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;                                  &lt;br /&gt;                                     &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;  LES PLAYBOYS&lt;br /&gt;                                   ABRACADABRANTESQUE&lt;br /&gt;                                   (Teen Sound Rec./ 2008)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque maturi giovanotti francesi dediti ad un fuzz-garage rock di estrazione sixties che con questo secondo lavoro celebrano i 30 anni di vita musicale.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigLjLkFPYI/AAAAAAAABvM/tIOQKa59XPk/s1600-h/lesplayboys.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 135px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigLjLkFPYI/AAAAAAAABvM/tIOQKa59XPk/s320/lesplayboys.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343533656902548866" /&gt;&lt;/a&gt;Hanno preso il moniker da uno dei piu' grandi successi di Jacques Dutronc, tra i rockers francesi piu' in vista negli anni '60.  E' nel 1976 che tre degli attuali membri dei LES PLAYBOYS (F.Albertini, F.Lejeune, F.Durban) fondano uno dei primi punk-garage acts francesi, Les Dentistes, ma e' dall'entrata di Pierre Negre alla chitarra solista nel 1979 che diventano una Nuggets/Pebbles band, accodandosi in sostanza  a Fuzztones, Lyres e Chesterfield Kings nel revival Garage internazionale.&lt;br /&gt;Incidono il primo album nel 1985 ed attraverso varie vicissitudini giungono a questo ABRACADABRANTESQUE che e' la celebrazione in una mezz'oretta del loro beat-garage ancora freschissimo, molto vicino nello spirito al party-sound dei sempreverdi americani  Fleshtones.&lt;br /&gt;Brani dai tipici titoli 'capelloneschi' come  Les jours ou' tout va da travers, Je revendique, Pour qui me prenez-vous? , Mieux vaut etre seul incarnano paradossalmente nel 2009 la colonna sonora ideale di feste beat in casa di quarant'anni fa, ma i vocals insolenti di Albertini, il fuzz-guitar onnipresente a sottolineare riffs ingenui e le tastiere non invadenti non suonano datati: sono portatori sani di una rabbia esistenziale ruspante e naif, alla Nino Ferrer (Albertini lo ricorda molto nel timbro vocale!), ancora coinvolgente.&lt;br /&gt;Abbiamo a che fare quindi con dei Fleshtones francesi?  Decisamente si', basti ascoltare le grezze Mon obsession, Abracadabra e Qu'est-ce que je peux faire.&lt;br /&gt;Animal, lento e rarefatto, e' l'unico brano a prendere le distanze dal mood generale del disco.&lt;br /&gt;LETS' HAVE A PARTY  WITH THE PLAYBOYS! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.mistylame.it  &lt;br /&gt;www.myspace.com/teensound   &lt;br /&gt;mistylane.record@gmail.com &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                             &lt;span style="font-weight:bold;"&gt; THE   JUNE       &lt;br /&gt;                             MAGIC CIRCLES&lt;br /&gt;                        (Teen Sound Records / 2009&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questi THE  JUNE sembrano in pieno sballo 'indiano' a giudicare dall'introduttiva Barber shop, carica di sitar e bansuri meditativi.   Ma e' solo l'inizio: da Rolling desperate in giu' attraverso Better than you si rivelano un trio mod robusto dal chitarrismo vitale.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigMXhvmoGI/AAAAAAAABvU/Un9R2bynzPQ/s1600-h/thejune.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 318px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigMXhvmoGI/AAAAAAAABvU/Un9R2bynzPQ/s320/thejune.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343534556209651810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Poi in Big black mouth e Sir Eugene Maddox emergono cori brillanti tra duri riffs Jam-style.&lt;br /&gt;Daisy, con mellotron, flute, trumpet e chitarre riverberate li fa cadere in piedi tra densi aromi Oasis.&lt;br /&gt;I tre italiani, che piu' anglofili non si puo', continuano ad opporre cantati melodici ed armonici a solide strutture strumentali in Getting high e Living in the park.&lt;br /&gt;E mentre in mente si alternano fantasmi Beatles/Rain e Byrds/Notorius The June affondano i manici-bisturi nella sopraffina psichedelia pop di Sketches of sound, Revolver e Makes me feel good.&lt;br /&gt;Magic Circles e' un rilucente gioiello a cavallo tra i '60 ed i '70: non chiedetevi (mi) come i tre parmensi siano riusciti a raggiungere questo magico equilibrio in poco meno di una mezz'oretta.&lt;br /&gt;Godetevi Magic Circles in un unico afflato elettrico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.myspace.com/teensound&lt;br /&gt;www.mistylane.it  &lt;br /&gt;mistylane.records@gmail.com          &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                         &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LOS IMMEDIATOS&lt;br /&gt;                                         SECOND CHANCE&lt;br /&gt;                                 (Teen Sound Records / 2009&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli spagnoli LOS IMMEDIATOS   giungono al secondo appuntamento discografico con la Teen Sound dopo il debutto su For Monsters R. del 2007, indirizzato verso un fresco power-pop.&lt;br /&gt;In Second Chance i ritmi rallentano ed i brani, Something's wrong with you, A crying shame, Princesa imboccano il sentiero di un pop-garage mai aggressivo, corroborato dal vox ed acetone organ e dalla doppia chitarra di Mazarro e Perez.&lt;br /&gt;Ed eccolo il power-pop emergere, con precise connotazioni spagnoleggianti, in episodi come&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigMpppvLUI/AAAAAAAABvc/Snr7YDIzB-c/s1600-h/losimmediatos.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigMpppvLUI/AAAAAAAABvc/Snr7YDIzB-c/s320/losimmediatos.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343534867570175298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;No vuelvas, So sad about me, sad about us, la cover I Wonder (The Gants).&lt;br /&gt;Los Immediatos sanno essere anche delicati come in Everybody knows e nel songwriting leggiadro di Happy story e tornare graffianti nell'altra cover Bajo el sol (Juan &amp; Junior).&lt;br /&gt;La soffice ballata Garden paradise,ricca di keyboards colorati, conclude un disco dall'approccio garage leggero e gradevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.mistylane.it  &lt;br /&gt;www.myspace.com/teensound&lt;br /&gt;mistylane.records@gmail.com    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;TONY BORLOTTI E I SUOI FLAUERS&lt;br /&gt;                                 A CHE SERVE PROTESTARE&lt;br /&gt;                                (Teen Sound Records / 2008)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Entusiasmante l'inizio di questo nuovo lavoro di Tony Borlotti e i suoi Flauers, con E voi e voi e voi, vecchio brano di Gene Guglielmi, sorta di blues in crescendo sottolineato dall'aggressiva entrata del farfisa a meta' brano. E' un ideale dialogo tra un alieno ed i terrestri a sottolineare i fatali numerosi lati negativi esistenziali di questi ultimi.&lt;br /&gt;A &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigM48Gpq2I/AAAAAAAABvk/wvxVjG3uP4Y/s1600-h/tonyborlotti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 314px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigM48Gpq2I/AAAAAAAABvk/wvxVjG3uP4Y/s320/tonyborlotti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343535130221325154" /&gt;&lt;/a&gt; che serve protestare sfoggia tutto l'armamentario beat italiano sixties, sia dal punto di vista strumentale (armonica, farfisa, chitarre riverberate/distorte, cori, voce solista ingenua ma pungente) che nelle tematiche: il rapporto con la religione (Giovane prete), la voglia di liberta' (Viaggio di un provo/Viva la liberta'), l'amore (Un giorno ancora/Gli occhi tuoi), la protesta (A che serve protestare?).&lt;br /&gt;Azzeccata la graffiante cover No no no no dei mitici Sorrows e lo strumentale beat Bagordo Shake.&lt;br /&gt;Da sottolineare la cantabilita' e l'energia di Viva la liberta' (brano di Carlo Pavone), con la tagliente chitarra solista di Mick Coppola, Lei se ne va e l'atmosfera S.Leone/graffiti di A che serve protestare, con tromba e fisarmonica, sottilmente ironica, tutti brani che negli anni '60 avrebbero potuto scalare le classifiche beat.  Nostalgica e strumentalmente ricca la finale Il peso delle ore.&lt;br /&gt;Un revival italiano intelligente, ricco di humour ed estremamente fresco quello di Tony Borlotti e i suoi Flauers, che finisce con l'essere senza tempo, per tutte le stagioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.mistylane.it           &lt;br /&gt;www.myspace.com/mistylaneshop&lt;br /&gt;www.myspace.com/teensound  &lt;br /&gt;mistylane.records@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-4769723995028532379?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/06/teen-sound-records-le-ultime-produzioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SigKjYQP8QI/AAAAAAAABu8/feXesONID4A/s72-c/adamsykles.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-7742605264204952028</guid><pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-09T15:18:14.377+02:00</atom:updated><title>Intervista a LUX INTERIOR dei CRAMPS (2003) by Wally Boffoli</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz1VeRh5nI/AAAAAAAABuc/GCu9r97XedY/s1600-h/cramps_text_logo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 154px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz1VeRh5nI/AAAAAAAABuc/GCu9r97XedY/s320/cramps_text_logo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322398608897730162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Vi propongo l'intervista a Lux Interior dei Cramps, che realizzai  nel 2003 (introduzione compresa) all'indomani dell'uscita del loro ultimo lavoro in studio, FIENDS OF DOPE ISLAND.&lt;br /&gt;All'epoca l'intervista fu pubblicata sia on-line che su carta.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;'Ho sempre sognato di intervistare The Cramps, sin da quando mi crogiolavo con i loro suoni malati di "Songs The Lord Taught Us" e "Psychedelic Jungle", sono da sempre i miei eroi al negativo ma soprattutto sono la band che si avvicina più di qualsiasi altra al concetto di fisicità e di perversione che ho del rock'n'roll.&lt;br /&gt;Ma ha ancora senso parlare in tal senso tradizionale di un'arte che molti da tempo danno per defunta? A riguardo e sulla scena attuale nell'intervista che segue The Cramps sono perentori, e come non potrebbero esserlo loro che da 25 anni sguazzano nella loro adorata melma psychobilly? Le loro risposte e la loro estetica diabolica (quanto di vero e quanto una sceneggiatura minuziosa?) non mi hanno assolutamente deluso, esattamente ciò che mi aspettavo dalla loro ortodossia rock militante compresa una velenosa dose di sarcasmo ai limiti dello sfotto' nei confronti di qualche mia probabile ingenuità. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz0TYkg8PI/AAAAAAAABuU/ZTnrycenVd4/s1600-h/cramps2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz0TYkg8PI/AAAAAAAABuU/ZTnrycenVd4/s320/cramps2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322397473495380210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Che dire: anche questo per me è stato un onore se non una piccola lezione di vita. L'intervista oltre a spaziare sui loro trascorsi storici e discografici è basata molto su "Fiends Of Dope Island", l'ultima fatica discografica dei Cramps all'indomani della quale e cavalcandone l'eccitamento è stata preparata.&lt;br /&gt;Voglio ringraziare infine sentitamente Romy del sito www.evilbitch666.com senza la cui pazienza e costanza questa intervista non sarebbe stata possibile.&lt;br /&gt;Buona lettura !'&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lux and Ivy: il diavolo ed....il diavolo ! &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché abbiamo aspettato così a lungo per un nuovo disco dei CRAMPS ?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Eravamo persi su Dope Island .&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Fiends Of Dope Island" è uno splendido e possente disco rock'n'roll, un ritorno al crudo e sporco psychobilly/garage di "Songs The Lord Taught Us" e "Psychedelic Jungle", io penso e sento… soprattutto in brani come "Dopefiend Boogie", "Hang Up", "Oowee Baby". Il vostro sound risulta oggi davvero moderno ed attuale!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non è un ritorno proprio a nulla! Noi abbiamo prodotto materiale crudo e sporco per tutti i passati 25 anni. Forse tu eri interessato ad altro a quel tempo. Torna indietro ed ascolta bene di nuovo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il significato di "Fiends Of dope Island"?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fiends Of Dope Island è una metafora per i Cramps. Noi viviamo su un'isola, in un universo parallelo creato da noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché non mi parlate della presenza del diavolo in brani come "Big Black Witchcraft Rock", "Papa Satan Sang Louie" ... ma anche nelle foto dell'artwork con il look di Lux da lupo mannaro e vampiresco?&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz1h-YL_MI/AAAAAAAABuk/MJL1UTc4dJU/s1600-h/cramps_gravestx10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz1h-YL_MI/AAAAAAAABuk/MJL1UTc4dJU/s320/cramps_gravestx10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322398823674019010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Diavolo è dappertutto, ci segue dovunque noi andiamo. Lux non evita la sua apparenza diabolica; è un suo naturale comportamento. E' una trasformazione naturale per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le covers di Fiends sono diverse. Hang Up (uno dei brani migliori!) è una cover garage degli Wailers? Oowee Baby e Taboo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;'Hang Up' é della grande band sixties del northwest The Wailers, che precedette ed influenzò i Sonics. 'Oowee Baby' era un fifties rockabilly di Ric Carty, e 'Taboo' é uno standard tiki exotica eseguito da molti artisti, conosciuto soprattutto grazie ad Arthur Lyman, Les Baxter, Martin Denny, etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Penso che il lavoro chitarristico di Poison Ivy (distorsioni, fuzz..) in "Fiends Of Dope Island" sia incredibile, davvero vario e visionario (Wrong Way Ticket). Mi pare che "Color Me Black" contenga un riff di chitarra heavy degno di Link Wray.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il braccio di Ivy da sempre va per la sua strada. 'Color Me Black' include tra l'altro un saluto a Link Wray.&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 111px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz2C6MdQxI/AAAAAAAABus/UxG7Tr0Bfjk/s320/cramps.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322399389486760722" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lux, il tuo stile vocale non è mai cambiato in questi anni…fortunatamente!&lt;br /&gt;Forse solo poche variazioni…è una tua scelta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il mio stile vocale cambia in ogni brano. Io non so tu a cosa voglia alludere.&lt;br /&gt;Qualcuno mi ha preso a calci nelle palle una volta, forse questo ha causato delle variazioni di qualche tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anche la sezione ritmica di Chopper Franklin ed Harry Drumdini lavora davvero bene! E' più jazzy a volte degli album precedenti !&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;The Cramps considerano l'intera band una sezione ritmica. Non siamo sicuri di cosa tu voglia intendere con il termine 'jazzy'. Il jazz non è assolutamente una delle nostre influenze. Forse tu vuoi intendere 'bluesy'. Noi amiamo tutti il blues.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lux, Ivy, voi siete gli inventori dello Psychobilly, ma so anche che siete dei grandi fans e conoscitori del vecchio rockabilly (i vostri artisti preferiti?). Potete parlarmi dei vostri inizi in New York City: come è nato il vostro caratteristico sound così criptico e minimale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I pionieri del rockabilly erano davvero Psychobilly. Charlie Feathers si spingeva da espressioni infantili a lamenti sinistri sino ad ululati animali. Tutto questo è psicotico!&lt;br /&gt;Noi amiamo alla follia tutti gli artisti Sun (Sonny Burgess, Billy Lee Riley, Ray Harris, Junior Parker e tanti altri) e gli artisti Starday (Sonny Fisher, Andy Starr, etc.) Joe Clay, Whitey Pullens..troppi da elencare.&lt;br /&gt;Noi (Lux e Ivy) ci trasferimmo a New York con un piano preciso per dare origine ai Cramps. Portammo con noi dall'Ohio l'amore per il rockabilly, il garage rythm and blues, T-Rex, Stooges, New York Dolls. &lt;br /&gt;Quando ci trasferimmo a New York vedemmo i Ramones che ci eccitarono davvero intensamente. Rimanemmo incompresi all'inizio a New York perché alcune delle nostre influenze (specialmente il rockabilly) non erano familiari ma estranee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa ricordate di Bryan Gregory, le sue manie, il suo stile chitarristico ?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La mania di Bryan era per l'eroina, e lui era completamente stonato persino quando registravamo, così Ivy doveva coprirlo. Non c'è possibilità di ascoltare suono di chitarra nella sua band terminale, Beast, anche se lui ne ha una con sé mentre si fa ritrarre in una fotografia . La sua passione nel suonare la chitarra era zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Kid Congo Powers in un'intervista mi ha raccontato di aver trascorso con voi anni pazzi e di humour nero.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' stato sincero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Potete parlarmi delle recenti ristampe "Vengeance" degli albums dei Cramps?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le sei ristampe che la Vengeance fece uscire nell'Ottobre 2001 erano tutte rimasterizzate e la resa sonora era migliore delle uscite originali, alcune avevano delle bonus-tracks e noi le abbiamo fatte uscire ora su LPs in vinile colorato abbagliante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lux, Ivy…cosa pensate dell'attuale rock'n'roll scene?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La scena rock'n'roll al centro dell'attenzione oggi non è pericolosa come dovrebbe essere, è così rassicurante.. Gli artisti outsiders più pericolosi e dotati non hanno il riconoscimento che meritano (Dexter Romwebber, Hank Williams 3). Per loro, è pazzesco stare dietro ai giochi dell'industria musicale. The Flat Duo Jets vanno giù duro e meglio di ogni altro duo noi abbiamo sentito, e nessuno sembra accorgersene. The Lords Of Altamont sono una tenace biker band.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz2beU8cqI/AAAAAAAABu0/hxpiBNxHNy4/s1600-h/cramps1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 91px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz2beU8cqI/AAAAAAAABu0/hxpiBNxHNy4/s320/cramps1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322399811502895778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lux, cosa rappresenta un 'live shows per te ed i Cramps…ieri come oggi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' un'occasione per sfogarsi, buttare fuori la merda e divertirsi, come sempre.&lt;br /&gt;The Cramps sono oggi una delle più vecchie e grandi rock'n'roll bands del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avete fatto un patto (o è simpatia) con il diavolo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Noi SIAMO il Diavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Promotion for The Morally Challenged * www.evilbitch666.com &lt;br /&gt;Pasquale 'Wally' Boffoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-7742605264204952028?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/04/vi-propongo-lintervista-ai-cramps-che.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/Sdz1VeRh5nI/AAAAAAAABuc/GCu9r97XedY/s72-c/cramps_text_logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-1895791497013344110</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2009 12:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-25T16:05:29.226+01:00</atom:updated><title>Lux Interior, front-man dei Cramps  by  Wally Boffoli</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOdKrUAEiI/AAAAAAAABt0/afgma6pbhlg/s1600-h/lux2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOdKrUAEiI/AAAAAAAABt0/afgma6pbhlg/s320/lux2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315264791978185250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;'&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lux Interior&lt;/strong&gt;, &lt;/em&gt;cantante e frontman dei &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cramps&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è morto improvvisamente il 4 Febbraio 2009 all'età di 62 anni. L'artista, che negli ultimi tempi aveva visto acuirsi alcuni problemi cardiaci, è spirato presso l'ospedale di Glendale, California. Lux Interior, al secolo Erick Lee Purkhiser, era nato nell'ottobre '46 nell'Ohio. Conobbe la moglie Kristy Wallace, più conosciuta come &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Poison Ivy&lt;/strong&gt;, &lt;/em&gt;A Sacramento nel 1972. Anni eroici per il movimento. I due fondarono la band un anno dopo e si spostarono a New York nel 1975.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOjr7xWOrI/AAAAAAAABt8/iYDbWgaDwSw/s1600-h/luxthecramps.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOjr7xWOrI/AAAAAAAABt8/iYDbWgaDwSw/s320/luxthecramps.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315271960401689266" /&gt;&lt;/a&gt; I Cramps (lui voce, lei alla chitarra), benché rifiutassero l'etichetta, furono i portabandiera dello psychobilly, una commistione di generi tra il punk rock degli anni '70 e del rockabilly degli anni'50. Poison Ivy e Lux interior erano uniti da due stelle. I dischi in vinile e gli interessi artistici in comune. Era sul palco, che Lux esprimeva tutto se stesso. Le esibizioni dal vivo, il calore del pubblico, l'estasi della folla. I nomi d'arte come schermo e proiezione di visioni oniriche o semplici slogan pubblicitari, come nel caso di Lux, che rapì il nome a una pubblicità per auto o di Poison che sostenne di essersi sognata in quella veste. Dopo i primi anni ad Akron, nell'Ohio, i due presero il volo verso New York.&lt;br /&gt;Lì intorno al locale CBGB e alla scena Punk Rock che annoverava interpreti come Ramones, Patti Smith e i Television, disegnarono una carriera leggendaria. La formazione nel 1976 era: Poison Ivy Rorschach, Lux Interior, Bryan Gregory (chitarra) e sua sorella Pam "Ballam" (batteria). Fino al 1983, il gruppo non ebbe un bassista ma si fece sentire ugualmente, creando scandalo e echi capaci di attraversare l'Oceano. Dopo due singoli indipendenti prodotti da Alex Chilton nel 1977, vennero messi sotto contratto da Miles Copeland III per la I.R.S. Records. Forte l'attenzione alle atmosfere altre e al disagio.&lt;br /&gt;Celebre il concerto gratuito effettuato nel giugno del 1978 per i pazienti del California State Mental Hospital di Napa, pubblicato poi con il titolo di Live at Napa State Mental Hospital. Pubblicarono infine i due singoli registrati nel 1977 nell'EP del 1979 prima che Chilton decidesse di riportarli di nuovo a Memphis per registrare il loro primo LP, &lt;strong&gt;Songs the Lord Taught Us&lt;/strong&gt;. Solo dopo vennero le battaglie legali con Miles Copeland per royalties e diritti che impedirono al gruppo di pubblicare alcunchè fino al 1983. Nel 1985 i Cramps registrano un pezzo per il "ritorno dei morti viventi" poi un album dal vivo &lt;strong&gt;"Rockin&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;n' Reelin" &lt;/strong&gt;nel 1987 e nel `90 &lt;strong&gt;"Stay Sick" &lt;/strong&gt;che li fa entrare nella classifica top 40 dei singoli in Inghilterra. Il gruppo registrerà altri album e singoli tra gli anni '90 e 2000, per diverse etichette e con alterno successo.'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte : endofthecenturyramones@yahoogroups.com&lt;br /&gt;www.thecramps.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dopo una lunga vacanza torno ad aggiornare questo mio magazine/blogspot purtroppo con un pezzo appeso ad una notizia non buona.&lt;br /&gt;Grazie mille alla mailing-list dei Ramones per aver diffuso il pezzo su pubblicato sulla carriera dei Cramps.&lt;br /&gt;La morte di Lux Interior riporta la mia attenzione sull'enorme peso artistico che i Cramps hanno avuto nei trent'anni e passa della loro esistenza sulla scena rock/garage internazionale. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOlv5YWkjI/AAAAAAAABuE/ajIqW-g3tXg/s1600-h/lux1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOlv5YWkjI/AAAAAAAABuE/ajIqW-g3tXg/s320/lux1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315274227502715442" /&gt;&lt;/a&gt;Continuerò ad ascoltarli come se non fosse successo nulla: molto arduo però che THE CRAMPS continuino la loro carriera senza la presenza magnetica di Lux.  Vedremo!&lt;br /&gt;Vi segnalo qui di seguito (prezioso promemoria storico!) gli albums che sono stati e rimarranno fondamentali dei Cramps, che dovete assolutamente cercare ed ascoltare se ancora non li conoscete:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;GRAVEST HITS (Illegal Records/1979)&lt;br /&gt;SONGS THE LORD TAUGHT US (Illegal Records /1980)&lt;br /&gt;PSYCHEDELIC JUNGLE (I.R.S./1981)&lt;br /&gt;SMELL OF FEMALE (Big Beat/1983)&lt;br /&gt;A DATE WITH ELVIS (Big Beat/1986)&lt;br /&gt;STAY SICK! (Enigma Rec./1989)&lt;br /&gt;BIG BEAT FROM BADSVILLE (Epitaph/1997)&lt;br /&gt;FIENDS OF DOPE ISLAND (Vengeance Rec./2003)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOmjWKZkpI/AAAAAAAABuM/cwPSC0xQR9A/s1600-h/lux.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOmjWKZkpI/AAAAAAAABuM/cwPSC0xQR9A/s320/lux.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315275111402148498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Imperdibile anche il doppio cd HOW TO MAKE A MONSTER (2004), pubblicato per la Vengeance, etichetta personale dei Cramps, contenente registrazioni live al Max's Kansas City del '77 ed al CBGB del '78, prove in studio, brani inediti e versioni alternative.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rock &amp; roll is here to stay !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PASQUALE 'Wally' BOFFOLI&lt;br /&gt;p.boffoli@tiscalinet.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-1895791497013344110?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2009/03/lux-interior-cantante-e-frontman-dei.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/ScOdKrUAEiI/AAAAAAAABt0/afgma6pbhlg/s72-c/lux2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-2229338779104788257</guid><pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-02T12:51:04.829+02:00</atom:updated><title>Live - BEAT GENERATION :  with The Flowers, by P.B.</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SOShPhUStRI/AAAAAAAABJY/PWzsy1OGQDM/s1600-h/beatgeneration.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SOShPhUStRI/AAAAAAAABJY/PWzsy1OGQDM/s320/beatgeneration.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252500353434432786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco The Flowers cimentarsi nuovamente con la dimensione teatrale!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BEAT GENERATION&lt;/strong&gt;, in scena a cura de IL BORGO DELLE ARTI il 7 ottobre 2008 al Teatro Royal di Bari con la regia di Pino Cacace e le scene di Valeria Pinto, li vede impegnati ad inframezzare la prosa di &lt;em&gt;Gregory Corso, Allen&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Ginsberg, Charles Buwkosky&lt;/em&gt; con brani di &lt;em&gt;Barry McGuire, Rolling Stones, Animals&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Buffalo Springfield, Bob Dylan&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Un'incisivo mèlange di recitazione e musica folk-rock per rinnovare i fasti di un periodo artistico indimenticato.&lt;br /&gt;Lo spettacolo é all'interno delle iniziative dell'VIII circoscrizione di Bari: l'ingresso é libero.&lt;br /&gt;BEAT GENERATION va in replica il 10 Ottobre (ore 11:00) alla scuola superiore Calamandrei di Ceglie(Bari).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-2229338779104788257?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/10/live-beat-generation-with-flowers-by.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SOShPhUStRI/AAAAAAAABJY/PWzsy1OGQDM/s72-c/beatgeneration.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-7049068055114479830</guid><pubDate>Fri, 13 Jun 2008 12:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-13T15:15:17.621+02:00</atom:updated><title>NEWS : THE RUSTIES. New record and summer concerts</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dei Rusties di Marco Grompi (giornalista, musicista, coordinatore della I.R.D....) ci siamo già occupati in questo magazine; e come  potevamo non farlo: trattasi dell'official NEIL YOUNG tribute-band italiana!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E Neil Young é la spiritual guide di Music-Box.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ricevo da Marco e pubblico le news dei Rusties: mi raccomando, andate a sentirli se ne avete occasione!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Noi dei Flowers, nel nostro piccolo, stiamo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;preparando una serata unplugged dedicata al grande canadese!  (P.'Wally' Boffoli)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;********************************************************************************************************************&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;RUSTIES&lt;br /&gt;Neil Young Tribute Concerts&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/rustiesband"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;www.myspace.com/rustiesband&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I Rusties celebrano il loro 10° compleanno a suon di feedback,&lt;br /&gt;presentando il loro nuovissimo ultimo album di cover younghiane&lt;br /&gt;"LAST RUST... THE BEST &amp;amp; THE REST" (distr. I.R.D.)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SFJt5P87GyI/AAAAAAAABJQ/NhGFsRmnUho/s1600-h/Rustiescd.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211348549123119906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SFJt5P87GyI/AAAAAAAABJQ/NhGFsRmnUho/s320/Rustiescd.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sabato 14 Giugno 2008&lt;br /&gt;PEIA (BG) – Teatro Oratorio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Concerto elettrico nell'ambito della prestigiosa rassegna "6 &amp;amp; 12 corde: Rassegna internazionale di chitarra"&lt;br /&gt;della Primavera Musicale della Valgandino (organizzazione Frame Events).&lt;br /&gt;Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Inizio ore 20.45.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sabato 21 Giugno 2008&lt;br /&gt;TORRE DE' ROVERI (BG) – Centro Sportivo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Acoustic Rusties in duo. Flower-power &amp;amp; wooden Neil music.&lt;br /&gt;Ingresso libero. Inizio ore 21.30.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sabato 28 Giugno 2008&lt;br /&gt;OGGIONO (Lecco) – Villa Caccia Dominioni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Concerto elettrico in villa.&lt;br /&gt;Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Inizio ore 21&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Live in Germany - Tour 2008:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovedì 10 Luglio - LANGENAU-ULM - Cafè Kapilio&lt;br /&gt;Venerdì 11 Luglio - LEINFELDEN - EdenlessBar&lt;br /&gt;Sabato 12 Luglio - STUTTGART - 12° Annual European RustFest&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sabato 16 Agosto 2008&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;TORRE BOLDONE (BG) – Festa di Liberazione&lt;br /&gt;Ingresso libero. Inizio ore 21.30&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/rustiesband"&gt;www.myspace.com/rustiesband&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rusties.135.it/"&gt;http://www.rusties.135.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-7049068055114479830?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/06/news-rusties-new-record-and-summer.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SFJt5P87GyI/AAAAAAAABJQ/NhGFsRmnUho/s72-c/Rustiescd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-4517364083779003479</guid><pubDate>Thu, 05 Jun 2008 14:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-05T17:02:40.270+02:00</atom:updated><title>News: MISTY LANE  FEST. - 6 / 7 Giugno - Cattolica</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEf_SQOEiKI/AAAAAAAABJI/jINPSZkw9Zo/s1600-h/mistyfest.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208412183133980834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 249px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" height="320" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEf_SQOEiKI/AAAAAAAABJI/jINPSZkw9Zo/s320/mistyfest.jpg" width="288" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-4517364083779003479?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/06/news-misty-lane-fest.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEf_SQOEiKI/AAAAAAAABJI/jINPSZkw9Zo/s72-c/mistyfest.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-7203323241085690336</guid><pubDate>Tue, 03 Jun 2008 10:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-04T16:23:03.782+02:00</atom:updated><title>LIVE / ITALIANS / THE TEMPONAUTS at The Cavern Club, Liverpool -- 2008, May 24-25 by PIBIO</title><description>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dei Temponauts ho già parlato poco tempo fa in questo magazine: ribadisco che a mio parere il loro album di debutto per la Teen Rec. é una delle cose più coinvolgenti uscite di recente.....&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Pibio, chitarrista e vocal dei Temponauts mi ha inviato un resoconto emozionante, divertente e particolareggiato della loro english mission di maggio......(P. Wally B.)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;**********************************************************************************************************************&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;(&lt;strong&gt;Resoconto scritto a 8 miglia in aria)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Venerdì 23 maggio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa 2 mesi fa un bel mattino apro la posta e trovo questo messaggio:&lt;br /&gt;“ Hi Temponauts, would you like to play at the Cavern Club, in Liverpool?”&lt;br /&gt;Così venerdì notte , dopo un breve volo piombiamo sulla città sulle rive del Mersey, e la troviamo impegnatissima nei bagordi del venerdì sera. Ma è un po’ tardi per aggregarsi, sono le 3 o le 4 e la giornata è andata.&lt;br /&gt;A letto, che domani si suona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sabato 24 maggio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La questione è: le 2 a.m (che è l’orario del nostro primo set) è po’ tardi per suonare, anche se si tratta di sabato sera. Ma ci mettiamo poco a scoprire che è il Bank Holiday, una festa british che al momento non ho ancora messo bene a fuoco, ma che credo sia festa nazionale. Così, già dal primo pomeriggio, passeggiando per le vie di Liverpool sembra di essere nella copertina di Strange Days dei Doors: ragazze vestite da Wonder Woman, da acrobate, da diavole, da tutto quello che vi viene i&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUahQOEiFI/AAAAAAAABIg/pkHnkDn3Zio/s1600-h/LIVE+@+THE+CAVERN+CLUB.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207597702715836498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 366px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" height="232" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUahQOEiFI/AAAAAAAABIg/pkHnkDn3Zio/s320/LIVE+%40+THE+CAVERN+CLUB.jpg" width="320" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n mente. Gli uomini anche. E Matrimoni dappertutto, di rito cattolico, anglicano, indiano… E tutt’ intorno un’aria frizzantina, gentile e ubriaca.&lt;br /&gt;Mathew Street è suppergiù come pensavo: i Beatles osservano tutto sorridenti da cartelloni, posters, murales. Ma non è mai una presenza massiva o invadente, sembrano osservare, sorridere e basta. E il vento dell’oceano ti porta in giro per la città, ti spinge a destra e a sinistra, ti fa girare come una trottola e fa cozzare le custodie delle Rickenbacker, e noi ridiamo e beviamo qualche birra. Mi ritaglio un piccolo black out personale, vedo l’Inter in TV prenderle dalla Roma, mi riunisco ai ragazzi e via al Cavern Club!&lt;br /&gt;Due foto di ordinanza all’ingresso, e un adesivo TEMPONAUTS compare d’improvviso galeotto sul supercartellone con la storia delle bands che hanno suonato lì (giusto tra Chuck Berry e i Kinks se non sbaglio, che se ci beccano ci ammazzano!), un tuffo giù per le scale ed eccoci al cospetto dei londinesi Higher State (tra l’altro anche loro escono in Italia per TEEN SOUND) che stanno tirando giù i muri del locale a botte di Byrds sound.&lt;br /&gt;Un cenno di David Bash (l’one man festival) un saluto ed eccoci chitarre in braccio sul palco del Cavern, con David davanti a noi che ci presenta: “They come from Italy, they play jangle, paisley &amp;amp; loud…they are the TEMPONAUTS!”. Si sposta e ci troviamo davanti a un muro di gente urlante. Guardo a destra, a sinistra, è tutto a posto.Via!&lt;br /&gt;“Men of dangerous maybe” è il primo pezzo e intanto penso “Oh cazzo! Il Cavern… Oh cazzo!”.&lt;br /&gt;La canzone finisce e giù applausi!David sorride, le ragazze ci fanno le foto, la gente beve, la nottata va avanti e il set anche.&lt;br /&gt;Alla terza canzone le 4 sedie rimaste in mezzo al locale spariscono e un po’ di tizi si mettono a ballare, ridono, ci dicono cose (che io non capisco molto, è uno strano inglese quello di queste parti), ma tengono il pollice in alto ed è una festa! Il set vola via felicissimo, scendiamo dal palco e una ragazza si avvicina e ci fa: “Ragazzi, vi andrebbe di suonare domani al Lennon’s Bar&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUcswOEiHI/AAAAAAAABIw/lajCZ8PPN74/s1600-h/temponauts.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207600099307587698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUcswOEiHI/AAAAAAAABIw/lajCZ8PPN74/s320/temponauts.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;?”&lt;br /&gt;“Ma domani dobbiamo suonare ancora qui!” ---- “Si, ma la sera, domani pomeriggio passate al Lennon’s…”&lt;br /&gt;Realizziamo che suoneremo tre concerti in meno di 24 ore. Cosa chiedere di meglio?&lt;br /&gt;E intanto sotto con 2 birre, mentre alcuni vengono a scambiare 2 chiacchiere con noi (sempre gentilissimi e cordiali da queste parti, anche da sbronzissimi!), e si informano, e dicono “ma fate ‘sta roba in Italia?!”&lt;br /&gt;E’ tardissimo, saluto i ragazzi e vado in albergo a scrivere le scalette per domani e a godermi un po’ il momento e i miei pensieri. E un attimo prima di addormentarmi mi viene in mente Paul Weller che dice: “you can’t touch the Beatles”.&lt;br /&gt;Tutto vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Domenica 25&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E il vento, il vento di Liverpool, dopo un po’ ti sembra di sbandare anche in camera d’albergo, è bellissimo, ma santoddio che mal di gola stamattina.&lt;br /&gt;Ma anche quello passa magicamente poco dopo. Un breve giro per la città, memorabilia e 2 ricordini ed è gia ora del nostro set al Lennon’s Bar.&lt;br /&gt;Un posticino delizioso, una piccola vecchia taverna sempre in Mathew Street, 20 metri dopo il Cavern dall’altra parte della strada.&lt;br /&gt;Entriamo, gli svedesi Airwawes stanno tenendo il loro set.&lt;br /&gt;Grandissimi! Simone (il nostro chitarrista a 12 corde) dice: “cazzo, ma questi suonano la colonna sonora dei film mid 80’s di Italia 1 del sabato pomeriggio!!”&lt;br /&gt;Ed è vero, sono semplicemente fantastici.&lt;br /&gt;Finiscono e tocca a noi. Un fonico gentilissimo e in gamba (che ci accompagnerà per tutto il concerto battendo il piede e le mani a tempo e che incontreremo l’indomani per scoprire che lui e i suoi amici hanno tutti preso il nostro cd) in 2 minuti ci arrangia, io tiro fuori la scaletta e…sorpresa!!&lt;br /&gt;Non è quella giusta, è quella della sera prima, ben più psichedelica e “notturna”.&lt;br /&gt;Allora guardo i miei e dico”gente, si va alla cazzo!”&lt;br /&gt;Una song, 2 song e ci troviamo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEaksAOEiII/AAAAAAAABI4/1QUCGR12yV8/s1600-h/temponauts2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208031094980774018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEaksAOEiII/AAAAAAAABI4/1QUCGR12yV8/s320/temponauts2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il pubblico più eterogeneo dell’universo davanti. Ragazzi e ragazzi, gente un po’ più grande, qualche nonnino e qualche bambino.&lt;br /&gt;Mi giro e Pablo seduto ai taburi saluta contento. Dietro di lui la gigantografia del giovane John Lennon sorride, il fonico schiaccia l’occhio e sorride anche lui. Tutti stanno ballando la nostra “Animal”.&lt;br /&gt;Non ci credo.&lt;br /&gt;Mi lascio andare e viene fuori un concertino memorabile. Alla fine scendiamo dal palchettino tra 2 ali di persone che ci battono il 5 e ci fanno “HEY TEMPONOZ! YOU GUYS ROCK!”. Li invitiamo al set successivo, di nuovo al Cavern, e molti di loro li rivedremo.&lt;br /&gt;Mi si avvicina una tipa sui 45, sorride e mi dice qualcosa nell’inglese di Liverpool che io continuo a non capire. E io “Thank you, thank you…”Ripete, e io “thank you, thanks a lot…”&lt;br /&gt;Ma quella voleva andare al bagno e io stavo proprio contro la porta con la custodia e tutto, così alla fine uno mi ha preso per le spalle e sorridendo mi ha messo da parte allo stipite…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un panino, una coca ed è già l’ora dell’altro set al Cavern. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUbGQOEiGI/AAAAAAAABIo/aTuMIb6drRU/s1600-h/LIVE+@+LENNON"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207598338370996322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 356px; CURSOR: hand; HEIGHT: 252px" height="214" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUbGQOEiGI/AAAAAAAABIo/aTuMIb6drRU/s320/LIVE+%40+LENNON%27S+BAR.JPG" width="356" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Entriamo, è domenica sera e sono le 8, ed è ancora pienone.&lt;br /&gt;Ci vediamo un live incredibile degli Squire, appena prima suonava Paul Bevoir, avevo programmato di godermelo, ma ce lo siamo persi per via del nostro set supplementare al Lennon’s.&lt;br /&gt;Arriva il fonico, un ragazzo giapponese o anglo giapponese, ci dice 2 parole, sparisce dietro agli ampli un attimo, riappare alla consolle, ci fa fare 2 schitarrate a testa e ci da l’ok. Tempo 1 minuto e 15 secondi per i suoni più belli della nostra carriera!&lt;br /&gt;Iniziamo “Toxic &amp;amp; Lazy” e il Cavern è già caldo. E molti capito il ritornello “Toxic &amp;amp; lazy, Psychotic, outcast, amazing” lo cantano con noi seduta stante a tutta voce!!&lt;br /&gt;Mi scappa l’occhio e ci vedo sulla TV a circuito chiuso del locale. Cazzo che bel rosso televisivo la mia Rickenbacker! Inizio a fare un po’lo scemo sul palco, faccio un paio di pose da sfigoz e va tutto bene – the beat goes on!&lt;br /&gt;Ad un certo punto rientro un briciolo in me e penso: ' Santo Cielo, ma come ho fatto a finire qui sopra? '&lt;br /&gt;Guardo Bob, sta sparando un solo bellissimo, il Simo macina jangle a mitraglia con la Rick 12, i cori di Andrea spingono i pezzi quanto il suo basso e Pablo suda e ride sotto i faretti dietro ai tamburi, mentre la gente guarda (naturalmente continuando a bere…) e David continua a tenere il tempo con la testa mentre abbraccia sua moglie e il mondo non è mai stato a posto come stasera. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEak_wOEiJI/AAAAAAAABJA/8TNX8lXgBAA/s1600-h/temponauts3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208031434283190418" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEak_wOEiJI/AAAAAAAABJA/8TNX8lXgBAA/s320/temponauts3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chiusura come gli altri 2 set con la nostra versione di “How strong my love is” di Otis Redding e siamo giù dal palco. Subito arrivano ragazzi che ci stringono la mano, uno mi fa “ Hey, you really sound like the Rain Parade!”&lt;br /&gt;Cerco di dirgli che non immagina neanche che piacere mi fa sentire una cosa così.&lt;br /&gt;E’ americano e mi dice (più o meno) “ah you got THAT sound, when the 80’s was looking at the 60’s!”&lt;br /&gt;Ci sediamo un attimo, mi gira un po’ la testa, e ci vediamo i live di Anydays (micidiali) e Private Jets (favolosi, con su le camicie da comandante d’aereo!) e realizzo che per noi l’International Pop Overthrow è finito.&lt;br /&gt;Ed è stato un momento fantastico, una scommessa che noi abbiamo accettato, ma che a vincerla è stata la musica, che con la sua potente magia ancora una volta ha compiuto un miracolo, e dalle rive del Po ci ha portato su quelle del Mersey a respirare la storia e nell’ infinitamente piccolo dei nostri 3 magici giorni, a farne parte.&lt;br /&gt;For&lt;br /&gt;A Day in Life&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://myspace.com/temponauts"&gt;http://myspace.com/temponauts&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.mistylane.it/"&gt;http://www.mistylane.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-7203323241085690336?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/06/live-italians-temponauts-at-cavern.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SEUahQOEiFI/AAAAAAAABIg/pkHnkDn3Zio/s72-c/LIVE+%40+THE+CAVERN+CLUB.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-5779460189633254482</guid><pubDate>Fri, 30 May 2008 11:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-03T12:00:47.277+02:00</atom:updated><title>RECENSIONI / ITALIANI / THE DOORWAYS : GLAD RAGS ( 2007- Indie) by Pasquale 'Wally'  Boffoli</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SD_ulgOEiEI/AAAAAAAABIY/_Z7S2_xcb-A/s1600-h/Scansione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206142022335105090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 266px; CURSOR: hand; HEIGHT: 270px" height="320" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SD_ulgOEiEI/AAAAAAAABIY/_Z7S2_xcb-A/s320/Scansione.jpg" width="266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sfido chiunque ad individuare nel panorama musicale barese e pugliese due musicisti così coerenti in quanto a scelte musicali ed estetiche quali &lt;strong&gt;Gino Giangregorio&lt;/strong&gt; (chitarrista a 360°) e &lt;strong&gt;Gianni Porta&lt;/strong&gt; (lead singer, songwriter ed armonicista oltre che chitarrista acustico), già compagni di viaggio dal 1977 nella leggendaria &lt;strong&gt;Via Del Blues&lt;/strong&gt;, mitica formazione inaugurata sin dalla fine dei ‘60 dallo stesso&lt;strong&gt; G.G&lt;/strong&gt; e dall’armonicista &lt;strong&gt;Dino Panza&lt;/strong&gt;, ancora oggi operante ed autrice di due validi cd.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entrambe le compagini rincorrono da sempre identificandovisi senza sbavature il ‘sogno’ americano delle radici di una cultura praticamente immortale ed impermeabile a vacue mode e trends passeggeri ed inconcludenti!&lt;br /&gt;Mentre &lt;strong&gt;La via del blues&lt;/strong&gt; ha sposato la causa di un robusto e variegato rock-blues, &lt;strong&gt;G.Giangregorio&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;G.Porta&lt;/strong&gt; hanno coltivato dagli inizi del nuovo millennio l’esplorazione più intimistica del country, del folk e di un efficace cantautorato americano, in pieno spirito indie, con la collaborazione preziosa di un piccolo manipolo di amici.&lt;br /&gt;Tre cd tra il 2006 ed il 2007, &lt;strong&gt;Friends, The Doorways&lt;/strong&gt; e l’ultimo, &lt;strong&gt;GLAD RAGS&lt;/strong&gt;, realizzato presso lo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SD_sZwOEiCI/AAAAAAAABII/YfGRywe5fUU/s1600-h/doorways.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206139621448386594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 201px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" height="169" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SD_sZwOEiCI/AAAAAAAABII/YfGRywe5fUU/s320/doorways.jpg" width="201" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; studio della Via Del Blues, tutti originali e realizzati in autonomia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GLAD RAGS&lt;/strong&gt; conferma la vena dei due, a metà strada tra ballate colme d’atmosfere nostalgiche e crepuscolari (&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Precious to me, Sunny Kitchen, Black Shawl&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;…..speranze, quadretti quotidiani, delicati episodi d’amore) e sketches country festaioli ( &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Walking Down The Road, Take Care Mama&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tutto confortato dalla calda ed tratti rugginosa voce di &lt;strong&gt;Gianni Porta&lt;/strong&gt;, ormai decisamente personale, ma che non si preoccupa minimamente di celare l’enorme influenza interpretativa del suo personal guru da sempre, &lt;em&gt;Bob Dylan&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Abilissimo ed eclettico alle corde &lt;strong&gt;Gino Giangregorio&lt;/strong&gt;: chitarre, banjo, dobro, mandolino oltre che alle voci e all’organo. E’ lui ad assicurare il variegato cromatismo di &lt;strong&gt;GLAD RAGS&lt;/strong&gt;, tessendo senza sosta tra una strofa cantata e l’altra delicati e godibilissimi soli e trame discrete armoniche.&lt;br /&gt;Sicuramente, a parere di chi scrive, il suo lavoro incessante doveva essere posto in sede di missaggio in rilievo maggiore rispetto ai vocals, risultando troppo spesso in secondo piano rispetto ad essi : a meno che questa sia stata una scelta precisa dei &lt;strong&gt;DOORWAYS&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Impagabile la sua decennale esperienza chitarristica che ne fa uno dei più significativi protagonisti della scena blues/country/rock pugliese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;THE DOORWAYS&lt;/strong&gt; : un prezioso progetto appartenente a quella scena della Bari che continua a non sconfessare, anzi rilancia, un'estetica musicale legata a filo doppio ai '60 e '70 (&lt;strong&gt;Via Del Blues, The Flowers.....).&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pochi, ma davvero pochi &lt;em&gt;&lt;strong&gt;'street survivors'&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; come dice Gianni, tra un tono ironico ed uno davvero realistico!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;KEEP ON COUNTRYN’!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PASQUALE ’Wally’ BOFFOLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.thedoorways.it/"&gt;http://www.thedoorways.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/thedoorways"&gt;www.myspace.com/thedoorways&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/viadelblues"&gt;www.myspace.com/viadelblues&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/ginogiangregorio"&gt;www.myspace.com/ginogiangregorio&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-5779460189633254482?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/05/recensioni-italiani-doorways-glad-rags.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SD_ulgOEiEI/AAAAAAAABIY/_Z7S2_xcb-A/s72-c/Scansione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-7121133720004591283</guid><pubDate>Thu, 08 May 2008 11:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-09T16:50:31.288+02:00</atom:updated><title>News: 1° ROTTEN CITY PUNK FESTIVAL</title><description>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pubblico volentieri la notizia di questa bella cosa organizzata dagli amici della Tre Accordi Records &amp;amp; Mi Decay.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quanta nostalgia PUNK : 999, Lurkers, Spizzenergy; avevo 25...26 anni all'epoca delle loro gesta!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Anche loro ... anno più  anno meno.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;  &lt;em&gt;&lt;strong&gt;(Pasquale 'Wally' Boffoli)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;******************************************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;MI-DECAY (independent music promotions)&lt;br /&gt;Presenta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;1° ROTTEN CITY PUNK FESTIVAL&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;999 (uk)&lt;br /&gt;SpizzEnergy (uk)&lt;br /&gt;The Lurkers (uk)&lt;br /&gt;AstroZombies (fr)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Club 27 (ita)&lt;br /&gt;Stardom (ita)&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;sabato 17 Maggio&lt;br /&gt;MUSICDROME – Milano&lt;br /&gt;(via Paravia 59 – ex Transilvania)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi-Decay è lieta di presentare il Rotten City Punk Festival, una manifestazione musicale che rende omaggio al punk ’77 attraverso il coinvolgimento diretto dei suoi protagonisti.&lt;br /&gt;A inaugurare la prima edizione saranno i veterani 999 accompagnati da cinque nomi di tutto rispetto: The Lurkers e SpizzEnergi, i francesi AstroZombies e i nostrani Club27 e Stardom che faranno da open act.&lt;br /&gt;Sei esibizioni tra sonorità punk, psychobilly e new wave in un’unica serata a Milano sul palco del Musicdrome. &lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;apertura porte h 19:00 inizio h 20:00biglietto: 18 €&lt;br /&gt;info e richiesta accrediti: &lt;a href="mailto:ale_kamo@hotmail.it"&gt;ale_kamo@hotmail.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mi-decay.org/"&gt;http://www.mi-decay.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/alex_kamo"&gt;www.myspace.com/alex_kamo&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;999&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I 999 si sono formati a Londra alla fine del 1976 e sono tuttora una delle bands più amate dai punks inglesi e non solo. Vantano una carriera trentennale ininterrotta e più di una ventina di album &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLsgTFoJuI/AAAAAAAABHw/YQhtGWTM5pc/s1600-h/999.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197976959562819298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLsgTFoJuI/AAAAAAAABHw/YQhtGWTM5pc/s320/999.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;pubblicati. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;    Ultracinquantenni, sul palco sprigionano ancora la stessa energia che avevano nel ’77.... Sfido chiunque a rimanere fermo sulle note di "Nasty Nasty" o di "Emergency", due veri classici del punk rock britannico!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.revisionsoftware.com/999/"&gt;&lt;strong&gt;www.revisionsoftware.com/999/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;SPIZZENERGY&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dopo 20 anni &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLthjFoJvI/AAAAAAAABH4/y1uUSnnCFbY/s1600-h/spizzenergy.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197978080549283570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLthjFoJvI/AAAAAAAABH4/y1uUSnnCFbY/s320/spizzenergy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di concerti dentro i confini britannici, i Spizzenergy emigrano ed approdano in Italia.   Spizz, leader della band, è uno degli artisti più poliedrici del panorama musicale britannico. Durante la sua carriera si è esibito cambiando il nome tredici volte e line-up sedici volte, se non di più. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il punto più alto della sua carriera lo raggiunse nel 1979 con il brano "Where's Captain Kirk?" che rimase al primo posto nella classifica indie per otto settimane consecutive, vendendo più di 80 mila copie e che fu interpretato da artisti come Frank Zappa e Paul Weller. Numeri 1 nella UK Indie Chart.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.spizzenergi.com/"&gt;&lt;strong&gt;www.spizzenergi.com&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;THE LURKERS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna storia del punk inglese potrebbe essere completa senza un capitolo dedicato ai Lu&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLuBDFoJwI/AAAAAAAABIA/3VdFtVyTNvU/s1600-h/lurkers.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197978621715162882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLuBDFoJwI/AAAAAAAABIA/3VdFtVyTNvU/s320/lurkers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rkers. Nati nel convulso 1976 londinese, sono stati autori di alcuni singoli che da soli basterebbero per dare l'idea di che cosa è il punk: “Shadow” e “Freak Show” i più significativi, veri e propri inni. Ancora oggi, ai loro concerti, nessuno è immune alla frenesia collettiva scatenata dai loro tre accordi. Degno di nota il fatto di essere stati la prima punk band pubblicata dalla Beggars Banquet.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.thelurkers.co.uk/"&gt;&lt;strong&gt;www.thelurkers.co.uk&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;THE ASTROZOMBIES&lt;br /&gt;Il trio psychobilly francese è nato nel 1996. The AstroZombies con i loro show divertenti e selvaggi, con il giusto dosaggio di r'n r e psychobilly “uptempo”, hanno velocemente conquistato la risorgente scena rock'n’roll. Al loro attivo hanno quattro album, sono stati in tour sia in Europa che negli USA e per l'estate è previsto il rilascio del nuovo album.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.theastrozombies.com/"&gt;&lt;strong&gt;www.theastrozombies.com&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLUB27&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Apparsi l'anno scorso nel cd tributo Punk 77-07, i Club27 sono probabilmente l’unica nuova formazione musicale dell’area milanese prosecutrice dell’attitudine punk settantasettina. Non a caso, i componenti trovano origini da lontane esperienze personali, coltivate tra le mura del memorabile centro sociale Virus e il circuito rockabilly milanese degli anni '80. Un album all’attivo, hanno suonato ai punti estremi dello stivale. Ora sono in procinto di preparare il secondo capitolo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/club27"&gt;&lt;strong&gt;www.myspace.com/club27&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STARDOM&lt;br /&gt;Gli Stardom nascono nel 2005 e propongo, in chiave aggiornata, sonorità dark/new wave con liriche in italiano. Anche se la formazione è recente, i componenti hanno tutti alle spalle precedenti esperienze musicali, in Italia e all’estero, agli anni ‘80 e ‘90. Apparsi con tre brani nella prestigiosa compilation “United Forces of Phoenix vol 2” (Nomadism Records), gli Stardom pubblicano un promo di otto tracce e vengono subito apprezzati da pubblico e critica. La band sta ultimando i provini per il primo album.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/thestardom"&gt;&lt;strong&gt;www.myspace.com/thestardom&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Comunicato di: MI-DECAY &lt;/p&gt;Ufficio stampa: Tre Accordi Press – &lt;/strong&gt;&lt;a href="mailto:press@treaccordi.com"&gt;&lt;strong&gt;press@treaccordi.com&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-7121133720004591283?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/05/news-1-rotten-city-punk-festival.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SCLsgTFoJuI/AAAAAAAABHw/YQhtGWTM5pc/s72-c/999.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-8446899156591169495</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2008 12:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-22T15:11:28.974+02:00</atom:updated><title>Recensioni / Esteri /  R.E.M. :  Accelerate (W.B.-2008) -- La band di Athens sigla un capolavoro --</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3ie7A6TqI/AAAAAAAABHY/_Nq4VMuPGjQ/s1600-h/remaccelerate.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192054966293515938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 210px" height="210" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3ie7A6TqI/AAAAAAAABHY/_Nq4VMuPGjQ/s320/remaccelerate.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La peculiarità maggiore della grande band di Athens, in auge sin dai primissimi anni ’80, è sempre stata quella di avere un’ispirazione compositiva che fonde un fascinoso appeal melodico con un’energia strumentale irresistibile, soprattutto dal vivo. L’anno scorso con &lt;strong&gt;R.E.M live&lt;/strong&gt; ce ne hanno dato ennesima prova.&lt;br /&gt;Tuttavia a partire dalla fine degli anni ’90 con Up (1998), dai tratti quasi ambient, i loro dischi, dispensati molto parcamente, hanno cominciato a privilegiare nel nuovo millennio la costruzione di atmosfere malinconiche e l’esplorazione di armonie profonde e stratificate.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Reveal&lt;/em&gt; (2001) abbagliava con i suoi cromatismi solari e le performances sognanti di Michael Stipe recuperando i Beach Boys meravigliosi degli anni ’60 &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3i0rA6TrI/AAAAAAAABHg/7mf4YZIfIms/s1600-h/rem1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192055339955670706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3i0rA6TrI/AAAAAAAABHg/7mf4YZIfIms/s320/rem1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma il languido &lt;em&gt;Around the sun&lt;/em&gt; (2004) è finito con l’essere strapazzato eccessivamente dalla critica nostrana e non.&lt;br /&gt;La stessa critica che troppo spesso dimentica che gli artisti, in questo caso i musicisti, nel corso degli anni e della loro carriera non sono e non possono essere uguali a se stessi, poiché la loro ispirazione riflette stati d’animo e fasi esistenziali cangianti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certamente con &lt;strong&gt;ACCELERATE&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Stipe, Buck e Mills&lt;/strong&gt; riaprono le ostilità con un sound molto più urgente di Around the sun, che vede nuovamente le chitarre aggressive di Peter Buck in primo piano, tornando ad essere nelle liriche e nell’approccio compositivo ‘politico’ più reattivi allo stile di vita sempre più stressante ed ‘accelerato’ del pianeta.&lt;br /&gt;Insomma la logica ed aggiornata prosecuzione di &lt;em&gt;Lifes riches pageant&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Document, Monster e New adventures in hi-fi&lt;/em&gt;, per la gioia della critica che non ama i Rem più meditativi.&lt;br /&gt;La formidabile terna iniziale &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Living well is the best revenge&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Man-sized wreath&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Supernatural superserious&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; torna a quella dinamica lucida e serrata che li ha resi famosi ed amati sin dagli anni ’80: tema principale subito coinvolgente ed inciso ancor più fascinoso su urgente ed essenziale sezione ritmica, capacità di sintetizzare in tre minuti una pop song perfetta.&lt;br /&gt;Le finali&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Horse to water&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;I’m gonna DJ&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; insistono su tale estetica tagliando il nastro dei due minuti o poco più.&lt;br /&gt;E’ la parte &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3jErA6TsI/AAAAAAAABHo/c5X_H4CBOH0/s1600-h/rem2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192055614833577666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" height="133" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3jErA6TsI/AAAAAAAABHo/c5X_H4CBOH0/s320/rem2.jpg" width="126" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;centrale del disco ad affascinare maggiormente, ascolto dopo ascolto, quella in cui il carisma interpretativo di &lt;strong&gt;Michael Stipe&lt;/strong&gt; dimostra di avere a tutt’oggi pochi rivali: l’obliqua ‘politica’ &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Houston&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, con organo e basso deraglianti, l’elegiaca &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Until the day is done&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, la sofferta &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Accelerate&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, le mutanti, chiaroscurali &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mr.Richards&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Sing for the&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;submarine&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che dimostrano di quali picchi compositivi siano ancora capaci i &lt;strong&gt;R.E.M&lt;/strong&gt;..&lt;br /&gt;Penso questa volta si sia tutti d’accordo, senza critica divisa: &lt;strong&gt;Accelerate&lt;/strong&gt; é un capolavoro di poco più di mezz’ora, ed anche se il 2008 è cominciato da solo 4 mesi sarà sicuramente nella mia Top Ten.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://remhq.com/index.php"&gt;http://remhq.com/index.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PASQUALE ‘ Wally’ BOFFOLI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-8446899156591169495?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/04/recensioni-esteri-rem-accelerate-wb.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SA3ie7A6TqI/AAAAAAAABHY/_Nq4VMuPGjQ/s72-c/remaccelerate.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-4054363943618472470</guid><pubDate>Tue, 15 Apr 2008 15:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-16T12:45:21.545+02:00</atom:updated><title>Interviste : THE NARCOTICS, ottimo pop-garage nostrano</title><description>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ho realizzato per e-mail questa mini-intervista con Ramblin' Flep, chitarrista degli italiani THE NARCOTICS, artefici dell'imperdibile ALL THE PURPLE PUSSIES, uscito di recente per la Teen Records di Massimo DalPozzo e da me recensito proprio qualche giorno fa in questo magazine.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;*****************************************************************************************************************&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ciao Flep, mi raccontavi di aver apprezzato l'accenno della mia rece a Dylan invece che agli Stones.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Non gradite gli Stones?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie davvero dell'apprezzamento. Per carità, siamo tutti fan terminali degli Stones, per la precisione gli altri adorano in mod&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAXWOl3OrcI/AAAAAAAABHI/j5jjngfBse4/s1600-h/narcotics1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189789691784637890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAXWOl3OrcI/AAAAAAAABHI/j5jjngfBse4/s320/narcotics1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o assoluto tutta la prima decade fino ad &lt;em&gt;Exile on Main street&lt;/em&gt;, poi diciamo che si fermano lì, mentre il sottoscritto trova qualche gemma anche nelle decadi successive; sono giusto un paio i dischi degli Stones per me quasi inascoltabili, &lt;em&gt;Undercover&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Dirty Work&lt;/em&gt; direi.&lt;br /&gt;Il succo del discorso è però che la maggior parte delle persone, quando sente le chitarre lavorare in intreccio, senza abuso di power chords, non sa paragonarti ad altro che a loro..&lt;br /&gt;Si sa che dei gusti non si discute e che la musica non ha regole (o meglio barriere), però ho 29 anni e suono rock'n'roll da quando ne avevo 13. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Mi parli un pò della vostra formazione e del vostro tipo di garage-rock?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti noi abbiamo militato anche in formazioni punk, mantenendo però sempre viva la passione per un rock e per un pop ben composto e suonato. Negli ultimi tempi mi sembra di cogliere da parte di ascoltatori e musicisti una visione del Garage, a mio modesto parere, troppo connessa all'estetica del punk. C'è tanta gente che pensa che il garage sia solo quello di gruppi come &lt;em&gt;The Rippers, The Staggers&lt;/em&gt; o i nostri concittadini &lt;em&gt;Tunas&lt;/em&gt;.. tutti ragazzi che apprezziamo parecchio e supportiamo da sempre.&lt;br /&gt;Tuttavia per quanto ci riguarda (a costo di essere chiamati "stonesiani-snob", come già un pò succede ahahah !!!),&lt;br /&gt;non rinunceremo mai all'ispirazione di gruppi come &lt;em&gt;Byrds, Flamin Groovies, Big Star, Mc5, Thee Hipnotics, Long&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Ryders, Gun&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Glub, Make Up, Primal Scream&lt;/em&gt; o alle mitiche sonorità della Chess prima e della Stax e Motown poi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAXWel3OrdI/AAAAAAAABHQ/LPRV8jndgv4/s1600-h/narcotics2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189789966662544850" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAXWel3OrdI/AAAAAAAABHQ/LPRV8jndgv4/s320/narcotics2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Beh, devo dire che sono sorpreso dalla varietà delle vostri punti di riferimento, tra cui mi dicevi anche The Miracle Workers. E si sente in All The Purple Pussies.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certo...i Miracle Workers. Il loro &lt;em&gt;Overdose&lt;/em&gt; poi é per noi un punto di riferimento assoluto!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; Last but not least... i &lt;em&gt;Velvet Underground&lt;/em&gt; (colonna sonora fissa delle nostre cene e seguenti nottate sunday mornings comprese); sono una componente essenziale dell'attitudine di tutti noi.&lt;br /&gt;Insomma Fuzz e &lt;em&gt;Fuzztones&lt;/em&gt; tutta la vita ma non stiamo facendo la gara a fa la &lt;em&gt;Steppin' Stone&lt;/em&gt; ai 3000 all'ora.&lt;br /&gt;Beh adesso sai sicuramente un pò più di noi...non ti resta che vederci dal vivo, speriamo presto così ci presentiamo di persona. Non capita tutti i giorni di poter scambiare un'opinione con una persona competente ed interessante come te. Complimenti sinceri per tutte le recensioni sul tuo blog concordo pienamente con i contenuti ed apprezzo molto la tua prosa.&lt;br /&gt;Ancora mille grazie per l'attenzione. A presto!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/xxxthenarcoticsxxx"&gt;www.myspace.com/xxxthenarcoticsxxx&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.mistylane.it/"&gt;http://www.mistylane.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/teensound"&gt;www.myspace.com/teensound&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;a cura di &lt;strong&gt;PASQUALE 'Wally' BOFFOLI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-4054363943618472470?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/04/interviste-narcotics.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAXWOl3OrcI/AAAAAAAABHI/j5jjngfBse4/s72-c/narcotics1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-6244844532220904172</guid><pubDate>Sun, 13 Apr 2008 16:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-13T19:12:05.680+02:00</atom:updated><title>Recensioni / Esteri / WILLY DEVILLE : PISTOLA (Eagle Rock /2008)</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAI9uV3OrZI/AAAAAAAABGw/_zD3g-b2Rak/s1600-h/willy-pistola.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188777587036302738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAI9uV3OrZI/AAAAAAAABGw/_zD3g-b2Rak/s320/willy-pistola.jpg" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Willy DeVille e' carismatico solo a guardarlo, con i suoi tatuaggi, la lunga chioma mohicana, lo sguardo spento ma allusivo di chi ha attraversato mille tunnel riuscendo a sopravvivere.&lt;br /&gt;Willy dopo nefaste dipendenze ora beve solo vino (ma sara' vero?), anche durante i suoi concerti. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Merito della sua compagna.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il diavolo? Certo, questo chicano l'ha conosciuto e ne ha scritto nei suoi mille connotati; sin da quando, fine anni '70, sciupava la giovinezza nel Bronx newyorkese, e cantava con i suoi &lt;strong&gt;Mink D.V.&lt;/strong&gt; sulle assi del &lt;strong&gt;CBGB's&lt;/strong&gt; di ragazze e cadillac. Poi, nelle decadi successive, cuore ed ispirazione romanticamente/perennemente aggrappati alle ballate fifhties di Ben E King e Pomus/Shuman: amore in languida salsa portoricana, bari, coltelli a serramanico, liquori, vampiri e voodoo, sino all'innamoramento fatale per New Orleans.&lt;br /&gt;Ma l'allievo supera il maestro se e' vero che uno dei brani di &lt;strong&gt;Pistola&lt;/strong&gt; s'intitola&lt;em&gt; '...sto per fare qualcosa che il diavolo non&lt;/em&gt; &lt;em&gt;ha mai fatto'&lt;/em&gt;. Di certo negli ultimi trent'anni ci ha familiarizzato, come Robert Johnson, come i vecchi bluesman del delta del Mississipi che ai crossroads gli vendevano l'anima in cambio dello shining per suonare la chitarra e cantare.&lt;br /&gt;Te ne accorgi a secondo, terzo ascolto, fatalmente: in&lt;strong&gt;&lt;em&gt; I'm gonna do something the devil never did&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Willy canta il blues con fare reiterato e minaccioso, come una reincarnazione di John Lee Hooker. &lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAI-OV3OraI/AAAAAAAABG4/vRzB06Dy4ig/s1600-h/willyfoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188778136792116642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAI-OV3OraI/AAAAAAAABG4/vRzB06Dy4ig/s320/willyfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ed e' ancora blues virato gospel in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;You gotta the world in your hands&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, profondo, insidioso, muddy come solo DeVille ha saputo fare nei suoi ultimi dischi; in modo diverso ma non inferiore all'impareggiabile Tom Waits.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le sorprese vere di Pistola sono nel finale, due brani dove Willy sfodera un parlato-recitato che lascia senza fiato: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;The&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;stars that speak&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, spagnoleggiante e con i violini vero wall of sound spectoriano: &lt;em&gt;'...c'e' un parco da qualche parte a&lt;/em&gt; &lt;em&gt;New&lt;/em&gt; &lt;em&gt;York dove gli&lt;/em&gt; &lt;em&gt;artisti possono ascoltare le stelle parlare'&lt;/em&gt; . Romantico, visionario!&lt;br /&gt;E &lt;strong&gt;&lt;em&gt;The mountains of Manhattan&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, solo ipnotiche percussioni e bamboo-flute, una danza indiana che disegna una metropoli ancestrale, il sangue 'nativo' che scorre nelle vene di DeVille che si risveglia.&lt;br /&gt;Per il resto un magnifico eclettico Willy DeVille che rivendica il suo inconfondibile dna: dal rock&amp;amp;roll strascicato di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;So&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;so real&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (una &lt;em&gt;Savoir faire&lt;/em&gt; addomesticata) ad &lt;strong&gt;&lt;em&gt;I remember the first time,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ennesima rielaborazione della classica Stand by me, dalla delicata ballata folkeggiante &lt;strong&gt;&lt;em&gt;When i get home&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; all'unica cover di &lt;strong&gt;Pistola&lt;/strong&gt;, la nashvilliana incantevole &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Louise&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, cartina al tornasole dell'amore di Willy per il country.&lt;br /&gt;Commosso l'omaggio dell'artista ('&lt;em&gt;... so i lost New Orleans')&lt;/em&gt; ad una citta' amatissima e ferita nel profondo, la funeral-march fiatistica &lt;strong&gt;&lt;em&gt;The band played on&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Solo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Been there done that&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, un r&amp;amp;b non molto originale, non riesce a sostenere il livello eccellente del resto del disco, una Pistola emotiva che ci lascia sul pavimento vittime compiaciute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.willydevillemusic.com/"&gt;http://www.willydevillemusic.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PASQUALE ‘ Wally ‘ BOFFOLI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-6244844532220904172?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/04/recensioni-esteri-willy-deville-pistola.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/SAI9uV3OrZI/AAAAAAAABGw/_zD3g-b2Rak/s72-c/willy-pistola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-7959992576025298603</guid><pubDate>Mon, 07 Apr 2008 11:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-08T12:36:42.716+02:00</atom:updated><title>Italian garage-beat : tre nuove uscite della TEEN RECORDS (Misty Lane) : THE NARCOTICS / THE TEMPONAUTS / THE CAVEMEN by P.' Wally' Boffoli</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;TEEN SOUND RECORDS 2008 : &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:180%;"&gt;&lt;em&gt;THE NARCOTICS, THE TEMPONAUTS, THE CAVEMEN.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Teen Sound Records di Massimo Dalpozzo, divisione di Misty Lane, pare aver lanciato da tempo una sfida con se stessa sfornando periodicamente nuove produzioni e nuove bands naturalmente sempre in un ambito oscillante tra il sixties-beat italiano ed estero, il garage e la psichedelia.&lt;br /&gt;Raro possa sbagliare un colpo: anche tra fine 2007 e l'inizio di questo 2008 ha pubblicato tre piccoli capolavori, per versi diversi, tre bands italiane, che vanno a rimpinguire l'ormai vastissimo catalogo della Misty Lane Appreciation Society, un patrimonio discografico ed artistico italiota unico nel suo genere che e' riuscito a gettare un prezioso ponte tra il panorama garage nostrano e quello internazionale.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;********************************************************************************************************************&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;THE NARCOTICS : ALL THE PURPLE PUSSIES&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Di italiano q&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oKTGmSRUI/AAAAAAAABGY/-ZDRZFWULzY/s1600-h/narcotics.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186469244175533378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" height="170" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oKTGmSRUI/AAAAAAAABGY/-ZDRZFWULzY/s320/narcotics.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uesti 4 ragazzi hanno proprio poco a dir la verita': si stenta a credere siano bolognesi. A partire dalla straordinaria grinta 'americana' del lead vocalist &lt;strong&gt;Muddy George&lt;/strong&gt; nell'iniziale dylaniana/strascicata &lt;strong&gt;&lt;em&gt;All the purple&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;pussies&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, giu' nelle 'garagistiche' &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fuckin' shootin' star, Stuck in the station, Troubles (give me a hard on),&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Vanishing&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ballata ricca di chiaroscuri, cosi' come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;(my) Death party&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Sembra di riascoltare in queste songs eseguite con rigore e passione, giocate sui duetti serrati dei chitarristi &lt;strong&gt;Juan&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Ventura&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Ramblin' Flep&lt;/strong&gt;, i &lt;em&gt;Miracle Workers&lt;/em&gt; degli anni '80, quelli di albums gloriosi come &lt;strong&gt;Overdose&lt;/strong&gt; (1988), senza sapere che in fondo all'album si cela una martellante cover proprio della band di Portland, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Love has no time&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, tratta dalla loro prima opera .&lt;br /&gt;Muddy George ha qui la possibilita' di sfoderare al meglio i suoi timbri vocali animaleschi, davvero molto affini a quelli dell'indimenticabile leader dei M.W. &lt;em&gt;Gerry Mohr&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Spruzzi dei padrini di Rochester The &lt;em&gt;Chesterfield Kings&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;Fuzztones &lt;/em&gt;in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Jenny&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ma anche nei titoli suddetti: in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Narcotic mess-a-round&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Muddy si spinge ancora piu' in la' ; come non ravvisare nella sua vigorosa performance le corde dell'Iggy Pop piu' maturo?&lt;br /&gt;Un'impeccabile &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Take me to the streets&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, giocata su un mirabile equilibrio elettro-acustico, sigilla una mezz'oretta di hard-garage senza tempo, di quello che non ti lascia riprender fiato neanche per un attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/xxxthenarcoticsxxx"&gt;www.myspace.com/xxxthenarcoticsxxx&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mistylane.it/"&gt;http://www.mistylane.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/teensound"&gt;www.myspace.com/teensound&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;THE TEMPONAUTS : A MILLION YEAR PICNIC&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il piacentino &lt;strong&gt;Simone Modicamore&lt;/strong&gt;, alla guida dei bravi &lt;strong&gt;Rookies&lt;/strong&gt;, aveva siglato tra il 2004 ed il 2005 anche due interessanti lavori acustici con gli &lt;strong&gt;Warm Morning&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ribadisce ora la sua ecletticita' vocale e di chitarrista partecipando a questo nuovo progetto di &lt;strong&gt;The Temponauts&lt;/strong&gt;, una 'straordinaria' creatura sonora guidata da &lt;strong&gt;Stefano 'Pibio' Silva&lt;/strong&gt;, autore di 11 brani su&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oKfmmSRVI/AAAAAAAABGg/fOIWaGzWWAM/s1600-h/temponauts.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186469458923898194" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oKfmmSRVI/AAAAAAAABGg/fOIWaGzWWAM/s320/temponauts.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; 12 di &lt;strong&gt;A million year picnic&lt;/strong&gt;, completato dalla cover del classico soul di &lt;em&gt;Jamison&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;That's how strong my love is.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Straordinaria perche' da perfetti Temponauti i nostri 5 riescono ad innestare attraverso gli stupendi intrecci vocali e chitarristici di &lt;strong&gt;Silva, Ferrari, Vascelli e Modicamore&lt;/strong&gt; su una sensibilita' ritmica e compositiva moderna, decisamente personale, una lezione che viene da molto lontano: &lt;em&gt;Byrds, Beach Boys&lt;/em&gt;, ovvero i maestri in assoluto dell'estetica adottata dai Temponauts in &lt;strong&gt;A million year picnic&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Melodie ed armonie spaziali, aeree elargite a profusione in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Captain frustration&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Toxic &amp;amp; lazy, Come back saturday, The&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;down bums, Atomic fire sister,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dense di fascinosi ed avvolgenti incisi : ricordate gli australiani &lt;em&gt;Church&lt;/em&gt;, quelli piu' sognanti?. Persino la cover suddetta subisce un 'trattamento' speciale perdendosi tra le nuvole, nel blu dipinto di blu!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The Temponauts&lt;/strong&gt; sanno comunque diventare piu' incisivi e graffiare con chitarre aggressive nelle sorprendenti &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Operation: Coroner&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Not in the morning&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ma se volete coglierli al massimo dell'ispirazione dovete ascoltare le intricate &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Men of dangerous maybe&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e la finale &lt;strong&gt;&lt;em&gt;The return of Josie Wales,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; pura aerea psichedelia, trionfo cerebrale di quella che pare una concept-opera messa a punto sulla loro navicella spaziale, proiettata nel nuovo millennio con perfida dolcezza, a delineare sbalorditivi nuovi orizzonti espressivi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://myspace.com/temponauts"&gt;http://myspace.com/temponauts&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mistylane.it/"&gt;http://www.mistylane.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:180%;"&gt;THE CAVEMEN : FIORE NERO&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ha senso nel 2008 comporre un album nella piu' pura tradizione del beat italiano dei sixties?&lt;br /&gt;Ad un primo ascolto di &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oK0WmSRWI/AAAAAAAABGo/8ykNN-pifxo/s1600-h/cavemen.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186469815406183778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oK0WmSRWI/AAAAAAAABGo/8ykNN-pifxo/s320/cavemen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;questo &lt;strong&gt;Fiore nero&lt;/strong&gt;, secondo album dei non piu' giovani &lt;strong&gt;The Cavemen&lt;/strong&gt; per la &lt;strong&gt;Teen Records&lt;/strong&gt; si rimane un tantino perplessi davanti a versi come ' &lt;em&gt;...tutti x uno balliamo lo shake!'&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ma poi, quando ci riprovi, rimani conquistato dall'aggressivita' e sincera attitudine con cui &lt;strong&gt;Michele Biondi, Matteo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Lamargese&lt;/strong&gt; e c. riescono nell'ardua impresa di riattualizzare una materia cosi' stagionata, soprattutto a causa della lingua madre.&lt;br /&gt;E' soprattutto l'incisivita' delle fuzz-guitars e dei soli a compiere questo piccolo miracolo, i languidi a tratti rabbiosi vocalismi dei due in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fiore Nero, Io sto qui, Non mi odiar, L'ora delle streghe&lt;/em&gt;,&lt;/strong&gt; nelle lente amare e nostalgiche &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sogno&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Il lungo addio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (con tastiere d'annata in bella evidenza), tra i picchi del disco.&lt;br /&gt;Decisamente gustoso lo strumentale&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Mexicali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sorta di hard-surfin' con la tromba di Diego Frabetti.&lt;br /&gt;Tre covers dei lontani sixties completano &lt;strong&gt;Fiore nero&lt;/strong&gt;: la piu' nota &lt;strong&gt;&lt;em&gt;La lezione del capellone&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;em&gt;Michel Polnareff&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il treno&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;della morte&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;The Jaguars)&lt;/em&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prima c'era luce&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;New Trolls),&lt;/em&gt; tutte reinterpretate con quella decisa impronta personale che permea tutto il disco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/thecavemenbeat"&gt;www.myspace.com/thecavemenbeat&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.thecavemen.it/"&gt;http://www.thecavemen.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/teensound"&gt;www.myspace.com/teensound&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PASQUALE 'Wally' BOFFOLI&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-7959992576025298603?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/04/italian-garage-beat-tre-nuove-uscite.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R_oKTGmSRUI/AAAAAAAABGY/-ZDRZFWULzY/s72-c/narcotics.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-56808507756138393</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2008 14:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-19T14:02:32.599+01:00</atom:updated><title>Alcuni magnifici primi del 2008: NICK CAVE &amp; THE BAD SEEDS, THE GUTTER TWINS, THE MAGNIFICENT BROTHERHOOD by P.Wally B.</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vorrei segnalarvi, nella marea di pubblicazioni discografiche dei primi tre mesi del 2008 tre dischi a mio parere per versi diversi imperdibili. In seguito probabilmente seguiranno altri segnali di fumo.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Naturalmente questa premessa é opinabile e per chi legge saranno altre le cose migliori uscite nel primo scorcio di quest'anno.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;********************************************************************************************************************&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;DIG!!! LAZARUS DIG !!!&lt;/strong&gt; é l'ultima fatica di &lt;strong&gt;NICK CAVE &amp;amp; THE BAD SEEDS&lt;/strong&gt;, dopo la bellissima ed evocativa colonna sonora di Cave e Warren Ellis per&lt;strong&gt; THE ASSASSIONATION OF JESSE JAMES (by the coward Robert Ford),&lt;/strong&gt; con la quale i due hanno messo in mostra la loro spaventosa poliedricità artistica!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che &lt;strong&gt;Warren E&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AEZlQAwMI/AAAAAAAABFo/XfcgOniMuwI/s1600-h/cavelazarus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179144409018581186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 241px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" height="320" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AEZlQAwMI/AAAAAAAABFo/XfcgOniMuwI/s320/cavelazarus.jpg" width="280" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;llis&lt;/strong&gt; sia divenuto l'alter-ego di &lt;strong&gt;Nick Cave&lt;/strong&gt; prendendo il posto che fu di &lt;strong&gt;Mick Harvey&lt;/strong&gt; é ormai inequivocabilmente un dato di fatto, lievitato pian piano attraverso gli anni '90 ed i primi del nuovo millennio con albums indimenticabili come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;The Boatman's Call, No more shall we part, Nocturama&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Abattoir Blues&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: dalla scarna essenzialità di violino/viola il suo parterre strumentale/chitarristico/tastieristico é divenuto stupefacente nel recente progetto &lt;strong&gt;&lt;em&gt;GRINDERMAN&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sino a stravolgere i connotati del sound Bad Seeds con inquietanti cromatismi vintage/futuristi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa rimane la novità più rilevante anche di &lt;strong&gt;DIG!!! LAZARUS DIG!!!,&lt;/strong&gt; che vede per l'ennesima volta l'inossidabile australiano nei panni del predicatore sacro/profano ormai maturo sciorinare liriche grevi di ossessioni bibliche (il titolo dell'album é tutto un programma!), paranoie esistenziali ma anche di speranza mai sopita.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AIxVQAwRI/AAAAAAAABGQ/rETmXjbjR8c/s1600-h/Nick_Cave_231151m.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179149215086985490" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AIxVQAwRI/AAAAAAAABGQ/rETmXjbjR8c/s320/Nick_Cave_231151m.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sound generale dei Bad Seeds e di brani come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Albert Goes West, Today's Lesson, Lie Down Here (&amp;amp; be my girl),&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Midnight man, Moonland&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sapidi di accattivanti evoluzioni, é più agile e spigoloso dei barocchismi gospel di Abattoir Blues: il furioso/eclettico side-project Grinderman ha lasciato un impronta profonda. Il Cave più lirico degli anni 90 si ripropone in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Jesus of the moon&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hold on to yourself&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: come non provare gli stessi brividi caldi di allora?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A sorpresa (graditissima)&lt;strong&gt;&lt;em&gt; We call upon the author&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e la lunga farneticante &lt;strong&gt;&lt;em&gt;More news from nowhere&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; scompaiono (inconsciamente?) nelle sabbie mobili di un'ipnosi esattamente a metà strada tra Velvet Underground e Joy Division.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passato e sperimentazione s'incrociano con impareggiabile classe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AE2lQAwNI/AAAAAAAABFw/iW845-e3MmQ/s1600-h/guttertwinscover.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179144907234787538" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="197" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AE2lQAwNI/AAAAAAAABFw/iW845-e3MmQ/s320/guttertwinscover.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Da tempo aspettavamo il lavoro della coppia Greg Dulli-Mark Lanegan, &lt;strong&gt;THE GUTTER TWINS. SATURNALIA&lt;/strong&gt; non delude certo le nostre aspettative, anzi le sublima: in molte occasioni chiari i retaggi grunge. Quasi un monumento al suono dark ed introverso che lo caratterizzò, soprattutto grazie all'egregio lavoro di un team formidabile di collaboratori. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Idle Hands, The Stations, All Misery/Flowers&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, si stagliano possenti con le voci dei due gra&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AHHVQAwQI/AAAAAAAABGI/VBzOHBfyApE/s1600-h/guttertwins1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179147394020851970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AHHVQAwQI/AAAAAAAABGI/VBzOHBfyApE/s320/guttertwins1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ndi songwriters che si sovrappongono delicatamente (come nella maggior parte delle songs). Rassegnata disperazione e cauta speranza si alternano nella vena compositiva dei due, sino a fondersi come per incanto, come le loro voci, profonda e nera quella di Lanegan, delicata porcellana quella di Dulli. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Diversità sfocianti in preziosi ed impagabili equilibrismi stilistici: magnifico Lanegan nel blues trasfigurato di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Who will lead us ?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Seven stories&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;underground&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sussurri strappati ad una resa esistenziale quasi incondizionata. Inarrivabile Dulli in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Front St.,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ballata intrisa di acuta nostalgia; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;I was in love with you&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ricca di strings quasi barocchi : ancora rimpianti! Un'opera prima sorprendente per ricchezza cromatica, attanagliante per ispirazione. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sul versante garage (a me sempre caro) ottimo disco degli esordienti tedeschi &lt;strong&gt;THE MAGNIFICENT BROTHERHOOD&lt;/strong&gt;, segnalatomi dalla cara amica sarda Slania. Dopo il fulminante episodio iniziale &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cracker&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; 11 tracce versatili e non or&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AF3VQAwPI/AAAAAAAABGA/TvjolPdJZLQ/s1600-h/magnificentbrotherhood1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179146019631317234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 172px; CURSOR: hand; HEIGHT: 158px" height="158" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AF3VQAwPI/AAAAAAAABGA/TvjolPdJZLQ/s320/magnificentbrotherhood1.jpg" width="130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;todosse, a volte dagli accenti jazzy che evitano di cadere nei clichés di un genere spess&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AFllQAwOI/AAAAAAAABF4/G_KM3Kx8RnA/s1600-h/magnificentbrotherhood.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179145714688639202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AFllQAwOI/AAAAAAAABF4/G_KM3Kx8RnA/s320/magnificentbrotherhood.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o un pò angusto e ripetitivo. Il furore di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cracker&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; torna con lo stesso impeto solo in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Old Tattoo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; . Il resto risponde ai dettami di un suono ben controllato, organizzato intorno a mille ricordi sixties: dominato dalle tastiere di &lt;strong&gt;Erik Haegert&lt;/strong&gt;, memori (con sommo piacere delle nostre sinapsi!) di  &lt;em&gt;Doors, Question Mark &amp;amp; the Mysterians&lt;/em&gt; ed..udite, udite&lt;em&gt;...Stranglers&lt;/em&gt;. Ma ad essere evocata é anche la San Francisco dei Quicksilver, attraverso i penetranti vibrati del chitarrista &lt;strong&gt;Kiryk Drewinski&lt;/strong&gt; ed i suoi soli efficaci. Spero la Magnificent Music continui su questa strada regalandoci da Berlino altri gustosi dischi come questo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.nickcaveandthebadseeds.com/"&gt;http://www.nickcaveandthebadseeds.com/&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.mute.com/"&gt;http://www.mute.com/&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.myspace.com/theguttertwins"&gt;http://www.myspace.com/theguttertwins&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.themagnificentbrotherhood.de/"&gt;http://www.themagnificentbrotherhood.de/&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.magnificentmusic.de/"&gt;http://www.magnificentmusic.de/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PASQUALE 'Wally' BOFFOLI&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-56808507756138393?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/03/vorrei-segnalarvi-nella-marea-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R-AEZlQAwMI/AAAAAAAABFo/XfcgOniMuwI/s72-c/cavelazarus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-698565308621377549</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2008 17:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-12T18:38:07.344+01:00</atom:updated><title>GET HIP RECORDINGS special, by Pasquale 'Wally' Boffoli</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSDVQAwII/AAAAAAAABFI/05g4mC1xgpU/s1600-h/gethipwarhouse.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176907620115595394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 351px; CURSOR: hand; HEIGHT: 161px" height="161" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSDVQAwII/AAAAAAAABFI/05g4mC1xgpU/s320/gethipwarhouse.jpg" width="320" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La sopravvivenza e la vitalità del garage americano nelle sue varie sfaccettature sono state assicurate negli ultimi due decenni e passa dal lavoro costante e certosino di alcune etichette che hanno avuto ed hanno nella passione sviscerata per certe sonorità d’estrazione sixties la molla principale necessaria a mettere su un fittissimo catalogo di bands che alcuni definiscono di nicchia, che hanno preservato lo spirito del rock più grezzo e selvaggio, e da esso son partite in molti casi per sperimentare nelle direzioni più svariate.&lt;br /&gt;Sto parlando dell’&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Estrus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, della &lt;strong&gt;&lt;em&gt;In The R&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSSlQAwJI/AAAAAAAABFQ/9pUsv_lmmH4/s1600-h/cynics.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176907882108600466" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSSlQAwJI/AAAAAAAABFQ/9pUsv_lmmH4/s320/cynics.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ed, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;della&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Sympathy for the record industry&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e tra le altre della &lt;strong&gt;Get Hip&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Recordings&lt;/strong&gt; di Pittsburgh, PA.&lt;br /&gt;Qualcuna esiste ancora nonostante notevoli problemi economici ed episodi spiacevoli come l’incendio che interessò gli uffici/deposito della Estrus un po’ di tempo fa, altre negli ultimi anni hanno subito il contraccolpo del boom del garage europeo, quello scandinavo in particolare delle labels svedesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;White Jazz e Low Impact&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ma in primis della danese &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Bad Afro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che si è dimostrata (a tutt’oggi) particolarmente vitale ed aggressiva.&lt;br /&gt;Ciò nonostante etichette americane come la &lt;strong&gt;Get Hip Rec&lt;/strong&gt;. continuano a rivestire con le loro ultime produzioni un ruolo fondamentale, dimostrando che gli USA in generi come il garage, il power pop, la psichedelia hanno diritto di prelazione.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Get Hip Recordings&lt;/strong&gt; fu fondata in sordina nel 1985 da &lt;strong&gt;Gregg Kostelich&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Michael Kastelic&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Bill Von Hagen&lt;/strong&gt;, tre membri della garage-band &lt;strong&gt;THE CYNICS&lt;/strong&gt;, proprio per pubblicare i loro albums da sé, senza restrizione alcuna di majors.&lt;br /&gt;Erano quindi prima di tutto musicisti ed appassionati di musica che intendevano creare per appassionati di musica. La sua estetica indie ha portato la Get Hip ad essere un’etichetta e distributrice di oltre 20.000 titoli di musica indipendente, punk, garage, soul, doo wop e buon vecchio rock&amp;amp;roll.&lt;br /&gt;Una label pioniera quindi, per spirito alternativo al grosso business, per la sua eticità e genuina passione per la musica di qualità.&lt;br /&gt;Partita per pro&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSrFQAwKI/AAAAAAAABFY/qcabpN9VGOE/s1600-h/gethipgreggkostelich.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176908303015395490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSrFQAwKI/AAAAAAAABFY/qcabpN9VGOE/s320/gethipgreggkostelich.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;durre dischi di artisti locali e nazionali, si è arricchita strada facendo di bands provenienti da tutto il mondo, operando in tutti e quattro i continenti.&lt;br /&gt;Nel 1993 è stato creato, anche grazie alla costanza e coerenza di &lt;strong&gt;Gregg Kostelich&lt;/strong&gt;, il&lt;strong&gt; Get Hip Archive Series to the&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;world&lt;/strong&gt;, che prevede esclusivamente ristampe di bands classiche degli anni ’50 e ’60, un punto di riferimento essenziale per ogni collezi&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gS9FQAwLI/AAAAAAAABFg/WbNb0W4jKQE/s1600-h/gethipcynics.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176908612253040818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 188px; CURSOR: hand; HEIGHT: 126px" height="126" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gS9FQAwLI/AAAAAAAABFg/WbNb0W4jKQE/s320/gethipcynics.jpg" width="127" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;onista di vero rock&amp;amp;roll.&lt;br /&gt;20 anni dopo la visione e la brillantezza di &lt;strong&gt;Kostelich&lt;/strong&gt; rimangono le stesse; e la Get Hip non scende a compromessi nel produrre solo musica di qualità, e distribuire etichette simili ad essa , cd, lp, 45, magazines, dvd e videos. In tal senso l’attuale catalogo parla da solo.&lt;br /&gt;Tra le sue più recenti valide produzioni &lt;strong&gt;DT’S, Uglybeats, Paul Collins (Beat),&lt;/strong&gt; tutti dischi recensiti in questo magazines, &lt;strong&gt;Resonars, Breakup Society&lt;/strong&gt; e l’ultimo &lt;strong&gt;The Cynics&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Un sentito grazie a &lt;strong&gt;Natalie Sweet&lt;/strong&gt;, senza le cui note questo profilo della Get Hip non sarebbe stato possibile!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gethip.com/"&gt;http://www.gethip.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/gethip"&gt;www.myspace.com/gethip&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pasquale ‘Wally’ Boffoli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-698565308621377549?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/03/get-hip-recordings-special-by-pasquale.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R9gSDVQAwII/AAAAAAAABFI/05g4mC1xgpU/s72-c/gethipwarhouse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-3882648266104749873</guid><pubDate>Tue, 19 Feb 2008 11:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-03T18:12:51.018+02:00</atom:updated><title>Sproloqui : B A R I !  by Wally</title><description>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città di eccessivi universitari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città di universitari eccessivi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città con strade troppo strette&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove é rarissimo avere uno scontrino se vai al mercato&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove la gente non sa camminare&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove gli automobilisti ignorano frecce e precedenze&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove la gente ti viene addosso quando cammini&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove ci sono troppi metallari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città con un pessimo manto stradale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove puoi trovare sacchetti di immondizia lungo i marciapiedi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città con una Controradio troppo anglofila&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città in fondo ancora provinciale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove per suonare devi far del 'divertentismo'&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città dove la raccolta differenziata é ancora un miraggio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;BARI é una città con troppo teatro dialettale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-3882648266104749873?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/02/sproloqui-b-r-i-by-wally.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-30737981117296026</guid><pubDate>Mon, 11 Feb 2008 12:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-11T13:57:53.487+01:00</atom:updated><title>Recensioni / Esteri : JOE JACKSON : RAIN (Rykodisc-2008)</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R7BF8-LRabI/AAAAAAAABE4/fZpmoO27SQY/s1600-h/joe+jackson.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165705686378703282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 235px; CURSOR: hand; HEIGHT: 219px" height="206" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R7BF8-LRabI/AAAAAAAABE4/fZpmoO27SQY/s320/joe+jackson.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; A cinque anni di distanza da &lt;strong&gt;Volume 4&lt;/strong&gt;, suo ultimo doppio album in studio &lt;strong&gt;Joe Jackson&lt;/strong&gt;, l’eclettico geniaccio del pop britannico (solo Costello é al suo livello!) ritorna con&lt;strong&gt; Rain&lt;/strong&gt;, un lavoro che riesce a centrare l’obiettivo non facile di fondere energia ed eleganza compositiva.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jackson&lt;/strong&gt; conferma un ennesima volta uno stile inconfondibile affinato in trent’anni di esplorazione di aree espressive a volte molto distanti tra loro, dal punk alla classica, dal jazz alle colonne sonore.&lt;br /&gt;Molti i richiami in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Invisibile Man, Good Bad Boy, Citizen Sane, King Pleasure Time&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ai suoi primi indimenticabili albums fine anni’70/inizi ‘80 trasudanti aggressività mod, ma non ci credereste, le chitarre in &lt;strong&gt;Rain&lt;/strong&gt; sono completamente assenti: a farla da padrone ed a tessere tutte le linee armoniche é il pianoforte dell’artista, strumento che già da tempo Jackson aveva mostrato di prediligere e nel quale si è perfezionato.&lt;br /&gt;Esso in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Solo (So Low)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; accompagna addirittura in perfetta solitudine la performance vocale di Joe priva di sbavature.&lt;br /&gt;Complice uno combo straordinario comprendente il fedelissimo bassista &lt;strong&gt;Graham Maby&lt;/strong&gt;, Jackson elargisce raffinate melodie targate Bacharach&lt;strong&gt; (Wasted Time)&lt;/strong&gt; e continua nella sua affascinante ed ormai interminabile esplorazione dell’armonia e dell’arte pop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.joejackson.com/index.php"&gt;http://www.joejackson.com/index.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pasquale 'Wally' Boffoli&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-30737981117296026?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/02/recensioni-esteri-joe-jackson-rain.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R7BF8-LRabI/AAAAAAAABE4/fZpmoO27SQY/s72-c/joe+jackson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-36261541.post-6108486771011805780</guid><pubDate>Sun, 10 Feb 2008 13:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-10T14:52:05.099+01:00</atom:updated><title>CINEMANIA - Il meglio del cinema in DVD, n°.16, a cura di Antonio Petrucci</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R68AuuLRaaI/AAAAAAAABEw/HB6ZAxPadZo/s1600-h/Kwaidan.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165348100286540194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R68AuuLRaaI/AAAAAAAABEw/HB6ZAxPadZo/s320/Kwaidan.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Titolo: KWAIDAN &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Giappone 1964 - Colore, 180 minuti&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Regia: Masaki Kobayashi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Genere: ghost story&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;DVD edizione: Raro Video&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vedendo alcuni film ci si rende conto di come il grande cinema non risente del passare del tempo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo è il caso di &lt;strong&gt;KWAIDAN&lt;/strong&gt;, film del regista giapponese &lt;strong&gt;Masaki Kobayashi&lt;/strong&gt; famoso in occidente anche per un'altra pellicola &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Seppuku (Harakiri&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;) del 1963.&lt;br /&gt;Il film racconta in quattro distinti episodi storie che hanno come protagonisti i fantasmi, tematica per tradizione culturale e religiosa molto presente in Giappone; la cosa che rende questo film veramente unico é l'atmosfera onirica ma anche carica di tensione che pervade l'intera opera, e in ogni fotogramma si può scorgere un dipinto di rara bellezza.&lt;br /&gt;Questo è il risultato anche di un'imponente scenografia e delle essenziali, ma anche di grande impatto, musiche di &lt;strong&gt;Toru Takemitsu&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certamente si tratta di un film specialmente per noi occidentali non facile, ma se lo si osserva senza sforzarsi di capire si possono cogliere messaggi che hanno le loro radici in archetipi universali (la morte, il senso di colpa, la gelosia, la fede, il rancore).&lt;br /&gt;Voglio sottolineare l'importanza di questo film, ricordando che un altro grande regista &lt;strong&gt;Akira Kurosawa&lt;/strong&gt; ha voluto fare un "omaggio" all'opera di Kobayashi nel suo altrettanto bel film &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sogni &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;del 1990 (di cui in Italia manca ancora una edizione in DVD), anche questo diviso per episodi pur affrontando tematiche differenti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;KWAIDAN&lt;/strong&gt; è sicuramente un film non per tutti, in ogni caso un esempio di grande cinema più vicino all'arte che all'intrattenimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;(A.P.)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36261541-6108486771011805780?l=musicbx.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://musicbx.blogspot.com/2008/02/cinemania-il-meglio-del-cinema-in-dvd_10.html</link><author>noreply@blogger.com (Pasquale ' wally '  Boffoli)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_nGF9Qtyj-Bs/R68AuuLRaaI/AAAAAAAABEw/HB6ZAxPadZo/s72-c/Kwaidan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>